CASERTA – La terza di ritorno ah confermato, laddove ve ne fossero ancora dei remoti dubbi, lo strapotere della Montepaschi che dopo un primo tempo sofferto con Teramo, nel terzo quarto decide, e ci riesce, di chiuderre il match. Sorride ancora Roma che in Italia prende soddisfazioni ora negate in Europa. Assolutamente da bocciare la Eldo. L’ennesima resa senza lottare è uno schiaffo per il prestigio della maglia e la storia del club.
10 – Earl Boykins – Il suo ultimo quarto ad Udine è una delle cose più belle ed incredibili mai viste sui parquet di casa nostra. Una sfida impossibile, da solo contro un’intera difesa, incredula e frustrata, mentre il più piccolo del campionato metteva 10 tiri su 10, e portava in trionfo la sua Virtus. Una partita del genere vale il prezzo dell’abbonamento Sky, e con un leader ritrovato, Boniciolli può di nuovo pensare in grande. Giganti del basket.
9 – Hervè Tourè – La squadra di Cantù soffre ancora di sbalzi di rendimento, dovuti anche ad un calendario piuttosto strano, ma sul potenziale degli uomini di Dalmonte c’è poco da discutere. Se la vittoria contro la Eldo poteva essere dovuta alla pochezza dei bianconeri, il bis vincente in Irpinia è una vittoria di grande importanza per classifica e morale. Stratosferico il francese Tourè, probabilmente la più devastante ala forte del campionato, con movimenti da guardia pura, ed esplosività incredibile. 8/9 al tiro, 20 punti e 32 di valutazione in una partita con punteggio lo incoronano protagonista assoluto. Tou Re.
8 – Rimantas Kaukenas – La forza della Mens Sana è quella di far dimenticare con le vittorie anche infortuni importanti come quello del lituano, che adesso è rientrato alla grande, e torna a recitare la parte del killer che parte dalla panchina. Contro Teramo, in 23 minuti 22 punti e 3/3 nelle bombe, e la marcia dei campioni continua… Quintetto? No, grazie!
7 – Max Stanic – Che Pesaro abbia bisogno dei suoi play come dell’ossigeno era chiaro da tempo. Vero, Hicks sta giocando alla grande; vero, Rieti non è il massimo, Ma con il rientro di Van Rossom, e con l’italo argentino che mette 4 bombe su 4, diventa tutta un’altra cosa giocare e vincere facile, per una squadra che ha ancora grandi potenzialità inespresse. Vado al Maximo.
6 – Kieron Achara – Il più improbabile dei match winner nel più improbabile (e contestato) dei finali, per una Fortitudo che si aggrappa alla manovalanza per ritrovare spirito e morale. Lo scozzese il suo contributo lo dà sempre, ma quel tiro dalla media allo scadere sembrava una bestemmia più che una preghiera. E invece aveva ragione lui, e la Premiata è rimasta di ghiaccio. Doccia Scozzese.
5 – Snaidero Udine – La sconfitta casalinga è soprattutto opera di un Boykins maestoso, ma comunque brucia, ed inguaia la classifica. E poi, la rinuncia a Forte è segnale di un ennesimo ribaltone tecnico, come di chi non ci stia capendo ancora molto dell’equilibrio di squadra. Ma almeno Edi Snaidero dimostra di non aver paura di cercare nuove soluzioni, con un decisionismo forse eccessivo, ma sintomo in ogni caso di presenza. Adesso torna Allen, e vedremo se la quadratura del cerchio in Friuli è stata trovata. Più forti senza Forte?
4 – Solsonica Rieti – La squadra di Lardo lotto, ce la mette tutta, ma in certe situazioni palesa la sua inferiorità tecnica. La grinta e il carattere non mancano, ma forse per salvarsi non sono sufficienti, se né gli americani né gli altri sono dei fuoriclasse. Rieti lotterà fino in fondo, ci scommettiamo; ma per salvarsi il PalaSojourner deve diventare un fortino inespugnabile, perché in trasferta proprio non va. Tutti casa e lavoro.
3 – Air Avellino – L’uscita (dignitosissima) dall’Eurolega sembrava aver lanciato gli irpini in campionato, con una serie di vittorie importanti e brillanti. Poi, le due evitabilissime sconfitte di Rieti, ed in casa contro Cantù, fanno riemergere dubbi sulla forza della squadra di Markovsky, che in settimana ha lanciato il suo j’accuse a giocatori poco professionali ed a mogli invadenti. Ma intanto la sua squadra sta sbandando pericolosamente. Donne al volante…
2 – Cavaliero e Flamini – Si allunga la lista dei desaparecidos in casa Premiata, sempre più aggrappata ai suoi quattro americani quattro. Filloy è diventato un caso da “chi l’ha visto” con la più lunga serie della storia di errori da tre, e la sua uscita totale dalle rotazioni di Finelli. Ma se anche Cavaliero e Flamini diventano comparse impalpabili sul parquet, c’è il rischio di giocare sempre ad handicap in un campionato dove le rotazioni lunghe sono un’arma fondamentale. Vorrei la pelle nera!
1 – Tola Chiari Caiazza – Gli arbitri di Gmac-Premiata, con la complicità del tavolo, l’hanno combinata davvero grossa, creando un pasticcio che rischia di lasciare strascichi polemici a lungo. Il timeout non segnalato in tempo, il cronometro con le frazioni di secondo che non si può resettare, e poi il fischio ad annullare il tiro di Minard che sembrava abbondantemente valido. Insomma, un bel casino, che dovrebbe spingere la Lega ad estendere l’uso dell’instant replay anche alla regular season. Uomini grigi.
0 – Eldo Caserta – Sta diventando una costante, ed ovviamente non ci piace affatto. Ma le fotografie della
situazione a Pezza delle Noci sono i tifosi che a Milano voltano le spalle al campo, l’incomunicabilità sempre più evidente tra Frates ed i giocatori, ed il mutismo della società che al momento non prende decisioni che sembrano ai più improrogabili. Non vedo, non sento, non parlo.
