Caserta, Georges Simenon autore di Maigret  con la Royal di U. Di Donato

CASERTA – BOLOGNA – MILANO – La Mostra bolognese “Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere” porta in sé una storia che coinvolge la macchina da scrivere Royal trovata, conservata e valorizzata dal casertano Umberto Di Donato e attualmente esposta presso il Museo della Macchina da Scrivere di Milano, fondato e diretto dallo stesso Di Donato.

In questo articolo di cronaca e approfondimento proverò a raccontare cosa è accaduto.

Nella prima decade di marzo 2026, Umberto Di Donato, il fondatore e direttore del Museo della Macchina da Scrivere di Milano, unica tipologia di museo nel suo genere per completezza a livello nazionale, è stato a Bologna a  ritirare la ROYAL macchina da scrivere usata da Georges Simenon.

STRUTTURA CRONOLOGICA DEL RACCONTO

Vado in ordine per meglio comprendere come questa visita rappresenti un momento da ricordare.

Innanzitutto, cercherò di presentare la figura di Georges Simenon con qualche accenno al suo rapporto con Milano più che con l’Italia.

In seconda istanza parlo della presenza del Museo della Macchina da Scrivere di Milano. Il Museo è nato giusto vent’anni or sono nel 2006. Una pagina web dedicata al Museo è offerta del circuito Wiki che rimanda anche al portale web dedicato (link).

Quindi, racconto il legame tra Umberto Di Donato e Georges Simenon.

Infine, parlo della ROYAL e della visita a Bologna di Umberto Di Donato.

GEORGES JOSEPH CHRISTIAN SIMENON

Georges Simenon, all’anagrafe Georges Joseph Christian Simenon nasce a Liegi il 13 febbraio 1903 e muore a Losanna il 4 settembre 1989.

COMMISSARIO MAIGRET

Simenon, noto scrittore belga, è famoso per essere stato l’ideatore del personaggio del commissario di polizia francese Jules Maigret.

È noto soprattutto per i suoi “romanzi duri” di cui appunto alle inchieste del Commissario Maigret.

Lo scrittore Simenon ha scritto, secondo alcuni, quasi 200 romanzi e oltre 150 racconti.

È considerato tra i più prolifici scrittori del XX secolo. Del resto a lui si devono centinaia di romanzi e racconti, molti dei quali pubblicati sotto diversi pseudonimi.

I biografi raccontano che Simenon era in grado di produrre fino a ottanta pagine al giorno.

Secondo un’indagine web sull’autore leggo che la tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta Paesi, supera i settecento milioni di copie.

INDEX TRANSLATIONUM

Inoltre, l’Index Translationum, ovvero la banca dati dell’UNESCO che raccoglie tutti i titoli tradotti nei Paesi membri, riferisce che Georges Simenon è il diciassettesimo autore più tradotto di tutti i tempi e il terzo di lingua francese dopo Jules Verne e Alexandre Dumas (padre).

TUTTI I MAIGRET DEL MONDO

Indubbiamente il suo personaggio più noto è Maigret che è stato interpretato da decine di attori e con molte produzioni di serie tv e cinematografiche al punto da dedicare uno spazio espositivo alla Galleria Modernissimo di Bologna (link servizio giornalistico di Andrea Mastrangelo dal titolo “Tutti i Maigret del mondo” del 17 aprile 2025).

INTERPRETI

Qui si parte dal legame tra l’autore e il suo personaggio con il quale alla fine si identifica “grazie anche alla bellissima serie televisiva in bianco e nero della Rai dei tempi d’oro, con Mario Landi regista e Andrea Camilleri produttore” con l’interpretazione dell’attore francese  Jean Gabi.

Tra i più famosi Maigret  figura l’interpretazione di Gino Cervi,  Bruno Cremer (protagonista di 54 film) e poi non si possono dimenticare Gerard Depardieu, Charles Laughton, Rowan Atkinson (noto come  Mr. Bean ) e Sergio Castellitto.

FABBRICA DI STORIE

La grande produzione cinematografica e televisiva nasce dal fatto che Georges Simenon era una vera fabbrica di storie.

Ed ancora dalla considerazione che Maigret, il suo personaggio più celebre, non è un detective comune.

Non è l’eroe che risolve tutto con astuzia.

È un uomo che capisce l’animo umano.

Un investigatore dei cuori, non solo dei crimini.

I suoi romanzi non sono gialli tradizionali.

Sono più che altro studi psicologici.

“I miei romanzi indagano l’uomo nudo”, diceva Simenon.

