“Lele contro Zombie”: l’ebook del casertano Gianni Papa sfonda su Amazon

 

CASERTA – «Quello che vedemmo fu impressionante. E ci rimarrà per sempre negli occhi. Lele, teso come una corda per il bucato, aveva tutti i dentini conficcati in una guancia del figlio decenne di Daria, che strillava e cercava di strapparlo via con la forza, senza riuscirci. L’altro figlio di Daria, dal canto suo, si era ritirato vicino all’armadio bianco. Timido, appiattito, sottile. Con gli occhi spalancati in una espressione di sgomento e sorpresa. E con la gola squarciata».

La regola

La regola vuole che non si racconti mai il finale di una storia o di un film, e spero che l’autore mi perdonerà per questa “licenza”, ma è in questa immagine che, credo, si racchiuda l’intero libro di Gianni Papa, “Lele contro Zombie”, formato e-book, edito da Libromania – De Agostini Newton. Il piccolo protagonista si trasforma alla fine in uno zombie, in un mostro, proprio come quelli incontrati nel suo videogioco e nella vita reale: zombie tennisti, ballerini, musicisti, lettori, autostradali, familiari.

E’ un romanzo originale, quello del casertano Papa, trapiantato a Milano, che cattura la curiosità e che assume i tratti di un horror del tutto particolare. Difatti l’autore stesso afferma: «In fondo, anche se mi hanno detto che i canoni del genere sono rispettati, nel mio libro non si vede nessun morto in primo piano e l’angoscia è provocata da sensazioni più che da scene forti».

I luoghi

Lo sfondo è quello della località marina di Scauri e della città di Caserta, luoghi dell’infanzia e della giovinezza, con richiami anche alla città di Cava de’ Tirreni, luogo in cui lo scrittore si è “scontrato” con l’età adulta. Posti reali quindi che vengono ricreati per dare vita alla storia: «tutto, del mio vissuto, è nella storia narrata e, contemporaneamente, proprio nulla. Scrivendo, “parte la creatività”, e anche se il mondo reale è la partenza da cui prende vita il mio romanzo, gli esiti si discostano di molto da quella che è la mia vita reale, ad esempio la vita di Giorgio, in cui mi identifico molto, è più movimentata della mia».

Sincere le parole dell’autore, come schietti sono pensieri in cui vengono racchiusi i personaggi, tutti indispensabili, in egual maniera, per raccontare la “mostruosità del vivere”: «a parte il personaggio di Giorgio e del piccolo Lele, tutti gli altri sono, più o meno, dei matti, compreso Lino, che da molti è stato giudicato come “il tocco di comicità”.

La verita’

La verità – continua Gianni Papa – è che  dentro tutti i personaggi, dentro i vecchi che dimenticano le medicine, dentro i bambini, dentro le donne, dentro Lele, dentro i preti tennisti, dentro gli zombie ballerini, ci sono sempre io». Ciò che, allora, accumuna tutti i protagonisti del romanzo è la “mano” che muove il burattino e che lo anima. Una mano che, in questa sua prima avventura letteraria, ha deciso di raccontare una realtà, seppur horror, che prendesse spunto dalla sua personale storia di vita, molto simile a quella da cui parte l’avventura di Giorgio. Ed è proprio a quest’ultimo che spetta  il compito di mettere fine a quell’incubo cittadino infestato di zombie; lui che, incredulo, non fa altro che correre da una parte all’altra della città.