Viterbo, scoperto giro di usura ed estorsione con base a Caserta

CASERTA – Un’organizzazione che aveva sottratto assegni per circa 900mila euro emessi dall’
Inps e dall’Inail e che aveva ’diversificava’ la propria attivita’ nel campo dell’usura e dell’estorsione, e’ stata smantellata dai carabinieri della Compagnia di Ronciglione, in
provincia di Viterbo, in collaborazione con la procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).

Due persone sono state arrestate, sei denunciate. Altre tredici sono indagate dalle procure di Foggia, Trani, Verona, Roma, Napoli e Nola, dove sono avvenuti altri furti di assegni.
A capo dell’organizzazione c’era una donna di 63 anni, Anna Casertano, madre di cinque figli, tutti pluripregiudicati. Uno di loro, Vittorio, 45 anni, secondo quanto riferito dai
carabinieri, sarebbe un personaggio di spicco dei clan camorristici di Caserta e attualmente e’ in carcere per associazione camorristica e omicidio. A finire in manette, su disposizione del Gip di Santa Maria Capua Vetere, sono stati la donna e un altro suo figlio Angelo di 38 anni.

L’operazione, denominata ’Ghost-Check’ e’ scaturita dalla indagini avviate dai carabinieri di Barbarano Romano (Viterbo) nel 2005, dopo le denuncie presentata da alcuni residenti cui
l’organizzazione aveva sottratto assegni grazie a un complice che lavorava nel reparto smistamento delle poste centrali. Assegni che veniva contraffatti e versati su conti correnti a
nome dei membri della banda. Nella Tuscia gli assegni sottratti sono stati sei su un totale di duecento.

Nel corso di una perquisizione nell’abitazione della donna, in provincia di Caserta, i militari hanno sequestrato un quaderno verde sul quale annotava meticolosamente i prestiti che concedeva e i relativi interessi a tasso usuraio che pretendeva.