Maddaloni, il Villaggio celebra Torriani e Castellano sabato 18 aprile

MADDALONI (Caserta) – Il Villaggio del Giro d’Italia celebra due figure di riferimento di un trentennio e oltre della “maglia rosa”.

Il Villaggio dei Ragazzi “don Salvatore d’Angelo”, infatti, ricorda Torriani e Castellano, i galantuomini del ciclismo italiano legati dall’amore per don Salvatore d’Angelo.

Infatti, il Giro d’Italia torna al Villaggio dei Ragazzi “don Salvatore d’Angelo” di Maddaloni non per una tappa come in tanti sognano da tempo ma, per un momento commemorativo che sicuramente avrà risvolti anche celebrativi.

SABATO 18 APRILE 2026

L’evento è sancito dall’appuntamento di sabato 18 aprile a partire dalle ore 9.30.

L’occasione vedrà, dopo la celebrazione della Messa, una cerimonia strettamente riservata e dedicata a due giganti del ciclismo italiano legati a doppio filo alla città di Maddaloni e al Villaggio dei Ragazzi di don Salvatore d’Angelo, che per ben otto volte ha fatto da cornice al passaggio del Giro d’Italia. Carmine Castellano e Vincenzo Torriani.

DIRETTORI DELLA CORSA ROSA DEL GIRO D’ITALIA

I due grandi Direttori della Corsa Rosa, volti simboli di un ciclismo che affonda nella parte più bella e nobile dei ricordi di tifosi ed appassionati, saranno omaggiati in quel Villaggio, Villaggio del Giro Rosa d’Italia, che hanno tanto amato.

CARMINE CASTELLANO E VINCENZO TORRIANI

Del resto, Castellano e Torriani hanno messo la loro firma in calce nella storia della Fondazione e della città di Maddaloni, realizzando tra passione e grandi difficoltà, momenti consegnati alla storia del Giro.

Ecco di seguito riportate qualche ricordo delle loro indimenticabili prodezze.

GIRO D’ITALIA 1985

La celebre cronometro Capua-Maddaloni del 1985 che è entrata nella leggenda, con milioni di italiani incollati alla televisione e la voce di Adriano De Zan a raccontare la gara tra Francesco Moser e Bernard Hinault.

In quella occasione il francese conquistò la maglia rosa proprio all’arrivo in Corso I° Ottobre, senza più lasciarla fino alla fine.

GIRO D’ITALIA 1995

Ma non finisce, qui, anzi, dieci anni dopo, nel 1995, è ancora cronometro Maddaloni protagonista con la  Telese Terme-Maddaloni e la storia si ripete con lo svizzero Tony Rominger che vince in quella che è adesso è denominata Piazza don Salvatore d’Angelo, al tempo piazza della Pace,e non lascerà più la vetta della classifica.

GIRO D’ITALIA 1998 E 2000

Nel 1998 la storia si ripete e si ritorna tutti in piazza a tifare Marco Pantani che manda in visibilio il pubblico prima della Maddaloni-Lago Laceno, per poi prepararsi alla doppietta Giro-Tour de France, mentre nel 2000 l’avvocato Carmine Castellano (nel gennaio del 2013 fu nominato Presidente Onorario del Comitato Regionale Campano della F.C.I.)disegna una diabolica Terracina- Maddaloni e sotto il diluvio vince Christian Moreni che riceve l’abbraccio paterno di don Salvatore d’Angelo dieci giorni prima della sua morte.

GIRO D’ITALIA 2001 – 2002 – 2003

Passa un anno, siamo nel 2001, a tracciato già ultimato, l’amico di don Salvaotore, Carmine Castellano pone il traguardo dell’Intergiro Avellino-Nettuno proprio davanti al Villaggio dei Ragazzi in ricordo del suo amico e  fondatore.