In essi c’è la tristezza della vita, l’alienazione, la solitudine.

Simenon scriveva tantissimo. La sua macchina da scrivere era la sua compagna fedele.

Era famoso per scrivere un romanzo in pochi giorni.

“Scrivevo come un operaio”, affermava.

La sua prosa è semplice, diretta, senza fronzoli. Leggeva ogni frase ad alta voce.

“La musica della frase è fondamentale”, sosteneva.

HITCHCOCK E FELLINI

La sua opera ha influenzato molti scrittori. Hitchcock lo amava. Fellini pure.

Simenon ha dipinto un affresco della società del suo tempo. Rimane un gigante della letteratura. Un maestro della psicologia umana.

La sua ampia produzione è spesso edita in Italia a Milano (link).

DICEMBRE 1957 A MILANO

Nel dicembre 1957 è a Milano per trattative contrattuali con la casa editrice Mondadori.

Durante il soggiorno è immortalato dal fotografo Emilio Ronchini per la rivista Epoca, mentre esplora i Navigli e il vicolo dei Lavandai, affascinato dall’atmosfera portuale della Darsena. Milano rappresenta un legame importante con l’Italia, primo paese a tradurre le sue opere.

MUSEO DELLA MACCHINA DA SCRIVERE

Milano è anche la città che ospita il Museo della Macchina da Scrivere che conserva la ROYAL ovvero il tipo di macchina da scrivere usata da Georges Simenon nel corso della sua carriera.

Un legame che resta forte e ha dato vita alla Mostra Internazionale “Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere”, organizzata dalla Cineteca di Bologna e curata da Gian Luca Farinelli e John Simenon che si è tenuta alla Galleria Modernissimo (ex Sottopasso di Piazza Re Enzo) in Piazza Re Enzo a Bologna dal 10 aprile 2025 al 8 febbraio 2026.

LA MOSTRA

La mostra è stata un lungo viaggio alla ricerca delle radici del genio, attraverso i suoi stessi viaggi, le sue carte, i film tratti dalle sue opere, le fotografie che ha realizzato durante i suoi reportage in Francia, in Europa, in Africa, nel mondo che inconsciamente andava verso la Seconda guerra mondiale.

Un viaggio nel tempo alla scoperta di Georges Sim (infatti, era solito firmarsi in questo modo da giovane agli esordi) e dell’ideatore di  Maigret, del romanziere che si comportava da editore, il liégeois diventato cittadino del mondo, lo scrittore che cercando sé stesso seppe raccontare le paure, le ossessioni, le atmosfere del Secolo breve.

La mostra è stata aperta esattamente 40 anni dopo il primo volume di Simenon edito in Italia, “Lettera a mia madre”, pubblicato da Adelphi nell’aprile del 1985.

In particolare, rappresenta un viaggio di ricerca alle radici dello scrittore geniale, attraverso i suoi stessi viaggi, le sue carte, i film tratti dalle sue opere, le fotografie che ha realizzato durante i suoi reportage in Francia, in Europa, in Africa, nel mondo che inconsciamente viveva la grande tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

LAVORO DECENNALE

La mostra ha rappresenta un momento focale che nasce dopo un lavoro decennale svolto sull’archivio custodito dal figlio dello scrittore, John Simenon, co-curatore di una mostra che ha il sostegno istituzionale del Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna e Ministero della Cultura e la stretta collaborazione con Adelphi Editore.

MUSEO DELLA MACCHINA DA SCRIVERE

Ebbene, nel 2006 nasce il Museo della Macchina da Scrivere di Milano unico nel suo genere in Italia per completezza  tipicità.

Un altro museo simile ma tematico è quello “Schreibmaschinenmuseum Peter Mitterhofer” ovvero “Museo delle macchine da scrivere Peter Mitterhofer” del 1993 che ha sede nella provincia autonoma di Bolzano.

Questo museo è dedicato a Peter Mitterhofer, inventore della macchina per scrivere e originario di Parcines che costruì il primo esemplare di macchina da scrivere nel 1864 seguito da altri modelli.

Il suo riconoscimento come effettivo inventore della macchina da scrivere fu postumo.

MACCHINA DA SCRIVERE DI MILANO

Il Museo della Macchina da Scrivere di Milano, invece, raccoglie e promuovere, anche con le sue pubblicazioni, tutte le macchine da scrivere nel tempo e loro artefici o utilizzatori famosi.

Altri esempi meno noti sono esperienze di naturale museale e a Ivrea (Museo Tecnologic@mente) e a Trani (Museo della Macchina per Scrivere fondato da Natale Pagano, ex tecnico Olivetti).

