Caserta, Cittadini: No alle aree Pip a Tredici. Del Gaudio a Di Palo: Si chiarisca in Consiglio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Comitato No alle aree Pip a San Benedetto, Tredici e Falciano e dal consigliere comunale del Pdl Pio Del Gaudio.

CASERTA – Quella dei PIP di San Benedetto,Tredici e Falciano, è destinata ad essere una storia senza fine, infatti, sta pervenendo a tutti i proprietari dei terreni che si intendono espropriare, la comunicazione relativa alla realizzazione delle opere di urbanizzazione (strade , parcheggi ecc ) con relativa proposta di indennità di esproprio.

Gli interessati hanno 30 giorni di tempo per rispondere.. Ancora una volta sta prevalendo un certo incauto decisionismo dell’amministrazione comunale e in particolare dei dirigenti, tuttavia niente ci intimorisce, anzi insistiamo, nella richiesta della sospensione della procedura degli espropri, affinché i PIP vengono delocalizzati altrove.

Prima che altri autorevoli competenti Enti o Istituzioni possano diffidare o decretare la delocalizzazione con conseguenze che potrebbero interessare il profilo civile e penale. Per questo, continuiamo a sottolineare e a ricordare all’opinione pubblica, al Prefetto, alla Procura a della Repubblica ,al sindaco, agli assessori ai rami lavori pubblici e attività produttive,nonché ai dirigenti firmatari della citata comunicazione di esproprio,che il policlinico è stato ideato e costruito in una zona ad alto rischio inquinamento, come titola la vecchia delibera di Giunta Falco n 14 del 13 gennaio 2004 e quindi in violazione della legge vigente, ovvero del Decreto del Capo del governo 29 settembre 1939″in materia di “Approvazione delle istruzioni per le costruzioni ospedaliere”.

La prova provata di tale violazione è data non solo dall’aggravarsi dell’inquinamento in quest’area ospedaliera per la persistenza delle cave , dell’uttaro e quant’altro,ma anche dagli effetti deleteri e non compatibili con la struttura del costruendo policlinico, provocati per esempio dalla Variante al PRG di cui alla delibera n. 12 del 18. 12. 2004.

La predetta Variante consente in modo irrazionale, cinico e affaristico la realizzazione di insediamenti artigianali e anche industriali inquinanti a pochi metri dalle piccole frazioni di Tredici e Falciano, un’area, questa, già classificata D1 dal Vigente PRG (per soli insediamenti artigianali).

Pertanto, le opere di urbanizzazione primaria, (strade e parcheggi) da realizzare non si riferiscono all’area ospedaliera, vera opera di pubblica utilità, ma si riferiscono ai detti illegittimi insediamenti inquinanti e distruttivi dei pochi terreni a verde agricolo rimasti in questa striminzita periferia.

E proseguendo, nell’illegalità, vi sono alcuni consiglieri comunali che votano la predetta delibera e quella successiva di ratifica dell’accordo di programma , la n 43 del 27 novembre 2006 e contestualmente partecipano alla manifestazione di interesse, sia pure indirettamente, aggiudicandosi appetitosi posti nell’elenco dei richiedenti i lotti da espropriare.

Il ricorso al Tar già notificato ai consiglieri evidenzia tali comportamenti e sottopone all’autorità giudiziaria, le varie illegalità commesse, rendendo nulle gli atti citati per incompatibilità e eccesso di potere, e non a caso le conclusioni vanno in questa direzione ovvero con richiesta di annullamento degli atti impugnati.

