CASERTA – Nasce tra le polemiche la mostra su alcuni artisti casertani (36, secondo l’invito) a San Leucio voluta dall’assessorato alla Cultura del Comune retto da Gianfranco Fierro. Uno degli artisti coinvolti, Mafonso, accusa il Comune e in particolare i curatori dell’evento, Massimo Sgroi e Alfredo Fontanella, di non averlo informato sulla mostra e di aver inserito le sue opere nonostante non avesse dato l’autorizzazione.
Il no di Mafonso
Mafonso, artista prestigioso, napoletano di nascita ma da anni residente a Caserta, autore già di alcune iniziative negli anni scorsi in piazza Carlo III, i campetti della Reggia, spiega in una lettera aperta all’assessore Fierro molto dura con i curatori di “non aver mai dato l’adesione al progettoâ€.
E continua poi chiedendo a Fierro di essere eliminato tra gli artisti annunciati dagli inviti: “Le sarei molto grato se volesse, nel rispetto della mia libertà d’azione e della mia volontà di decidere, ritirare dalla mostra qualunque mia opera, reperita chi sa come, di rendere ufficialmente nota la mia posizione attuale rispetto alla donazione, di bloccare l’uscita del catalogo se contiene qualche mia opera esposta e ristamparlo ex-novo; ma sopra tutto di ritirare dalla mostra qualsiasi opera eventualmente presente che non abbia ottenuto la mia personale autorizzazione a rappresentare la mia ricerca artisticaâ€.
La mostra e il Museo d’arte contemporanea avviato da Quarantotto
Secondo alcune indiscrezioni, la mostra, che mette insieme alcune opere già di proprietà del Comune di Caserta e attualmente esposte nel Museo civico del Chiostro di Sant’Agostino aperto dall’allora assessore alla Cultura dell’Amministrazione Falco Flavio Quarantotto, insieme con altre donazioni chieste per l’esposizione attuale, che dopo la mostra a San Leucio, riconfluiranno nel Museo civico del Chiostro di Sant’Agostino.
La novità sta nell’aver individuato i responsabili anche del Museo civico cittadino, che dovrebbero essere i due curatori della attuale mostra.
Non dimenticare il passato
La mostra sconta due errori: il primo è non aver avvertito gli artisti che sono stati coinvolti o averli avvertiti male. Il secondo è che non si tratta di una novità , ma è la continuazione del lavoro avviato dal vecchio assessore della Giunta Falco Flavio Quarantotto. Bastava essere più attenti: da un lato chiarire con Mafonso; dall’altro ricordare che l’opera l’ha avviata Quarantotto e tutto avrebbe avuto un maggiore e più apprezzato afflato. Ora si tratta solo di una delle tante cose che fanno a Caserta e si è perso altro tempo intorno a una bella iniziativa. Speriamo si possa aggiustare in futuro.
