
CASERTA – Il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio sabato 15 marzo alle 17 incontrerà gli abitanti del quartiere di Casertavecchia nel salone parrocchiale di Sommana per dire «no» alle antenne. No alle in pieno centro abitato.
Accanto alle case. Dove i bambini, in particolare i bambini, vivono, respirano, giocano. Con il rischio di affondare speranze e futuro in un dubbio senza fine «le onde elettromagnetiche degli impianti di telefonia mobile, provocano danni irreversibili alla salute?» Pozzovetere fa parte di un quartiere, quello di Casertavecchia dove le antenne sovrabbondano. Ovunque si vedono questi «stendardi» sopraelevati che irradiano segnali di telefonia, radio, telecontrollo e quant’altro. Dove non si conosce, ancora, il livello di onde elettromagnetiche presenti sul territorio eppure si teme che sia ben oltre la soglia massima consentita per legge. In un luogo dove una nuova antenna è solo il preambolo all’installazione di altre antenne in una zona che, già da tempo è ormai satura. Già alcuni mesi fa, i tecnici della Telecom, hanno cercato di collocare l’antenna e sono stati fermati prima dalle persone e poi da un’ordinanza sindacale, la numero 131 del 2 dicembre 2013, con cui veniva intimata alla società, l’immediata sospensione dei lavori di realizzazione dell’impianto di telefonia mobile. Il 22 gennaio, però, la Telecom Italia Spa ha notificato ricorso al Tar della Campania per l’annullamento dell’ordinanza sindacale. Il gruppo spontanteo del Quartiere di Casertavecchia, ha così convocato per domani sabato 15 marzo un’assemblea generale, a cui sono stati invitati a partecipare il sindaco Pio Del Gaudio e gli assessori coinvolti sull’importante tema, per avere delucidazioni sulle intenzioni dell’amministrazione comunale che, ovviamente, ha già nominato un legale per opporsi al ricorso Telecom e per decidere le azioni da intraprendersi. Rimane ora da comprendere quanto sia importante per una qualunque città, approntare un «piano antenne» che regoli la collocazione di questi impianti per ridurre al minimo i rischi alla salute anche dei casertani. Quindi non solo si parlerà di Pozzovetere ma di tutte le antenne del Quartiere e anche quelle della città perché bisogna fermare il dilagare di queste antenne, collocate in maniera indiscriminata e senza un reale limite.
