CASERTA – All’ora dell’ aperitivo, quando la Milano da bere si muove dagli uffici ai bar, quando a Roma enormi tavole vengono imbastite di pietanze per ” l’ happy hour”, quando mi viene in mente una canzone in cui De Andrè si augurava di vivere in una città in cui a quell’ora non ci fossero “spargimenti di sangue o di detersivo”, a Caserta, all’ora dell’aperitivo, appunto, c’era la presentazione di un libro…in un pub!?
Il Tequila pubblic house, storico meeting point in piazza Pitesti, ha aperto le sue porte alla letteratura.
Francesco Forlani casertano di Napoli, o viceversa, o francese di Torino, ha scelto di presentare il suo ultimo libro, Autoreverse, in un pub.
Sul lato destro del locale, una pedana che praticamente è diventata subito palco, un quartetto musicale composto da clarinetto, chitarra, violoncello e batteria, alias i Ringe Ringe Raja, davano sfoggio della loro arte canora. Subito la sala si è riempita di un calore e un coinvolgimento…teatrale!
“La platea era colma di gente: intellettuali, ignoranti, scrittori, semplici avventori, ed alcolisti, l’emozione dietro le quinte si tagliava con il coltello! Ad un tratto qualcuno scostò leggermente il sipario per una sbirciatina alla sala”.
A presentare l’evento, il giornalista Luigi Ferraiuolo.
Il clarinetto parte con un breve assolo dopo di che gli altri strumenti iniziano ad andargli dietro in un ritmo balcano. Lo spettacolo è cominciato dalla fine recitando appunto un “autoreverse”, dall’ ultimo capitolo, effeffe nelle vesti di attore-direttore d’orchestra. 
Magnifico!!!
La musica (magistrale) che accompagnava la lettura dei capitoli del libro, riusciva a scandire la punteggiatura dei versi sotto la direzione dell’autore. Il primo atto si è concluso con un omaggio all’opera di Forlani dell’amico “oste dell’osteria” (così ama definirsi) nonché (non me ne voglia) scrittore (secondo me geniale, tant’è che non lo capisco) Gianni Campi ed uno scroscio di applausi supportati dai ritmi coinvolgenti dei musicanti.
Un cognac per l’autore franco-torinese- napoletanodicaserta, io bevo un americano e via con la parte finale della serata che in ordine di successione rispetto a come l’ho vissuta era la terza parte che come diceva un noto “filosofo” napoletano, Mario Merola, “è bella e le a verè!!!”
A questo punto Forlani si scatena, scende in platea tra la gente, sale su un tavolo quasi come su di una tavola da surf e il pubblico è in delirio, i musicanti incalzano e si fermano ad ogni cenno del corpo di effeffe che usava come la bacchetta di Riccardo Muti.
La chiusa dei Ringe Ringe Raja, un omaggio all’udito.”
A Caserta, il 17 gennaio 2009 all’ora dell’aperitivo al Tequila hanno servito il drink che più inebria la mente e il cuore. La ricetta è questa: ¾ d’oncia di Ringe Ringe Raja, 1oncia e ¼ di effeffe Forlani, guarnito con una scorza di un buon amico che ti omaggia ed ecco pronto il “dry Forlani”!
