Caserta, arrestato a Casal di Principe Raffilotto Diana: uno dei 30 super ricercati italiani

CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Il boss dei casalesi Raffaele Diana, nell’elenco dei 30 superlatitanti più pericolosi d’Italia, ricercato da ben 5 anni, dal 2004, è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta intorno alle 17. E’ stato trovato a Casal di Principe, in un cunicolo bunker, scavato all’interno di una abitazione in via Torino. Era armato, aveva con sé pistole, munizioni e silenziatori ma non ha fatto in tempo a opporre resistenza. Il proprietario dell’ appartamento, Paolo Landolfi, che non ha precedenti penali di rilievo, è stato arrestato.

I complimenti

Ha fatto i complimenti agli agenti che lo hanno scovato. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha fatto i complimenti alla Polizia e ha definito l’arresto “un durissimo colpo al clan dei Casalesi”, la camorra della provincia di Caserta, la più pericolosa d’Italia. «Lo abbiamo qui con noi in questura» ha spiegato ai cronisti il capo della Mobile di Caserta Rodolfo Ruperti. Per accedere al bunker, gli agenti hanno dovuto sfondare la parete di un sottoscala.

Il ritratto di Diana

RaffaeleDiana, detto «Rafilotto», imputato nel processo Spartacus I contro il clan dei Casalesi, è considerato un camorrista – imprenditore che aveva investito in diverse imprese del Nord, in particolare a Modena. Era latitante dal 2004.

Uomo di Mario Iovine

Uomo di fiducia di Mario Iovine, vecchio capo della cosca dei casalesi ucciso anni fa in Portogallo a Cascais, fu fra i primi a essere stato messo sotto processo per associazione di stampo camorristico per 416 bis. Era legato attualmente al nipote di Mario Antonio, detto il Ninno, uno dei due attuali supercapi dei casalesi insieme con Michele Zagaria Capastorta.

Diana avrebbe partecipato all’omicidio di Paride Salzillo, nipote di Antonio Bardellino, e al quadruplice omicidio Pagano – Mennillo – Orsi – Gagliardi.

Venne arrestato nel 1990 a Casal di Principe (Caserta) assieme a Francesco «Sandokan» Schiavone e Francesco Bidognetti.

A seguito anche delle rivelazioni di un pentito, viene arrestato nuovamente nel 2001 a Modena dove, nel frattempo, pur essendo ristretto al soggiorno obbligato, Diana aveva messo in piedi una succursale del clan dedita alle estorsioni e alla gestione di locali. Infine diventa latitante dopo non essere rientrato da un permesso premio dopo tre anni di detenzione.

La nota della Squadra Mobile della Polizia di Caserta

Alle ore 17 circa di oggi, personale della questura di caserta con l’ausilio di personale del reparto prevenzione crimine toscana e di contingenti di rinforzo dell’esercito, hanno stretto d’assedio la zona circostante la via torino di casal di principe.

a seguito di intensa attivita’ investigativa posta in essere dalla squadra mobile di caserta, diretta dal vice questore rodllfo ruperti, era stato individuato uno dei covi del superlatitante diana raffaele classe 53.

 

l’uomo si nascondeva in un bunker ricavato nel sottoscala di un’abitazione ubicata alla via torino di casal di principe. il proprietario della casa, un insospettabile operaio incensurato, il 44enne landolfi paolo, tratto in arresto per favoreggiamento aggravato, aveva costruito il nascondiglio occultandone l’accesso con una scarpiera basculante.gli uomini della squadra mobile hanno perquisito contemporaneamente diverse abitazioni, benche’ in alcune fossero momentaneamente assenti i proprietari per cui e’ stato necessario sfondare alcune porte e alcune finestre.gli agenti avevano concentrato la loro attenzione su quella del landolfi perche’ presentava una anomala differenza di spazi tra il sottoscala e la scarpiera che vi era stata artigianalmente ricavata.insospettitisi gli agenti armati di palo di ferro e di tanta tenacia hanno cosi’ iniziato a buttar giu’ l’intero sottoscala fino a quando non e’ apparso il diana raffaele che si e’ subito arreso nonostante fosse armato di ben due pistole perfettamente efficienti e complete di numeroso munizionamento.una delle due pistole e’ addirittura dotata di silenziatore (il particolare la dice lunga sullo stile di vita del pericoloso boss).diana raffaele e landolfi paolo, dichiarati in arresto, sono stati subito fatti salire a bordo delle vetture di servizio.

alla scena ha assistito una folla di casalesi raccoltisi in strada probabilmente perche’ attirati dalla curiosita’ per la massiccia presenza della polizia.

diana raffaele, uno dei capi storici del clan dei casalesi, inserito nell’elenco dei primi 30 latitanti piu’ pericolosi, era latitante dal 2004 ed era stato condannato all’ergastolo nell’ambito del processo spartacus insieme ai coimputati francesco schiavone, francesco bidognetti, michele zagaria e antonio iovine, dopo tre giorni di camera di consiglio, dalla corte di assise di appello di napoli. in primo grado, i giudici della corte di assise di santa maria capua vetere (caserta) avevano comminato a 16 imputati altrettanti ergastoli. quei 16 ergastoli sono stati tutti confermati.

in particolare, ergastolo con isolamento diurno per due anni per i boss francesco bidognetti, detto ‘cicciotto e mezzanotte’, francesco schiavone, 54 anni, detto sandokan, il cugino omonimo, di 55 anni detto ‘cicciariello’, walter schiavone, antonio iovine, giuseppe caterino e vincenzo zagaria. ergastolo, con isolamento diurno per un anno e mezzo per cipriano d’alessandro e raffaele diana. ergastolo con isolamento diurno per tre mesi per enrico martinelli e alfredo zara. ergastolo anche per mario caterino, giuseppe diana, sebastiano panaro, luigi venosa e michele zagaria.

alla pena di 30 anni di reclusione erano stati invece condannati pasquale apicella e giuseppe russo. ventuno anni di reclusione per antonio basco, 16 per luigi diana, 15 per dario de simone e nicola pezzella, 14 per franco di bona, 10 anni e mezzo per carmine schiavone, 9 per guido mercurio, 8 per corrado de luca, 4 per alberto di tella e giuseppe quadrano, 3 anni e 3 mesi per vincenzo della corte e 2 per vincenzo schiavone, il quale ha ricevuto il beneficio della sospensione condizionale della pena.