Si passa da chi ha ideato la macchina da scrivere a chi l’ha fatta diventare uno strumento che ha cambiato la storia e il mondo.

UMBERTO DI DONATO

Questo Museo di Milano nasce grazie allo spirito di iniziativa di un appassionato collezionista, il casertano Umberto Di Donato.

La sede del Museo è nel suggestivo quartiere Isola.

Il Museo della Macchina da Scrivere presente attualmente oltre  200 pezzi comprese alcune macchine da calcolo.

In effetti, va detto che la collezione ammonta a oltre 1800 macchine, tra cui alcune antichissime (la Caligraph 1882 made in Usa), alcune storiche (la Williams del 1887 che ispirò l’avventura di Camillo Olivetti in Italia), alcune appartenute a personaggi famosi della storia del nostro Paese (Francesco Cossiga, Camilla Cederna, Matilde Serao, Carmen Covito e altri ancora).

Umberto Di Donato (a dx) nel corso della presentazione di uno dei suoi libri su Caserta.

VILLA VITRONE CASERTA

Umberto Di Donato nel tempo con concorsi e con donazioni ha regalato molti pezzi del suo museo a giovani e a Enti, compresa la mostra permanente delle macchine da scrivere nella Villa Vitrone di Caserta nasce da una sua donazione. La donazione è esposta nel “Museo Dinamico della Tecnologia Adriano Olivetti”.

Villa Vitrone di competenza dell’Amministrazione Provinciale di Caserta costituisce il Polo Culturale della provincia di Caserta. Esso, inaugurato nell’ottobre 2014, è costituito dalla Biblioteca provinciale, dal Museo dello Sport, dalla Biblioteca dello Sport, dal Museo dinamico della tecnologia “Adriano Olivetti” e ospita anche la sede dell’Università della Terza Età.

ADRIANO OLIVETTI – LA FORZA DI UN SOGNO

Inoltre, Umberto Di Donato ha realizzato mostre in diverse parti del mondo e ha “ceduto” macchine da scrivere anche per eventi cinematografici come la miniserie Rai del 2013 “Adriano Olivetti – La forza di un sogno” con Luca Zingaretti.

Il Museo è una miniera di curiosità, con modelli introvabili.

Dalla macchina cinese degli anni Venti con un’infinità di ideogrammi a quella che scrive in arabo; dall’Olympia risalente alla Seconda Guerra Mondiale con il carattere delle SS (un apposito tasto), fino ai modelli giocattolo come la macchina da scrivere fuxia di Barbie.

OLIVETTI

Molte anche le rarità strettamente connesse, come il disco di vinile a 33 giri “Musica per parole” prodotto dalla Olivetti nel 1950 e venduto in abbinamento alle “Lettera 22”, letto da Mario Soldati per insegnare a usare la tastiera con dieci dita, oltre a un bel numero di calcolatrici ante litteram.

Il Museo della Macchina da scrivere di Milano si trova in un ambiente raccolto dove le macchine da scrivere, originali e restaurate, sono visibili in ogni dettaglio e soprattutto “toccabili”.

Infatti, con la dovuta attenzione i visitatori possono provare a scrivere con la maggior parte delle macchine esposte, alcune delle quali, sono anche a disposizione di ragazzi e scolari.

Tutte vengono raccontate con dovizia di particolari da volontari esperti, a iniziare da Sauro, Giuseppina, Chiara e dallo stesso fondatore, sempre disponibili a condurre vere e proprie visite guidate per singoli e gruppi (questi ultimi su prenotazione).

ASSOCIAZIONE CULTURALE UMBERTO DI DONATO

Il Museo, in collaborazione con l’Associazione Culturale Umberto Di Donato, come accennato ha organizzato mostre itineranti in tutta Italia e all’estero (Germania, Francia, Svizzera, Belgio e altre località).

Vengono svolte iniziative di vario genere, tra cui eventi culturali e corsi di dattilografia, scrittura cuneiforme e geroglifici, con grande attenzione ai giovani (ad esempio il concorso di dattilografia “Indro Montanelli” dedicato ai ragazzi).

Inoltre, la collaborazione si estende con la collaborazione di altri esperti con il prof. Pippo Scirè anche nella realizzazione di laboratori di scrittura antica.

TERRITORIO

Il Museo della Macchina da Scrivere e il suo direttore Umberto Di Donato collaborano con diverse scuole della Regione Lombardia e non solo e da qualche anno, in modo pressoché stabile, è nata un feeling con il territorio di Busto Arsizio in particolare con l’Istituto Comprensivo “Nicolò Tommaseo”.

