Mondragone, 18 arresti per droga: anche 10 donne

MONDRAGONE (Caserta) – Anche il traffico di droga, cosi’ come altre attivita’ criminali, vede sempre piu’ spesso protagoniste le donne. I carabinieri di Mondragone hanno eseguito oggi 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda, nei confronti di altrettante persone, dieci delle quali donne, gia’ indagate perche’ accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacente, aggravata dal metodo mafioso.

Gli arrestati sono accusati di avere per anni gestito a Mondragone, sul litorale domizio, un lucroso traffico di hashish e cocaina in regime di sostanziale monopolio. Il gruppo infatti era protetto da elementi di primo piano di una delle fazioni del clan dei casalesi, quella ritenuta capeggiata da Francesco Bidognetti, detto ’Cicciotte ’e mezzanotte’, condannato all’ergastolo nel processo Spartacus. La sostanza stupefacente, acquisita in consistenti
quantitativi, veniva ceduta a piccoli spacciatori operanti sul litorale casertano, nella zona di Giugliano e di Marano (Napoli), ma anche nel vicino basso Lazio o ceduta direttamente
dalla banda.

Questa banda era gia’ finita nel mirino delle forze dell’ordine alcuni anni fa. Infatti i carabinieri della compagnia di Mondragone, a conclusione di indagini scattate nel 2004 e coordinate dalla Dda di Napoli, nel 2006 sgominarono l’organizzazione con 38 arresti, operati nel corso
dell’operazione ’Matriarca’, cosi’ chiamata per l’eta’ ed il ruolo esercitato nella banda dall’ ultrasessantenne, Angela Incaldana, considerata appunto il ’padrino’ in gonnella dell’organizzazione.

Una banda definita dagli investigatori come una azienda a conduzione e gestione a carattere familiare, e della quale facevano parte numerose donne legate tra loro da vincoli di parentela.
Gli arrestati del 2006 – accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e molti giudicati con rito abbreviato – furono condannati ad oltre 250 anni di carcere, con pene varianti da un minimo di 6 anni e sei mesi ad un massimo di 19 anni di reclusione.

Ma 18 degli arrestati, scarcerati per vari motivi ed in attesa di un nuovo provvedimento restrittivo della magistratura, secondo quanto emerso delle indagini dei carabinieri di Mondragone, diretti dal capitano Alessandro Barone, avrebbero ripreso le attivita’
illecite disattendendo le misure imposte dalla magistratura.

Da qui l’emissione dei nuovi provvedimenti restrittivi del Gup del Tribunale di Napoli.
Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere anche Daniela Cante, convivente di Giovanni Letizia, detto ’o zuoppe’, ritenuto ai vertici del gruppo di fuoco
dell’ala stragista dei Casalesi, ossia la fazione del clan guidata da Giuseppe Setola ed accusata di numerosi omicidi, tra cui la strage dei sei immigrati africani uccisi a Castelvolturno. L’organizzazione capeggiata da Angela Incaldela avrebbe operato sotto la protezione di un altro elemento di punta del gruppo stragista, Alessandro Cirillo, anch’egli arrestato perche’ accusato di concorso nei numerosi omicidi del gruppo Setola.