NAPOLI – Sono giorni di lutto per la nostra Nazione. Il sacrificio dei quattro alpini, ennesime vittime della violenza dei terroristi talebani, ha riaperto stupidamente il dibattito sull’utilità o meno della missione. Se è giusto che sangue italiano venga versato per esportare la democrazia e per tenere lontano il pericolo del terrorismo.
Alcuni religiosi campani, capitanati da padre Alex Zanoteli, pensano che la guerra sia sbagliata. In un documento redatto il 4 ottobre, quindi prima dell’ennesima tragedia, si legge chiaramente il loro pensiero.
”Vogliamo rompere le mistificazioni, le complicità e le false notizie di guerra che condannano i cittadini alla disinformazione, che orientano l’opinione pubblica a giustificare la guerra e a considerare questa guerra in Afghanistan come inevitabile e buona. La guerra in Iraq, i suoi orrori e la sua ufficiale conclusione hanno confermato negli ultimi giorni la totale inutilità di queste ‘missioni di morte”’.
Questo scrivono padre Alex Zanotelli, il vescovo emerito di Caserta, mons. Raffaele Nogaro, e numerosi altri religiosi e religiose della Campania. ”Come si può chiamare pace e desiderare la pace, se con una mano diciamo di volere offrire aiuti e liberazione e con l’altra impugniamo le armi e uccidiamo?”, si legge nell’appello.
”Tutto il XX secolo ha visto la nostra nazione impegnata a combattere guerre micidiali e inutili nelle quali i cattolici hanno offerto un decisivo sostegno ideologico”, scrivono ancora i religiosi, invitando il governo e il Parlamento a dire ”con franchezza che questa guerra si combatte perchè l’Afghanistan è un nodo strategico per il controllo delle energie, per il profitto di alcuni gruppi industriali italiani, per una egemonia economica internazionale, per una volontà di potenza che rappresenta un neocolonialismo mascherato da intenti umanitari e democratici, poichè questi non si possono mai affermare con armi e violenza”