Ancora dopo un anno l’esperienza si ripete ed eccoci nel 2002 dove il Villaggio dei Ragazzi si trova ad accogliere la carovana per la partenza della Maddaloni- Benevento e non finisce qui, l’anno successivo il Cortile della Fondazione di don Salvatore è vestito a festa per la partenza della Maddaloni-Avezzano.

GIRO D’ITALIA 2011

Passeranno otto anni senza la presenza a Maddaloni della maglia rosa fino al 2011, ultima volta del Giro d’Italia nell’antica Calatia, con la grande area mercato di via Napoli che affianca il Villaggio per la partenza della Maddaloni- Mercogliano.

Indubbiamente dietro queste indimenticabili giornate di festa e di sport la presenza e l’amicizia perpetua di Torriani e Castellano che, con don Salvatore d’Angelo, avevano siglato un patto da galantuomini di una volta.

VINCENZO TORRIANI

Ricordo che Vincenzo Torriani (Novate Milanese, 17 settembre 1918 – Milano, 24 aprile 1996), è stato uno dei massimi dirigenti sportivi italiani, Direttore del Giro d’Italia per ben 42 anni.

Sotto la sua direzione, nel 1973, la corsa rosa per la prima volta sconfinò dal territorio nazionale per omaggiare l’Unione Europea con tappe in Belgio, Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo e Francia.

CARMINE CASTELLANO

Mentre Carmine Castellano, Direttore dal 1992 al 2005, come ricordano negli appunti per la stampa Amedeo Marzaioli e Vincenzo Lombardi, è stato l’amico ancora prima che il successore di Torriani. Questi, avvocato di Sant’Agnello di Sorrento, è stato un autentico gigante del ciclismo, colui che ha portato una storica rivoluzione all’interno di uno degli eventi più amati dagli sportivi italiani le grandi salite Mortirolo, Colle delle Finestre e Zoncolan e l’attenzione per il Sud Italia).

L’avvocato si è spento lo scorso 24 marzo 2026 scorso ad 89 anni, portando sempre il Villaggio dei Ragazzi nel cuore.

AMEDEO MARZAIOLI

Parlare di Torriani e Castellano, vuol dire al contempo che sia impossibile non immaginarli a mezzo busto sul tetto dell’Ammiraglia che precedeva la carovana rosa, ritorneranno nella Fondazione di don Salvatore, sabato 18 aprile 2026 grazie all’ennesima iniziativa di Amedeo Marzaioli, monumento del ciclismo, collaboratore, amico e referente per la Gazzetta dello Sport di ogni Giro d’Italia transitato a Maddaloni e in tante località della provincia casertana.

MARCO TORRIANI

Non sarà solo un ricordo a distanza ma partecipato per quanto intimo,  infatti, al Villaggio dei Ragazzi saranno presenti Marco Torriani, figlio del grande patron, per 32 anni nello staff del Giro d’Italia addetto al cerimoniale e ai rapporti con le autorità, che terrà nella Sala Chollet una conferenza sul tema: “Castellano sull’ammiraglia del Giro d’Italia dopo il “patron” Torriani”.

In quella stessa Sala Chollet l’avvocato Castellano è stato spesso ospite negli anni richiamato da Amedeo Marzaioli e Angelo Salvatore Letizia, in particolare quest’ultimo in occasione della sua organizzazione del Giro d’Italia femminile in Rosa della Campania.

MILENA CASTELLANO – TONINO MARESCA

Per Carmine Castellano (Sorrento, 7 marzo 1937 – Sorrento, 24 marzo 2026), il galantuomo del ciclismo italiano, interverranno la figlia Milena e il nipote Tonino Maresca.

È doveroso riportare qualche testimonianza.

