CASTELVOLTURNO (Caserta) – Nel tardo pomeriggio di ieri, a Pinetamare, a Castelvolturno, i carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno tratto in arresto due pregiudicati del luogo per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Sono esponenti del clan dei casalesi, la camorra della provincia di Caserta, la più pericolosa d’Italia.
Venosa, il capozona di Gomorra
Gli arrestati sono Giovanni Venosa, 31enne, nipote di Luigi Venosa, detto “o’ cocchiere”, capo storico dell’omonimo gruppo criminale di San Cipriano d’Aversa, e Marcello D’Angelo, 43enne, entrambi di Castelvolturno.
Venosa, in particolare, nel film Gomorra di Matteo Garrone, ispirato al libro di Roberto Saviano, interpretava la parte di un capozona. Ed effettivamente non era uno stinco di santo: film realistico.
La serrata attività investigativa condotta dalla Compagnia Carabinieri di Mondragone e dal Nucleo Investigativo di Caserta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, e in particolare dal magistrato Cesare Sirignano, è stata l’immediata risposta di giudici e carabinieri all’allarme lanciato nei giorni scorsi di continue imposizioni del pizzo a numerosi operatori commerciali di Castelvolturno.
Le indagini, condotte non senza difficoltà per la reticenza ed i timori palesati dalle vittime, hanno comunque fatto emergere puntuali riscontri.
Permessi premio da abolire
E’ così emerso che i due pregiudicati colpiti da decreto di fermo – di cui uno, attualmente detenuto presso una Casa di lavoro del nord Italia e che si trovava in permesso premio – avevano posto in essere, nel periodo delle festività natalizie, una serie di richieste estorsive, alcune delle quali già consumate. I due ora sono a disposizione della magistratura nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Emerge dagli arresti la necessità che i permessi premio vengano eliminati.
Queste persone una volta arrestate devono rimanere in carcere e devono sapere di non avere alcuna speranza. Solo così forse si redimeranno.
