CASERTA – Sono tre giovanottoni che hanno superato abbondantemente la maggiore età. Li ordina sacerdoti il evscovo Farina questa sera, alle 19, in cattedrale. Sono ANTIMO VIGLIOTTA, proveniente da Maddaloni affiliato alla parrocchia di S.Alfonso. Alto e imponente, dal carattere mite e alquanto riservato.Schietto nel rispondere e decisivo nel dare le sue ragioni. GIANMICHELE MAROTTA, di Limatola della parrocchia di S.Biagio.
Alto e snello, elegante nell’incedere nonostante il suo 1 mt.,80. Carattere distinto e riflessivo, entra in seminario dopo aver conseguito la laurea in Scienze politiche. Sa quel che vuole e parla in modo mirato. Infine c’è ANDREA CAMPANILE, anche lui bem piazzato, con un faccione da fanciullo, pronto al sorriso col quale si guadagna facilmente la simpatia dell’interlocutore. Tutti e tre hanno frequentato il seminario teologico di Napoli-posillipo. Tutti e tre superentusiasti di una scelta sacerdotale che non ammette alcun dubbio. nè per il presente nè per l’avvenire.
Ci siamo incontrati in un’amichevole intervista. Ho domandato quali fossero le ragioni di una scelta così eccezionale e importante per l’intera vita. Gianmichele risponde senza esitazione che un tale ideale lo ha sempre nutrito fin da ragazzo. Pian piano esso è maturato in una decisione dopo la laurea in Scienze politiche, specie dopo aver frequentato un Convento di clausura insieme alla sua famiglia, amica delle Suore. E’ stata una scelta lenta e progressiva, fatta poi nel momento in cui avrebbe potuto intraprendere un’altra strada o nel ceto impiegatizio o in quello bancario.
Invece sceglie il Sacerdozio. Antimo invece l’ho conosciuto bene fin da ragazzo, essendo stato mio alunno el Liceo Scientifico di maddaloni ove ho insegnato tutta una vita. Non è mai trapelato nulla che facesse pensare ad una svolta così inusuale in un giovane che si diploma e pensa subito alla frequenza universitaria per darsi un futuro degno di questo nome. Antimo mi conferma questa analisi. Infatti si iscriss all’Università statale, ma dopo tre mesi entra in seminario a Caserta. Cosa era successo?
Un incontro Eucaristico, in occasione delle Quarant’Ore tenutesi in parrocchia. Un dialogo misterico, intimo in cui è bene non addentrarsi, ha capovolto la sua vita e le sue scelte. Davvero le vie del Signore sono non solo infinite ma tanto diverse le une dalle altre. Andrea ha confidato di aver attraversato tempi difficili per una operazione agli occhi, col pericolo di perdere la vista. Frequenta il Santuario di S.Lucia in Centurano di Caserta, e pian piano matura la scelta del sacerdozio. Lo ha sempre affascinato, dice, la predicazione e il Sacramento della Riconciliazione.
Incalzo con un’altra domanda:” vi spaventa qualcosa? Gianmichele dichiara il suo legame col Cristo, vincolo inscindibile che qualificherà la sua identità di prete. Andrea invece, pur rimandando a Cristo la sua scelta sacerdotale, fa della fede il fulcro delle sue incertezze future da spianare. Antimo non nasconde le possibili complicazioni della vita, anche nell’incontro con persone non tutte trasparenti. Bisognerà confrontarsi con questo mondo, tra ombre e luci. Per lui la preghiera è una risorsa quotidiana. Alla domanda se vi siano stati modelli cui si sono ispirati, rispondono alquanto esitanti. Ci sono figure da emulare per la loro immagine che la frequentazione ci ha fatto esperire, come pure ce ne sono altre da cui prendere le distanze.
Antimo ricorda un consiglio ricevuto ” prendi a cuore il modello che più ti affascina, anche tra i Santi”. Chiudiamo l’intervista chiedendo se abbiano un ideale pastorale da preferire. Con i giovani e i malati sofferenti, afferma Gianmichele. Andrea guarda i poveri, che abitano una povertà non solo economica, ma spirituale, umana, mentale. Una bella risposta la dà in ultimo Antimo: Un ideale? No! Voglio essere un prete a 360 gradi. Mi congedo emozionato, non prima aver sorseggiato con essi un caffè al baretto adiacente la chiesa. Ho rivisto me stsso alla vigilia dell’Ordinazione. Quanta bontà e limpidezza in questi giovani. Ci fanno sperare un futuro migliore, per esi e per noi tutti. Auguri!