RICORDO DI AMEDEO MARZAIOLI

A tre giorni dalla morte di Castellano, Amedeo Marzaioli che ha organizzato l’evento di sabato 18 aprile concordando con don Antonio Traviso, assistente spirituale della Fondazione Villaggio dei Ragazzi, la santa messa commemorativa e a seguire il ricordo, scrive:

«Se n’è andato in silenzio, in punta di piedi, senza dare fastidio a quanti sarebbero convenuti a S. Agnello di Sorrento, dove era nato e vissuto, per tributargli l’ultimo saluto. Carmine Castellano il galantuomo del ciclismo italiano per 20 anni prima collaboratore e poi direttore del Giro d’Italia chiamato a coprire l’importante incarico proprio da Vincenzo Torriani il mitico “patron” per eccellenza che comprese subito le qualità dell’avvocato venuto dal Sud.

Per la carovana del Giro era “l’avvocato”, gli amici e collaboratori più stretti lo chiamavano Elo, apprezzato e rispettato da tutti compreso i corridori.

Ho avuto il privilegio di essere stato suo collaboratore per tutto il tempo della sua permanenza in Gazzetta ma già ci conoscevamo, eravamo stati dirigenti del comitato campano della federciclismo, lui presidente, io componente della Commissione promozionale.

Tra l’altro lui era il riferimento di ciclismo della penisola sorrentina e come dirigente del Velo Sport S. Agnello organizzava ogni anno la Coppa Iaccarino per dilettanti nel cui albo d’oro compariva il nome di mio fratello Vincenzo.

Mi stimava ed io lo assecondavo in tutte le sue richieste,

spesso mi pregava di rappresentare la Gazzetta nelle riunioni operative che si tenevano durante lo svolgimento del Giro ed alle quali non poteva partecipare per ovvie ragioni.

Le mie relazioni erano “Vangelo” per lui, le accoglieva senza riserve come quando in una Tirreno/Adriatico di qualche anno fa nella tappa che partiva da Sessa Aurunca con arrivo ad Isernia gli feci cambiare tutto il percorso in quanto la salita di Rocchetta e Croce era pericolosa non tanto n salita quanto nella discesa su Pietramelara, il fondo stradale era coperto da fogliame molto pericoloso per i corridori.

Fui io a disegnare il percorso della cronometro Capua- Maddaloni del Giro 1985 vinta da Bernard Hinault che conquistò la maglia rosa e la portò fino alla conclusione a Lucca e quello della cronometro Telese/Maddaloni del Giro 1995 vinta dallo svizzero Rominger anche lui in rosa fino a Milano.

Era la fine del 1999 quando mi chiamò: “come devo fare con Don Salvatore, vuole un’altra cronometro, si parte da Roma e non posso fare una cronometro alla seconda tappa”.

“Senti Carmine – gli dissi – chiama Don Salvatore e digli che non la puoi fare e gli proponi una tappa in linea”.

Nacque così la Terracina/Maddaloni del Giro del 2000, vinta da Cristian Moreni, entrata nella storia del Giro come una delle tappe più difficili per una bufera di acqua e vento che si abbatté sulla corsa nelle fasi finali.

Nel 2012 mi chiamò per dirmi che voleva regalare al Villaggio dei Ragazzi tutte le pubblicazioni e gli oggetti che aveva ricevuto in dono nei suoi tanti anni di direttore del Giro.

I dirigenti del Villaggio di allora accolsero con entusiasmo tale volontà e si convenì di organizzare un vero e proprio evento per ricambiare la sua vicinanza al Villaggio e alla memoria di Don Salvatore d’Angelo.

L’evento si svolse il 9 novembre e in quella occasione mi regalò un volume curato da lui stesso e destinato solo agli “addetti ai lavori” in quanto raccontava la storia e le statistiche del Giro d’Italia dal 1909 al 2011.

Scrisse in mia presenza la dedica:

“ad Amedeo Marzaioli che a pieno titolo fa parte della storia del Giro d’Italia

Con amicizia.

Carmine Castellano”.

Ciao Carmine, fai buon viaggio, tutti ti ricorderemo come il galantuomo del ciclismo italiano».

