CASERTA- Prosegue il ricordo e la presentazione della figura di Rosa Carafa.
La prima tappa è stata “Caserta, l’eccellenza casertana prof.ssa arch. Rosa Carafa è nata al Cielo” e la seconda “Caserta, funerale e testimonianze di una comunità su Rosa Carafa”.
Ora l’attenzione è focalizzata su alcune testimonianze.
IL WEB
In occasione della notizia della morte di Rosa Carafa, in un articolo di AstraNews, a firma di Marco Carafa, è evidente un impegno e una delle tante battaglie anti-spreco e per il recupero dell’identità architettonica e territoriale:
PALAZZO DEI VESCOVI
“Tra le sue battaglie più note c’è quella per il Palazzo dei Vescovi.
Progettista dei lavori di restauro nel 2006, ne aveva denunciato il degrado definendolo «un delitto della politica» e «un edificio storico condannato a morire per mancato utilizzo».
Colpiva la sua rabbia civile: «C’erano i fondi per il quarto lotto, l’appalto mai fatto e la struttura è monca. Per pigrizia, per indifferenza, per negligenza».
AMORE PER LA CITTA’
E l’amore per la città: «I cittadini devono andare a vedere, devono conoscere la storia della loro città. Ora questo non accade più. Tutto è diventato indifferenza»”.
EREDITÀ
La scomparsa di Rosa Carafa lascia un vuoto nel mondo dell’architettura, della ricerca e della tutela del patrimonio culturale.
Rimane però un’eredità preziosa fatta di studi, restauri, insegnamenti e battaglie civili.
Le opere che ha progettato continueranno a raccontare la sua visione. I suoi allievi porteranno avanti il metodo che ha trasmesso.
ISTITUZIONI
Le istituzioni conserveranno il ricordo di una donna che ha saputo trasformare competenza, passione e senso del dovere in un autentico bene comune, dimostrando che difendere la memoria significa costruire il futuro.
Inizio con le testimonianze di espressione generale, dunque in relazione all’istituto dei Castelli e casertana per poi spostarmi in un’area territoriale a me più cara che è quella maddalonese.

GIANCARLO D’UVA
Nell’ambito delle nuove testimonianze mi piace iniziare con quella di un ex studente, ovvero Giancarlo D’uva, il quale così scrive:
“Che brutta notizia.
La professoressa Carafa ha rappresentato una figura fondamentale nel mio percorso di formazione presso la Facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli.
DOCENTI
Tra tutti i docenti incontrati durante gli anni universitari, è stata colei che più di ogni altro ha saputo comprendermi, accompagnarmi e valorizzare il mio lavoro.
Credo sinceramente che una parte importante di ciò che sono oggi, come persona e come professionista, la debba anche a Lei.
Ho avuto il privilegio di condividere con la professoressa Carafa alcune delle mie prime esperienze universitarie presso il Dipartimento di Storia.
Mi colpì fin da subito la sua straordinaria capacità di rendere viva la storia, collegando con chiarezza epoche diverse, vicende politiche, architettura e trasformazioni del territorio.
PROFONDITÀ DELLA SUA CONOSCENZA
La profondità della sua conoscenza, unita alla passione con cui riusciva a trasmetterla, rendeva ogni suo insegnamento prezioso e lasciava un segno profondo in chi aveva la fortuna di ascoltarla.
Quando giunse il momento di scegliere il docente al quale chiedere di seguirmi nel percorso di laurea, avevo ricevuto la disponibilità di tre professori incontrati durante i miei studi.
Non esitai neppure un istante a scegliere Lei come relatrice della mia tesi.
Poter presentare al suo fianco, durante la seduta di laurea, un lavoro dedicato a un tema di restauro a me particolarmente caro fu per me motivo di grande orgoglio e rese quel giorno ancora più speciale.
MOMENTI PIÙ PREZIOSI
È un ricordo che conserverò per sempre tra i momenti più preziosi della mia vita universitaria.
Le mie più sentite condoglianze a Vincenzo Guadagno e a tutta la famiglia per questa perdita inestimabile.
Addio, professoressa Carafa. Grazie per tutto ciò che mi ha insegnato e trasmesso. Che la terra Le sia lieve”.
LUIGI MAGLIO
Il primo messaggio che propongo è quello di Luigi Maglio che ha pubblicato un post nel gruppo ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI – Regione Campania del seguente tenore:
“L’Istituto Italiano dei Castelli – sezione Campania – ricorda con commozione Rosa Carafa – venuta a mancare questa mattina – architetto, già docente di Storia della città e del territorio presso l’Università di Napoli Federico II.
