Caserta, Affinito scrive alla città: Sono uno di voi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

CASERTA – “Liberi e forti”. E’ questo, da sempre, il mio motto. Sarà colpa della mia vicinanza al mondo cattolico, sarò responsabile di essere cresciuto in parrocchia: aiutando il vecchio sacerdote o l’azione cattolica o le associazioni di volontariato a organizzare un incontro, una gita, una campagna di promozione per l’ambiente o una raccolta di fondi per beneficenza.

Avrò, forse, tutte queste colpe, ma io in quel motto di don Luigi Sturzo ci credo. Ci credo perché tutti noi che ci impegniamo in politica dovremmo avere un nume tutelare, un ideale da seguire, una strada da percorrere. Secondo le nostre sensibilità, è vero, secondo le circostanze dei nostri tempi, anche.

Ma qualche cosa in cui credere ci serve, perché dobbiamo ricordarci di essere al servizio della gente, al servizio di quella comunità che ci elegge e in cui viviamo, non del partito o peggio ancora di noi stessi. E quel… Essere liberi di don Sturzo è uno stimolo formidabile a non avere padroni, a essere liberi di se stessi e in se stessi, per poter affrontare tutti e tutto senza paura.

Mai nessuno c’era riuscito prima: condensare in due parole tanto senso. Quel diavolo di prete di Caltagirone ci è riuscito e io non dimenticherò mai la sua lezione. Caserta, la nostra città, è un bene prezioso. Lo è perché è la mia casa, la casa che condivido insieme con voi, la nostra terra comune. La terra in cui viviamo, abitiamo, trascorriamo la nostra vita.

E’ una terra unica e inimitabile, ma anche con tanti problemi. Spesso creati dalla nostra ignavia, attuale o passata. Soprattutto è una terra che ha storia e identità, ma noi l’abbiamo spesso dimenticata. Abbiamo inseguito sogni passeggeri. Abbiamo affidato le chiavi di casa nostra a chi, spacciandosi per casertano, l’ha svenduta per la sua carriera personale.

Io non credo di dover fare carriera. Mi candido perché chiamato da tante di quelle associazioni di volontariato che ho incontrato nella mia esperienza da laico non impegnato in politica, da volontario e ora da impegnato anche nei partiti.

Non so se sarò capace di tenere testa alle vostre richieste, se saprò esaudire i vostri desideri, soprattutto se saprò dare una mano alla nostra terra a risorgere. So solo una cosa: che sarò sempre in mezzo a voi, perché questa è casa mia; e che sarò forte. Forte di lottare per la mia terra, per la mia casa.

Donato Affinito