CASERTA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo lettera di Elisabetta Luise, presidente dell’Auser di caserta, in merito alla giornata internazionale del volontariato.
In occasione della giornata internazionale del volontariato del 5 Dicembre 2010, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto rinnovare l’apprezzamento per il ruolo insostituibile del volontariato e del terzo settore come punti di riferimento e protagonisti attivi della nostra società civile.
“Un fenomeno straordinariamente vasto, vario e ricco. Ma questa grande scuola di solidarietà che generosamente produce azioni, pratiche quotidiane e progetti i quali rappresentano un contributo essenziale per la creazione di un diffuso capitale sociale di cui il paese ha bisogno, non può procedere senza i fondi necessari. Ma proprio in questo momento di particolare difficoltà economiche è di fondamentale importanza sostenere il mondo del volontariato, garantendo le risorse necessarie.” Sono parole molto belle, ma i fatti vanno in tutt’altra direzione.
Nonostante le proteste arrivate dal mondo dell’associazionismo, il Senato ha approvato la legge di stabilità per il 2011 , con la quale viene finanziato solo parzialmente il 5 x mille dell’irpef, per cui al volontariato vanno nel 2011 solo 100 milioni rispetto ai 400 stanziati negli ultimi anni. Poi si dovrà sperare nel così detto mille proroghe. Va detto che prima di essere un costo il 5 x mille è stato in questi anni (come sostiene il portavoce nazionale del FTS Andrea Olivero) “un investimento, un moltiplicatore di risorse umane ed economiche, un vero e proprio volano per la solidarietà. E’ per questo che appare incomprensibile, contraddittorio e inaccettabile quanto sta avvenendo con questa legge di stabilità. Queste cose il ministro Tremonti le sa bene, perché è stato lui – gli va riconosciuto – ad inventare ed introdurre questo strumento di finanziamento diretto delle organizzazioni sociali più meritevoli da parte dei contribuenti”.
Paradossalmente tutto questo avviene in vista dell’anno europeo del 2011 dedicato al volontariato. Tagliare i fondi a disposizione del 5×1000 significa anche limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell’imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore. Nel dibattito politico per far fronte alla crisi si parla spesso di un nuovo Welfare che deve dare più stimoli alle capacità delle persone e non indulgere all’assistenzialismo; per dare più spazio alle iniziative della società attiva e delle comunità locali: un Welfare sussidiario e comunitario (come sostiene Tiziano Treu).
La sussidiarietà non deve essere intesa come uno strumento per scaricare le responsabilità del governo e dello stato sulla società civile. Essa chiede di valorizzare la capacità delle persone e delle famiglie in modo tale da poter contribuire al benessere comune. Le associazioni – e più in generale il terzo settore – sono decisive per un Welfare comunitario. Stato e Società devono collaborare per fronteggiare insieme le nuove esigenze di Welfare e per combattere la crisi economica.
Nella nostra provincia il mondo del volontariato è cresciuto in questi ultimi anni, anche grazie al supporto del CSV Assovoce e dei suoi servizi in una ottica di rete. Molte associazioni di volontariato e di promozione sociale, culturale, coprono vari settori, come l’ambiente e lo sviluppo ecosostenibile (Legambiente, Wwf, Lipu, CAI, Italia Nostra, Cruna); per gli anziani come l’Auser, le Acli, 50 e Più; a sostegno dei soggetti più deboli, come Arci, Avo, Aido, Lilt, JE Masslo, Mezzaluna, Casa dei diritti Sociali e per i diversamente abili (Federhand, Il Girasole); per l’infanzia, come Save the children, il Mo.Vi, A.NA.VO; contro la violenza sulle donne, come Spazio Donna; per la legalità come Libera e molte altre. Tutte queste realtà non smetteranno certo di fare il loro lavoro che è fondato sul dono e sulla gratuità. Le varie associazioni continueranno a sviluppare la loro opera di cittadinanza attiva e di partecipazione responsabile. Nello stesso tempo con il taglio delle risorse a livello nazionale avranno maggiori difficoltà a realizzare progetti ed attività a sostegno delle persone più emarginate e bisognose di servizi qualificati. Per questi motivi al Forum del terzo settore si pone il compito di aprire una fase di confronto con gli enti e le istituzioni provinciali e territoriali per avviare nuove forme di collaborazione e di concertazione (come si è iniziato a fare con il protocollo d’intesa con la Camera di Commercio di Caserta).