CONSIGLIO SCIENTIFICO DELL’ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI
Membro per lunghissimo tempo del Consiglio scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli di cui fu per un periodo anche presidente vicario.
Socio IIC dal 1981, tessera n.4524, per molti anni coordinatrice del premio di laurea sull’Architettura Fortificata. Autrice di innumerevoli pubblicazioni, molte a tema castellano, nonché di importanti restauri, tra cui si ricorda quello del castello dei Marzano a Sessa Aurunca”.
Il medesimo post con medesimo testo è stato pubblicato anche sulla pagina social dell’Istituto Italiano dei Castelli.
LEO DONNARUMMA
Altro messaggio pubblicato dai protagonisti dello studio dei castelli è quello di Leo Donnarumma che scrive così sui social:
“Stamattina mi è giunta notizia della scomparsa della professoressa Rosa Carafa.
Trovo solo ora un po’ di energie perché provato dalla notizia e vorrei scrivere qualche parola per ricordarla.
La sua prima conoscenza la feci al corso sulle architetture fortificate nel 2019 presso Castel dell’Ovo organizzato dall’instancabile Luigi Maglio per conto dell’I Castelli della Campania – IIC, sez. regionale dell’Istituto Italiano dei Castelli. Lei era già in pensione e si dedicava comunque alla conoscenza e alla diffusione di essa alle nuove generazioni.
Da subito rimasi colpito dalla maestria con cui sapeva affrontare diversi secoli di storia, vicende politiche complesse e stili difensivi articolati in quelle poche ore di lezione.
Castelli Svevi e Angioini: non un barzelletta!
Negli anni, poi, ho avuto modo di conoscerla meglio, soprattutto per i seminari organizzati online durante il Covid a cui non mancava mai, interveniva sempre con discrezione e sagacia. La sua lezione era sempre quella che seguivo con più attenzione per la grande capacità espositiva.
SOCIETÀ NAPOLETANA DI STORIA PATRIA
Quando proposi di organizzare un convegno alla Società Napoletana di Storia Patria fu la prima ad appoggiarmi, la più puntuale nelle valutazioni e tra le persone più disponibili che io abbia mai conosciuto.
Era sempre pronta ad aiutarmi e a dispensare consigli, nonostante non fosse stata una mia docente direttamente.
Qualche anno dopo, infine, ci incontrammo a Caserta e successivamente ebbi anche il piacere di accompagnarla a Vairano Patenora per una sua conferenza.
Per ogni luogo un aneddoto, per ogni castello una memoria.
CONOSCENZA DELLE ARCHITETTURE FORTIFICATE DELLA CAMPANIA E DI TUTTO IL MEZZOGIORNO
Sento che abbiamo veramente subito una grave perdita per la conoscenza delle architetture fortificate della Campania e di tutto il Mezzogiorno.
Sono vicino al figlio Vincenzo Guadagno e a tutta la famiglia per la perdita inestimabile.
Addio professoressa Carafa, che la terra ti sia lieve”.
MARIA ROSARIA IACONO
Passo ora al post interessante social è anche quello di Maria Rosaria Iacono che scrive:
“Voglio rendere pubblicamente un saluto commosso e affettuoso a Rosa Carafa architetto di valore e donna di grandi passioni professionali e civiche.
Per me soprattutto una guida e un sostegno sicuro nelle prime esperienze lavorative e sociali a Caserta, dove eravamo arrivati nel 1984, esuli da Pozzuoli per il bradismo.
Ho sperimentato direttamente la sua disponibilità e competenze quando ci siamo incontrate per il cantiere del Museo dell’Opera della Reggia.
Mi considero una dei suoi tanti studenti, che ha formato durante la lunga carriera all’università, e per tanto altro ancora che ho imparato sul territorio casertano attraverso i suoi discorsi, durante le passeggiate comuni con le rispettive famiglie.
Non si è mai tirata indietro e ha condiviso in ogni occasione le competenze e un’amichevole vicinanza.
SEZIONE DI CASERTA DI ITALIA NOSTRA
Ricordo, per tutti, il suo intervento più recente alla manifestazione pubblica organizzata dalla sezione di Caserta di Italia Nostra sul tema “Fermare gli abbattimenti nella città storica, per ridisegnare il futuro di Caserta” del 23 giugno 2023.