RICORDO DI ANGELO SALVATORE LETIZIA

Quasi nelle stesse ore, l’amico e Direttore di Corsa del Giro d’Italia Femminile, Angelo Salvatore Letizia, così lo ricordava sui social:

«Ci ha lasciati l’avvocato Carmine Castellano storico direttore del Giro d’Italia.

Con Vincenzo Torriani è stato, per tutti noi che avevamo intrapreso la carriera di direttori di corsa, il modello da seguire.

In una edizione del Giro d’Italia Femminile, di cui ero il direttore di corsa, fu ospite per due tappe; la mattina a colazione si sedette al mio fianco e mi disse chiama Amedeo che lo saluto. Amedeo Marzaioli è stato il suo più stretto collaboratore tutte le volte che il Giro ha fatto tappa dalle nostre parti.

Nella amata Sorrento alla presentazione del suo libro “Tutto il rosa della mia vita” mi fece questa dedica “a Angelo Letizia che del ciclismo cura la parte più rosea”.

Una dedica che mi emoziona ancora oggi e che porterò sempre nel cuore e nella mente».

Con l’occasione facciamo i complimenti ad Angelo Salvatore Letizia per la sua mostra dedicata ad Alberto Marzaioli inaugurata ieri sera alla serata di Presentazione di Epica Vanvitelliana (mio servizio giornalistico di questa testata) e ancora tante felicitazioni per il suo compleanno che ricorre oggi.

RICORDO DI VINCENZO LOMBARDI

Andando avanti nel ricordo di Castellano, L’amico giornalista Vincenzo Lombardi che dal Villaggio e con il Villaggio lo ha seguito così lo ricorda all’indomani della dipartita:

«Il ciclismo perde un gigante, Maddaloni e il Villaggio dei Ragazzi perdono un amico vero e sempre presente nei decenni. È morto Carmine Castellano, storico Direttore del Giro d’Italia. Grazie a lui, la corsa rosa ha è sbarcata per ben sette volte in città, un piccolo record per un paesino di provincia. Tappe memorabili, campioni scolpiti nel tempo. Il legame con don Salvatore d’Angelo superava gli ostacoli più clamorosi. Una stretta di mano valeva più di cento contratti, con Maddaloni e il Villaggio che si mostrano in tutta la loro bellezza al resto d’Italia.

Con l’avvocato Castellano, nativo di Piano di Sorrento, ho trascorso giornate indimenticabili “𝑑𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜” il Giro, esperienze umane e formative che hanno significato tanto. Momenti scolpiti nella mente resi possibili solo e soltanto grazie ad Amedeo Marzaioli che mi ha sempre voluto al suo fianco nonostante la mia non eccelsa preparazione allo sport delle due ruote.

La notizia della sua scomparsa mi addolora parecchio e il pensiero vola immediatamente a Lello Nuzzo, con il quale abbiamo condiviso e narrato insieme Le Strade del Giro ».

APPUNTAMENTO DI SABATO 18 APRILE 2026

Insieme con Amedeo Marzaioli, presenzieranno alla Santa Messa officiata da don Antonio Travisio nella Chiesa del Villaggio, il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo che ha concesso il patrocinio del Comune,  gli assessori Caterina Ventrone ed Annarita Santangelo e il delegato provinciale del CONI, Michele De Simone.

Gli uomini, che hanno fatto la storia del Giro d’Italia, tornano nei luoghi che trasudano delle loro imprese umane e sportive nel vivo esempio della grande opera di don Salvatore d’Angelo.

Questo momento celebrativo in concomitanza con il ricordo e le celebrazioni del settantanovesimo anno della Fondazione della Casa del Fanciullo poi Villaggio dei Ragazzi, in un momento “burocraticamente” delicato, nonostante la  ripresa dell’Ente grazie, anche se non soprattutto in questi ultimi anni, all’avvocato Antonio Caradonna, pone lo spiraglio per “buone notizie”.