Pepsi i motivi della crisi in quattro punti. Evitiamo, però, inutili catastrofismi

CASERTA – Che dire? Come analizzare il momento della Juve? Secondo noi la prima cosa da fare è quella di evitare disfattismi e pericolose depressioni striscianti che però, giorno dopo giorno possono rendere il clima ancor più pesante. Come è giusto rimanere obbiettivi ed evitarefalalci  voli pindarici quando le cose vanno bene, lo stesso deve valere nelle avversità. Serve moderazione nei giudizi, bisogna  fare analisi oggettive della situazione, respingere i  catastrofismi.

Partiamo dall’ attacco

Rispetto alle precedenti esibizioni dove, bene o male, la fase offensiva fu positiva, stavolta non si può dire la stessa cosa. L’innesto di Williams, l’ottimo stato di forma di Garri, autorizzava a scelte diverse. Obbligava ad attaccare il canestro, a fare costanti dentro fuori, ad una maggiore circolazione della palla per far lavorare la difesa avversaria. Ciò non è avvenuto o se è accaduto lo è stato solo in parte. Una prova sono i soli 5 tiri effettuati da Bowers contro i 17 di Fabio Di Bella. Ciò significa che la palla è rimasta spesso nelle mani del play, che non si è avuta circolazione, la difesa pesarese non ha lavorato ed i tiri prodotti non sono stati puliti. Ovviamente il discorso esula poi dalla prova immensa offerta dal capitano bianconero, con Garri e Colussi il migliore della squadra.

Difesa

Manca l’intensità. La squadra difende ad intermittenza. Come una pila in via di esaurimento, o una presa mal inserita nella corrente.  Alterna luce forte, accecante, a momenti di appannamento, sino a giungere al buio più totale. Cali inspiegabili, comportamenti che vanno analizzatii. Anche perchè, quando si accende la luce è possibile ammirare la splendida creatura della passata stagione che difficlmente faceva arrivare a 75 i propri avversari, arrivano immediati break, si concretizzano vantaggi.

Oggi ciò ha, però, l’effetto di un dipinto sulla riva del mare. Bello, affascinante, ma subito cancellato dalle onde. Serve intensità. Non si può più parlare di sfortuna quando si prendono canestri allo scadere dei 24 secondi o peggio ancora a fil di sirena. Accade perchè qualcosa non funziona.

Americani

Assolutamente incolore la prova dei tre statunitensi. Se Williams, all’esordio, ha fatto vedere discrete cose ed il potenziale di quello che potrà dare alla causa, lo stesso non si può dire di Jones, Bowers ed Ere. Assolutamente evanescenti. Nulli in attacco, in perenne sofferenza in difesa. Erano e sono il fiore all’occhiello della Juve, i giocatori, con Di Bella e Garri, sul quale si sono fondate le fortune bianconero in questo torneo, ad oggi stanno offrendo un contributo deludente. Certo, si dirà che Bowers, causa l’infortunio del capitano, è stato costretto a giocare per buona parte della pre season nel ruolo di play disabituandosi a  certi movimenti o a certi giochi. E’ un ragioanmento che regge sino ad un certo punto. Bowers è un campione, giocatore intelligente, ottimo difensore, gran passatore, oltrechè buon attaccante. Deve tornare ad essere quello che è sempre stato. Destano inquietudine certi suoi atteggiamenti di nervosismo o apparente freddezza verso le cose del campo.

Di Jones parla il suo 3 su 10 totale dal campo, una presenza impalpabile che gli 11 rimbalzi catturati non riescono a rendere positiva.

Ere, l’unico che nelle precedenti uscite aveva sempre ben figurato, è pure lui naufragato. Nei momenti di difficoltà ci si aspetta che campioni quali loro sono, prendano per mano la squadra, la guidino fuori dalle secche, ne diventano i condottieri e non semplici comparse. Così non è stato.

Olumide Oyedeji

Pesa e non poco sulla Pepsi di oggi il tempo perso per Olumide. Si era deciso di puntare su di un giocatore che tale non è più da diverse stagioni, purtroppo per lui e per noi. Si erano creati giochi, sistemi difensivi ed offensivi per le sue presunte caratteristiche. Sforzi vani, lavoro sprecato. Anche qui, però, non si può parlare di sfortuna.

Ora, però, bisogna resettare tutto. La squadra è forte, ha mezzi tecnici e qualità morali per uscire fuori dal tunnel. Bisogna che lavori serena, non deve lasciarsi condizionare dallo zero in classifica, dimenticare che sulla carta le tre sconfitte avrebbero dovuto e potuto essere tre vittorie. Annullare rimpianti. Non serve a niente. Andiamo avanti, possibilmente guidati dagli americani.