LEZIONE DI STORIA, DI URBANISTICA, DI IMPEGNO CIVICO
È stata una lezione di storia, di urbanistica, di impegno civico.
Cara Rosa, lasci famigliari e amici a cui hai dato tanto e che, per ricordarti attivamente, cercheranno di proseguire il tuo impegno”.

GIUSEPPE DE NITTO
Ecco il ricordo del prof. Giuseppe de Nitto:
“Rosa Carafa già nel nome ricorda una delle famiglie più antiche e illustri del nostro territorio.
L’ho avuta a fianco nel convegno per i 150 anni della traslazione della cattedrale di Casertavecchia (1992/93); e ancora per il 2° volume della storia di Caserta edito da Paparo.
Qui fece un’analisi storica e topografica di Caserta rimasta esemplare per gli studi successivi.
Assidua e stimatissima collaboratrice della Soprintendenza, ha compiuto vari lavori, tra cui ricordo il restauro de castello di Casertavecchia.
Come non ricordare la sua rigorosa professionalità, la semplicità che distingue le persone di qualità!
Giuseppe de Nitto”.
LIANA PALMESE
La testimonianza di Liana Palmese riprende e riporta la collaborazione, con l’Arch. Giovanna Sarnella.
Ecco la testimonianza:
“Sono entrata per la prima volta nello studio Carafa-Sarnella nel 1982 con un timore reverenziale perché mi trovavo davanti a due delle prime donne architetto dell’ordine degli architetti di Napoli, che già all’epoca vantavano una carriera che pochi professionisti del settore potevano uguagliare.
PROF. GIUSEPPE GUADAGNO
C’era anche il prof. Guadagno che mi impressionò per la cultura e l’autorevolezza che dimostrava nel trattare argomenti complessi.
Da quel primo incontro sono passati tanti anni ma non è mai cambiata quella prima impressione.
Zia Giovanna e Rosa lavoravano a progetti meravigliosi con una destrezza e uno spregio delle difficoltà che hanno segnato ogni loro successo.
RISPETTO RECIPROCO
Di loro due ho impressi i mille battibecchi per diversità di opinione ma soprattutto il rispetto reciproco e la professionalità che dimostravano.
Erano gli anni post terremoto e c’era un patrimonio da restaurare e da tutelare per restituirlo alla bellezza che loro due vedevano attraverso i loro progetti.
MODO DI LEGGERE L’ARCHITETTURA
Hanno condiviso tanto, il lavoro, le difficoltà di essere donne in un mondo prevalentemente maschile dove hanno impresso il loro modo di leggere l’architettura, e poi la vita privata trascorrendo insieme ricorrenze liete.
Entrambe sono esempi a cui mi sono ispirata e che possono essere riferimento per tutti.
RICORDO
Dell’architetto Carafa ho il ricordo del commiato all’amica e che con occhi lucidi mi ha sussurrato “mi dispiace”, quella dolcezza nello sguardo parlava dell’amica di una vita”.
DORA BARLETTA
Tra le figure femminili impegnate nella formazione, nella valorizzazione del territorio e della sua identità e nella difesa dei valori che la Donna porta nella vita e nella società c’è la prof.ssa Dora Barletta.
Ecco il suo ricordo:
“Rosa: anche un semplice incontro con lei era illuminante, non solo per l’arricchimento culturale che ha accompagnato le mie pubblicazioni come “Santa Maria del Carmelo”, “La Rotonda-ti racconto” e “Santella”, ma anche per il legame professionale e affettivo con mia zia, l’architetto Angela Iadevaia, e con suo marito, l’architetto Raffaele Sirica.
L’ho affiancata recentemente per la presentazione del libro di Luigi Crimaco su Federico II.
Lei trattava la parte architettonica, io quella storica e letteraria. Affiancarla? Onore immenso, raro.
COLLABORAZIONE CON GIOVANNA SARNELLA
Mi mancherà la conversazione con lei, proprio come mi è mancata quella con Giovanna Sarnella, con la quale Rosa ha pubblicato tante monografie illuminanti.
Fai buon viaggio, Rosa.
Il vuoto che lasci non sarà colmato”.

RICORDO MADDALONESE
Ora passo al ricordo più propriamente maddalonese.
ANTONIO MEREU
Ecco il ricordo dell’architetto Antonio Mereu:
“Una persona di grande spessore, sotto ogni punto di vista. Discreta e riservata, dotata di un’eleganza innata e di una gentilezza fuori dal comune.