La direzione del Museo è sempre a disposizione di enti pubblici e privati interessati a sostenere, organizzare o sponsorizzare manifestazioni inerenti alla macchina da scrivere, la sua storia, i personaggi, come scrittori e giornalisti, divenuti grandi grazie all’uso di questo strumento.

IMPERIAL TYPEWRITER E LA RESA DEI TEDESCHI – REGGIA DI CASERTA

Tra le ultime acquisizioni anche la macchina da scrivere Imperial Typewriter Co. Ltd. prodotta a Leicester in Inghilterra, nel 1927, visibilmente danneggiata nel corso di un evento bellico.

29 APRILE 1945

Si tratta della macchina da scrivere con cui fu redatto il 29 aprile 1945, in una sala disadorna del Palazzo Reale, e poi sottoscritto, in gran segreto, il primo atto formale di resa dell’esercito tedesco in Europa, con la partecipazione delle più alte autorità militari dei due eserciti contrapposti.

UMBERTO DI DONATO E GEORGE SIMENON

Ebbene, ripercorro il legame tra Umberto Di Donato e George Simenon.

Il 9 aprile 2014 Umberto Di Donato era a Liegi con una trentina di macchine da Scrivere, per una Mostra nei locali espositivi dell’ex mattatoio.

Di Donato, in quella occasione, aveva organizzato un concorso di dattilografia dedicato anche al grande scrittore locale George Simenon, di cui aveva letto alcuni libri e conosciuto dalla lettura il commissario Maigret.

Umberto fu attento a ogni dettaglio dell’evento così come aveva già fatto nelle sue altre mostre all’estero (Ginevra, Parigi, Lione e Valdkirken), e curioso per natura volle vedere, almeno dall’esterno, la casa nativa del grande George.

Umberto Di Donato bussa alla casa di George Simenon

PIAZZA DES VOSGES, 21

Così facendo, di buon mattino si recò a piazza Des Vosges, al civico 21 e bussò al campanello, senza avere risposta.

Guardandosi indietro vide che la panchina situata nel centro della piazza era da un lato occupata dalla statua riproducente lo scrittore.

Si avvicinò lentamente, con cautela e, una volta di fronte allo scrittore “magnum”, spontaneamente allungò riverente la mano, in segno di saluto.

Dopo si sedette al suo fianco, suscitando lo stupore degli astanti e soffermandosi a riflettere sulla grandiosità di quell’uomo e della sua enorme produzione letteraria, che aveva coinvolto milioni di lettori di tutto il Mondo.

In quella occasione Umberto cercò di approfondire il più possibile la vita e le opere di Simenon e concentrò particolarmente l’interesse su di lui.

SECONDA ESPOSIZIONE

La Mostra durò più di otto giorni, avendo avuto la richiesta di una seconda esposizione, alla periferia di Liegi, alla “Casa dei Terrils” dell’ex sito carbonifero di Saint-Nicolas.

IMMIGRATI ITALIANI IN BELGIO

Qui, avevano lavorato, a metà del secolo scorso, gli emigranti italiani giunti in Belgio in cerca di fortuna.

La mostra a Liegi si concluse molto bene, con una serata canora al Teatro Comunale, diretta dal presentatore Rocco De Primis (il “Pippo Baudo” della TV Belga), con Anna Tatangelo, allora compagna di Gigi D’Alessio.

RIENTRO A MILANO

Umberto ritornò in Italia contento e soddisfatto, convinto che il coinvolgimento nella storia di George Simenon finisse così.

MACCHINA DA SCRIVERE ROYAL

Invece a distanza di undici anni viene ancora coinvolto nei ricordi di Simenon, con una telefonata, da parte della Cineteca di Bologna, che era in cerca di una macchina da scrivere Royal, prodotta in USA, come quella che usava lo scrittore.

Il figlio John non era riuscito a trovare quella del padre e per la mostra occorreva averne disponibile almeno una uguale.

Fu tutto risolto con qualche telefonata, perché tra le numerose macchine Royal del Museo di Milano figurava proprio una uguale a quella di Simenon.

TRASPORTO

Il giorno dopo da Bologna arrivò un furgoncino a prelevare il prestito, perché mancavano solo pochi giorni per l’inaugurazione della Mostra.

10 APRILE 2025

Così, il 10 aprile 2025 fu alla Galleria Modernissimo di Bologna per la mostra “George Simenon – Otto viaggi di un romanziere”.