E cioè:

1) Della delibera del Consiglio Comunale n. 12 del 18 febbraio 2004;

2) Della delibera di Giunta Comunale n. 143 del 25 febbraio 2005;

3) Della delibera della Giunta Regionale Campania n. 296 del 4 marzo 2005;

4) Verbali conferenza di servizio del 12 novembre 2004; 19 luglio 2005, 14 settembre 2005, 27 0ttobre 2005

5) Della Giunta Provinciale n. 399 del 19 dicembre 2005;

6) Accordo di programma del 20 novembre 2006;

7) Del Consiglio Comunale n. 43 del 27 novembre 2006;

8) Delle deleghe conferite all’Ing. Petteruti per la partecipazione alle conferenze di servizi di cui non si conoscono i contenuti;

9) Parere favorevole Autorità di Bacino Nord-Occidentale acquisito il 28 luglio 2005 di cui non si conoscono i contenuti richiamato nel I1 verbale della conferenza di servizi;

10) Parere C.T.R. acquisito in data 27 ottobre 2005 di cui non si conoscono i contenuti richiamato nel verbale della conferenza di servizi;

11) Awisi di awio del procedimento per l’imposizione del vincolo preordinato all’esproprio in variante al P.R.G.;

12) Awisi relativi alla variante al P.R.G.; 13) Delibere della Giunta Provinciale C/O decreti Presidenziali che hanno reso esecutivo il P.LP. la variante al P.R.G. di cui non si conoscono estremi e contenuti

13) Delibere della Giunta Regionale e10 decreti Presidenziali che hanno reso esecutivo il P.I.P. la variante al P.R.G. di cui non si conoscono estremi e contenuti

l5) ogni altro atto comunque lesivo degli interessi e diritti dei ricorrenti. Stiamo valutando di estrapolare da questo ricorso comportamenti che violano la legge penale al fine di sottoporli al vaglio del Procuratore della Repubblica , nonché del Prefetto di Caserta.

In un secondo momento affronteremo, l’analisi, i criteri, i requisiti, i certificati antimafia di quelle fantomatiche 184 imprese richiedenti i lotti delle povere frazioni di Tredici e Falciano; chiederemo le tipologie di attività compatibili con l’ambiente, e i veri effetti occupazionali per i cittadini casertani e in particolare per i giovani residenti nelle nostre frazioni.

Verificheremo, infine, se saranno rispettati quei criteri di delocalizzazione delle imprese o attività commerciali traslocati effettivamente dal centro storico.

Di volta in volta invieremo gli atti alle autorità competenti per la verifica di atti illegali. Non ci fermeremo neanche con i decreti di esproprio né davanti alle ruspe,poiché la nostra sarà una battaglia di legalità, libertà e giustizia contro chi eventualmente crede di poter speculare, facendo business sui sacrifici e la vita della povera gente, per prendersi i terreni a prezzi stracciati e farci sopra le proprie ricchezze illecite e dannose per l’ambiente e per il nostro piccolo territorio di periferia.

A questo punto, ai consiglieri comunali, al sindaco e agli assessori, non resta che delocalizzare i Pip altrove e di porre all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale la deroga agli atti approvati per la delocalizzazione dei PIP in altre zone compatibili e sostenibili.

Mentre si chiede solidaroietà a tutti i cittadini e alle associazioni ambientaliste, senza escluderne nessuna a darci un amano nella difesa dei diritti che si vogliono attaccare e sopraffare.

Il comitato No Pip a Tredici e a Falciano

Il parere di Del Gaudio

Caro Arturo,

il sottoscritto Pio Del Gaudio,

considerate le riflessioni e le considerazioni rilevanti dei cittadini sottoscrittori della nota inviatami dalla presidenza del consiglio relativa alle aree pip, nell’interesse di tutti al fine di fare chiarezza su di una vicenda che, come sai, da mesi è oggetto di note, comunicati e interrogazioni varie

chiede

in qualità di consigliere comunale, ma, soprattutto appellandosi alla tua proverbiale serietà personale oltre che professionale, di fornire a tutti i consiglieri comunali i seguenti documenti:

– copia delle delibere citate nella nota con indicazione dei consiglieri che hanno votato a favore, contro e si sono astenuti

– copia del ricorso al tar presentato dai cittadini ,

– elenco ditte che hanno manifestato interesse all’insediamento cosi’ come previsto dal bando.

ti invita

inoltre di portare all’ all’attenzione del consiglio comunale in seduta aperta la vicenda delle aree pip onde consentire all’intera cittadinanza ed a tutti i soggetti interessati di contribuire alla discussione in atto.

grazie

Pio Del Gaudio