Un’architetta che ha donato moltissimo alla città di Maddaloni, contribuendo, con le sue scoperte, i suoi studi e la sua instancabile attività di ricerca, ad arricchire il patrimonio di conoscenze e a riscrivere importanti pagine della storia e dell’evoluzione della nostra comunità.
G.A.C. (GRUPPO ARCHEOLOGICO CALATINO)
Quando faceva sosta presso il G.A.C. (Gruppo Archeologico Calatino), si rimaneva ammaliati dalla sua straordinaria cultura, dalla profondità delle sue conoscenze e dalla pacatezza con cui sapeva condividere il suo sapere.
AMORE PER IL TERRITORIO
Ogni incontro era una lezione di storia, di umanità e di amore per il territorio.
Aveva la rara capacità di mettere chiunque a proprio agio, trasmettendo la sensazione di conoscere quella persona da sempre.
A noi, che abbiamo avuto il privilegio di incontrarla in un periodo tanto difficile quanto significativo, quello del terremoto, resta soprattutto un sentimento di profonda gratitudine.
Grazie, Rosa, per ciò che hai donato a noi, allora giovani e desiderosi di apprendere, contribuendo in modo determinante alla nostra formazione culturale e umana.
Ma, soprattutto, grazie per il patrimonio di conoscenze che hai lasciato alla città di Maddaloni.
Grazie ancora Rosa”.
ANTONIO TEDESCO
Ecco il ricordo del prof. Antonio Tedesco di Maddaloni:
“Con la dipartita dell’Architetto Rosa Carafa, insigne studiosa della Storia, della Cultura, dell’Arte e dell’Urbanistica di Terra di Lavoro, anche la città di Maddaloni perde un punto di riferimento particolarmente significativo e prestigioso.
STUDI SULLA CITTA’
Alla nostra città ha lasciato diversi studi sul nostro centro storico, sul nostro castello, nonché indicazioni e consigli sul miglioramento generale della città, arricchendo così il nostro bagaglio di saperi e conoscenze.
Le dobbiamo molto. A lei un particolare grazie per quanto è riuscita a fare”.
FILIPPO SUPPA
Ecco ora il ricordo dell’amico Arch. Filippo Suppa.
Filippo Suppa fu trai i promotori della partecipazione di Rosa Carafa agli incontri del Forum della Città organizzati un decennio fa dal Centro Studi Francescani per le Culture e il Dialogo Interreligioso di Maddaloni.
Il ciclo era diretto da don Edoardo Scognamiglio e si serviva della collaborazione del prof. Clemente Sparaco, dell’architetto Suppa e dello scrivente.
L’Arch. Suppa nella testimonianza personale, al di là del ricordo che segue, con commozione ricorda Rosa Carafa, così come la stessa sensibilità ed emozione che Suppa ha riferito della dottoressa Maria Rosaria Rienzo colonna del Museo Civico di Maddaloni e storica collaboratrice del duo Carafa-Sarnella nello studio e nel recupero dell’identità maddalonese, dice che gli architetti di Maddaloni devono a Rosa la visione di città che si è sviluppata.
PROGETTAZIONE DI UNA CITTÀ
L’archetto casertano, in tempi non sospetti, è stato un faro per la progettazione di una città nel rispetto delle sue origini, così come aveva già fatto il marito, il prof. Giuseppe Guadagno, per la parte archeologica.
Poi naturalmente la libertà d’agire dei professionisti e le volontà politico amministrative hanno fatto il loro corso.
RICORDO
Ecco il ricordo dell’Arch. Suppa:
“Oggi un mormorio nasce dal coro di voci che, come un’onda viva, scolpisce e custodisce il senso profondo della sua presenza ed un fruscio di un fresco vento attraversa probe memorie e ridesta i contorni del suo leale volto.
Oggi il cielo di Maddaloni si è fatto più ricco e la terra più povera.
Ci ha lasciato una donna di grande pregio culturale, una professionista di raro valore e lodevole disponibilità.
IMPARATO A GUARDARE LA CITTÀ
Con Lei abbiamo imparato a guardare la nostra città con occhi diversi, prendendoci per mano e farci conoscere un costruito lasciato in eredità da un passato e dai nostri padri: la storia e crescita di una comunità.
Grazie a Rosa, la città di Maddaloni ha ripercorso la sua storia, pietra dopo pietra, racconto dopo racconto e ha saputo essere guida prima ancora che docente: insegnandoci il rispetto per il passato e l’amore per i luoghi.