La macchina da scrivere è rimasta esposta alla mostra fino a oltre l’8 febbraio 2026.

L’allestimento della scrivania con macchina da scrivere Royal alla mostra di Bologna

RIENTRO A MILANO MARZO 2026

Poi, nella prima decade di marzo 2026 Umberto Di Donato si è nuovamente recato a Bologna presso la struttura museale dove gli incaricati della Cineteca di Bologna oltre a ringraziarlo hanno restituito il cimelio prezioso.

Ovvero la Macchina da scrivere ROYAL, americana, usata da George Simenon per le sue centinaia di romanzi e racconti.

MACCHINA DA SCRIVERE ROYAL

È noto che la macchina per scrivere Royal è tra le macchine da scrivere se più vendite se non la più venduta della storia.

Al pari della Remington e la Underwood è stata considerata un marchio leader del mercato mondiale.

La Royal Typewriter Company è noto che stata fondata nel gennaio del 1904 in un negozio di vendita di macchine a Brooklyn, New York, da Edward B. Hess e Lewis C. Myers.

Risulta che nel marzo 1906 è stata venduta la prima macchina Royal n.1 progettata da Edward Bernard Hess e costruita  dalla Royal Typewriter Co. Usa.

Risulta che il modello 1 fu messo  in vendita in tre versioni: la prima versione era riconoscibile da una “R” dorata sulle fiancate.

La seconda versione, denominata “Flatbed” con la decalcomania antistate la tastiera ed era priva del  distintivo n. 1.

La terza versione portava il numero distintivo sulla decalcomania antistante la tastiera.

Gli anni di produzione della Royal n. 1 vanno dal 1906 al 1910.

 E’ noto che nel 1911 la Royal n.1 viene sostituita dalla Royal n.5.

Questa era  molto simile nella forma e nelle funzioni al modello precedente.

Sostanzialmente i modelli si differenziavano per le diverse lunghezze dei carrelli.

Da lì a pochi anni fu introdotta la Royal n 10 che divenne il modello classico con design “verticale” con vetri laterali smussati che permisero alla Royal di diventare uno dei leader di mercato.

La Royal 10 continuò nella produzione per molti decenni, e le uniche modifiche furono di carattere estetico ma non funzionale

COMMERCIALIZZAZIONE

La fortuna e la diffusione della Royal n.10 sono legate al suo essere la più robusta e potente macchina da scrivere in circolazione.

A titolo di curiosità e per fini pubblicitari, ad esempio la ditta organizzava dimostrazioni nelle quali le macchine venivano lanciate dentro le loro cassette in legno da aeroplani  per evidenziare il fatto che avrebbero potuto resistere a pesanti cadute.

Di fatto viene ed essere la più economica e la più diffusa.

Una macchina da battaglia, insomma, adatta per un giovane giornalista e potenziale scrittore.

GEORGES SIM

Per queste ragioni credo che la versione sia per dato anagrafico che per economicità e funzionalità usata da George Simenon fin da subito sia stata la versione Royal n.10.

Infatti, sappiamo che nel 1919 entra come cronista alla Gazette de Liège, dove rimane per oltre tre anni firmando con lo pseudonimo di Georges Sim.

Inoltre, contemporaneamente collabora con altre riviste e all’età di diciotto anni pubblica il suo primo romanzo.

Ne diviene che subito dopo il 1920 quando pubblica il suo primo romanzo proprio sulla Roya n. 10.

STORIA E LETTERATURA ATTRAVERSO LA MACCHINA DA SCRIVERE

Finisce qui il racconto di una storia resa possibile dall’ingegno di George Simenon e dalla passione di Umberto Di Donato nonché dallo spirito di responsabilità degli organizzatori della mostra bolognese in primis la Cineteca di Bologna.

MUSEO DELLA MACCHINA DA SCRIVERE

Quanti avessero desiderio di andare a vedere la Royal  e tutte le altre decine di macchine da scrivere impregnate dalla storia dei loro utilizzatori, possono andare o contattare il Museo della Macchina da Scrivere di Milano sito in via L.F. Menabrea, 10 – 20159 a Milano, scrivendo a info@museodellamacchinadascrivere.org oppure telefonando a 347 8845560 oppure consultando il sito web https://www.museodellamacchinadascrivere.org/ o la pagina social https://www.facebook.com/profile.php?id=100061913935543 .

TOURING CLUB ITALIA

Il Museo della Macchina da Scrivere di Milano è censito e promosso anche dal Touring Club Italia sul sito istituzionale (link).