Napoli, Il lavoro di Max Puglia: Una vita per la chitarra e per la figlia

NAPOLI – E’ un chitarrista e compositore napoletano di talento, orgoglioso delle sue origini. La sua musica è un crossover tra jazz, flamenco, tango argentino e musica napoletana che si incontrano e si fondono grazie ad un comune denominatore che caratterizza tutte le sue composizioni: la melodia.

Ha composto musiche per vari spettacoli tra cui “Non tutti i ladri vengono per nuocere” di Dario Fo, cominciando da autodidatta a soli 9 anni.

“Apasionado” è il suo ultimo album, che nasce, appunto, dalla voglia di esprimere la passione per lo strumento: la chitarra classica e a cui hanno collaborato numerosi artisti da Antonio Onorato a Fredy Malfi. L’album, che sta andando benissimo, a marzo verrà portato anche in America, in giro nei miglior jazz club. Il suo intento è sempre arrivare al cuore delle persone e oltre alla musica ama scrivere racconti e dedicarsi a sua figlia di 13 anni.

Mi parli della tua musica? Come la definisci?

È una fusione tra jazz, flamenco e la musica napoletana con l’influsso della musica afroamericana e la particolarità è che suono con la chitarra con le corde di nylon cioè con corde non elettriche.

Come mai questo accostamento all’America Latina, il flamenco e poi la musica napoletana?

Penso che il musicista napoletano sia la conseguenza di tutte queste musiche, non si può prescindere da quelle che sono state le dominazioni negli anni da parte popoli stranieri e poi ci sono delle scuole chitarristiche ben definite alle quali non si può prescindere: dal flamenco con Paco de Lucia e per la musica napoletana quello più attuale Pino Daniele. Quindi penso che qualsiasi chitarrista napoletano che si confronti con lo strumento sia un po’ influenzato con questo tipo di musica e quindi poi come tutti i musicisti farne una specie di mixture filtrato per la propria cultura con il proprio background.

Quando hai iniziato a suonare?

Da bambino con il tipico maestro che leva i bambini dalla strada, e poi è stato l’avvento del rock, del blues e poi la folgorazione è stata la fine degli anni ‘70 e gli inizi degli anni ‘80 con Pino Daniele, mi ha fatto scoprire tutto il jazz elettrico, lo strumento nylon cioè la chitarra classica ecc.

Quando è nata la passione per la musica?

Quando ho visto “La gatta cenerentola” di Roberto De Simone a nove anni e sono rimasto folgorato, ricordo era al Teatro Mediterraneo e c’erano i musicisti in scena assieme a tutti i cantanti; è stata un ‘esperienza visiva ed uditiva che poi mi ha portato all’approccio allo strumento, alla canzone di Edoardo Bennato iniziando con gli accordi semplici e poi trovare la difficoltà con l’approccio allo strumento fino a filtrarlo perché credo di essere abbastanza personale sia nella composizione che nell’approccio allo strumento.

A che età hai iniziato a suonare?

Era intorno ai nove anni, ho iniziato da autodidatta e poi ho fatto vari seminari, di flamenco, di jazz con Frank Gambale, Maurizio Colonna, Jim Hall, vari musicisti.

Quali sono stati i tuoi artisti di riferimento?

Per il mio chitarrismo John McLaughlin, chitarrista inglese molto bravo, e per la composizione mi ispiro ad Ennio Morricone, come tutti i compositori melodici, però tutto questo è filtrato sempre da tutte le mie conoscenze, per cui Ennio Morricone avrà un approccio classico ed io un approccio jazz , flamenco, però il comune denominatore è la melodia, tutti i miei pezzi sono estremamente melodici.

Mi parli del tuo ultimo album “Apasionado”

L’album è uscito un mese fa e si chiama per l’appunto “Apasionado”

Come mai questo titolo?

Perché è stato la somma dell’esperienza della passione per lo strumento, quindi apasionado è l’approccio verso lo strumento e al composizione. L’album contiene 9 tracce e tanti ospiti, ci ha suonato Daniele Sepe, Antonio Onorato, Fredy Malfi, Dario Franco, Rocco Di Maiolo, tantissimi. La maggior parte dei pezzi hanno un sapore di flamenco, i ritmi del flamenco, ma poi sono molto arrangiati con gli strumenti che ci sono, poi c’è un tango, due bossa, una ballad dove con uno stupendo assolo di Antonio Onorato, ci siamo divertiti tantissimo e il disco sta andando benissimo e a marzo lo portiamo anche in America.

Il messaggio?

Io con la mia musica cerco di arrivare al cuore delle persone, io domando a tutti indipendentemente da come si è suonato, quale è l’emozione che trasmette, se è un’emozione positiva, significa che sono riuscito nel mio intento.

Le tue passioni oltre la musica?

Mi piace scrivere racconti, poi mia figlia di 13 anni. E’ lei la mia passione principale.

A fianco di chi ti piacerebbe suonare?

Un po’ i musicisti con i quali ho collaborato ultimamente sono quelli coi quali mi sarebbe piaciuto suonare, poi mi piacerebbe tantissimo lavorare con la vecchia band di Pino Daniele, per il resto tutti quelli che incontro per la mia strada anche quelli sconosciuti mi danno sempre qualcosa, certo suonare con Paco de Lucia sarebbe il massimo…

Un ricordo del concerto di Miriam Makeba, c’eri anche tu su quel palco quella sera, che emozioni hai provato? Che atmosfera c’era?

Con Miriam il lavoro più bello è stato dietro le quinte si respirava una bella aria di amicizia tra i vari musicisti, io sono stato anche al suo funerale è stato toccante il suo sacrificio, il vero amore per la musica e onoratissimo di aver condiviso l’ultimo palco di Miriam Makeba.

Progetti futuri?

Girerò con il mio gruppo Max Puglia ensemble per alcuni concerti, anche in America a Marzo per un paio di settimane Filadelfia e New York accompagnato da Savio Arato Voce e percussioni, Francesco Vitiello alle tastiere e Massimiliano Segatori ai Sassofoni.