COSTRUITO PONTI TRA LE PERSONE
Una donna che ha costruito ponti tra le persone, non solo tra i fabbricati.
Il suo insegnamento resta nelle strade che ci ha fatto amare e nei cives che ci ha aiutato a diventare; non più solo urbs ma una città viva.
TANTI RICORDI
I ricordi sono tanti e per raccoglierli tutti ci vorrebbe un libro di pagine bianche e pure.
Oggi ti dico arrivederci, cara amica Rosa, nello spazio a noi ignoto e a te ora noto in una nuova vita.
Con indelebile affetto e stima.
Arch Filippo Suppa”.
PRESENZE MADDALONESI
Tra le ultime presenze maddalonesi Rosa Carafa tenne la relazione “Gli spazi della nostra città” sabato 7 novembre 2015 nella sala del Centro Studi Francescani per le Culture e il Dialogo Interreligioso di Maddaloni.
2016
Il 14 luglio 2016 prese parte alla presentazione dei volumi III e IV Chi è? nella sala “Luigi Settembrini” del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” nella cui occasione fu ricordato anche il prof. Giuseppe Guadagno.
2020
Il 20 luglio 2020 partecipò alla presentazione della collana dei volumi Chi è?, nel cui volume X è inserita anche lei e l’architetto Giovanna Sarnella, nell’ambito dell’evento “Il Quinto Uomo Chi è? Volti casertani e maddalonesi”.
COASCA
Il COASCA ha comunicato che sta per elaborare a Rosa Carafa “un libretto commemorativo a lei dedicato per il trigesimo”.
PUBBLICAZIONE DEI RICORDI
La famiglia informa che “la pubblicazione raccoglierà ricordi e testimonianze di quanti l’hanno conosciuta, con l’intento di restituire in modo semplice, diretto e autentico la sua figura, il suo impegno e il legame di amicizia che ciascuno ha avuto con lei”.
CRITERI PER L’INVIO DEI CONTRIBUTI
Date le tempistiche i contributi dovranno essere trasmessi entro e non oltre sabato 22 agosto 2026, così da consentire il successivo passaggio in tipografia.
TEMPI
L’obiettivo è consentire la stampa del libretto per l’inizio di settembre, in occasione della Messa di trigesimo.
CARATTERISTICHE DEL CONTRIBUTO
Il testo non dovrà superare le 400/500 parole, pari indicativamente a poco più di mezza cartella.
Il formato da utilizzare è quello standard di MS-Word, mentre il carattere da utilizzare è Times New Roman con la dimensione del carattere 12.
CORSIVO E GRASSETTO
Si richiede di usare il corsivo per eventuali citazioni, e il grassetto dovrà essere limitato ai casi strettamente necessari.
FOTOGRAFIE
Inoltre, eventuali fotografie, in bianco e nero o a colori, dovranno essere inviate ad alta definizione, in formato JPG e come allegati separati, senza inserirle nel testo.
La presenza delle immagini occupa spazio nella pagina e comportano quindi una riduzione proporzionale della lunghezza dello scritto.
INVIO MAIL DEI CONTRIBUTI
I contributi, secondo le caratteristiche poste ed entro i termini indicati, dovranno essere inviati all’indirizzo e-mail: coasca@tiscali.it.
PROSIEGUO DEL RICORDO E APPROFONDIMENTO DELLA FIGURA
Con la mia testata giornalistica, a maggior ragione per chi non riuscirà in tempo a inviare il contributo al COASCA, informo che proseguo nel recupero di testimonianze sulla figura di Rosa Carafa, invito quanti fossero interessati a contattarmi o contattare direttamente la famiglia a cui ogni “pensiero”, “ricordo” è un dono prezioso.
FIGURE DA RICORDARE PER CONOSCERE
Ho fatto riferimento a Rosa Carafa e ad altre figure da “Ricordare per conoscere” nella serie di articoli che ho scritto per L’Eco di Caserta, Giornalenews, Dea Notizie, Marcianise Digest, etc … alcuni disponibili su Academia (link) o Archive.org (link) e Archive.is (link).
Desiderio poter continuare, come accennato, l’approfondimento della sua figura con ricordi notizie e testimonianze e mi rendo disponibile per essere contattato da quanti condividono questo desiderio di approfondimento e diffusione della conoscenza della figura di Rosa Carafa.
È possibile, nel mentre, consultare le storie di “Ricordare per conoscere” sulla pagina social dedicata (link).
