NAPOLI – Il tribunale del Riesame di Napoli conferma la richiesta di arresto per Nicola Cosentino. Ieri sera è stata divulgata la decisione con cui si rigetta la richiesta della difesa di annullare l’ordinanza di custodia cautelare.
Il provvedimento era stato emesso nel novembre 2009 dal gip di Napoli Raffaele Piccirillo su richiesta dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per presunti rapporti con esponenti dei Casalesi. Tale richiesta venne respinta dal Parlamento. In seguito, Cosentino decise di dimettersi, per meglio difendersi di fronte agli attacchi politici di Bocchino, dalla carica di sottosegretario all’Economia, oggi è tuttora coordinatore regionale del Pdl in Campania. Subito si è levato alto il grido di protesta dell’opposizione. Una nota stampa della deputata Pina Picierno del Pd ben riassume i sentimenti della minoranza parlamentare.
”Sul piatto della bilancia che misura le pesanti ombre sulla figura del coordinatore del Pdl in Campania, Nicola Cosentino, ora c’è anche il rifiuto del Riesame di cancellare la richiesta di arresto. Ci chiediamo che cos’altro serva perchè il suo partito, che governa la Regione ed è la forza politica più importante della compagine di Governo, prenda atto della gravità delle accuse e lo rimuova dal suo incarico”.
“Non si potrà certo continuare all’infinito a gridare al complotto contro i giudici e a difenderlo dai procedimenti attraverso le votazioni in Parlamento. Verrà prima o poi, il momento in cui anche il Popolo della Libertà si interrogherà sull’etica pubblica e sulla trasparenza delle istituzioni, con scelte che dovrebbero venire prima di ogni sentenza, decidendo di farsi rappresentare in questa Regione da qualcuno su cui non gravi il sospetto di collusione con la camorra? ‘O per il Pdl questo rimane un aspetto secondario, a discapito di tutta la propaganda di Governo sulla lotta senza tregua alla criminalità organizzata?”.
