CASERTA – Chi l’avrebbe detto! La criticatissima Roma stoppa la marcia trionfale di Siena. Con una partita perfetta la formazione capitolina impone lo stop alla Montepaschi. Una vittoria che sa molto di Italia visto che è stata propiziata proprio dai tanti italiani a disposizione di Boniciolli.
Non finisce di sorprendere Montegranaro giunto alla sua nona vittoria consecutiva ed issatosi da diverse settimane al secondo posto. Piazzamento d’onore che divide con Caserta splendida corsara a Cremona. Ancora una volta la Pepsi ha saputo reagire ad una rovinosa caduta. Ko in casa con Teramo, successo in terra lombarda. Si rivede a Varese Ron Sly,non molla Bologna, torna nel tunnel Biella.
10 – Lottomatica Roma – Per la legge dei grandi numeri prima o poi doveva succedere, ed è quindi giusto che sul gradino più alto del podio ci vada la Roma di Boniciolli, che non è nuovo all’impresa di battere Siena. A Pianegiani arrivano messaggi subliminali che possono rendere meno amaro il boccone della prima sconfitta, perché la vittoria della Virtus è targata Italia, con Giachetti, Datome, Gigli e Vitali grandi protagonisti, tutti in doppia cifra. Fratelli d’Italia.
9 – Sigma Montegranaro – Nove come la nona vittoria consecutiva di una Sutor che non smette di stupire. La squadra gira come un meccanismo perfetto, con uomini e protagonisti intercambiabili, e ancora una volta sei uomini in doppia cifra nella vittoria che inguaia ancor di più Pesaro. C’è convinzione negli uomini di Frates, e lo si vede dalle percentuali incredibili nel tiro da tre; a questo punto, consigliamo di smettere di sperare in un calo fisiologico degli adriatici, perché questi ragazzi ci credono davvero. Provinciale Sarà Lei!
8 – Jumaine Jones – Il fermo immagine della stoppata che spegne l’ultima speranza di Cremona è l’emblema della giornata; Jones ci piace perché sa essere protagonista senza arroganza, giocando con l’umiltà della matricola e l’esperienza del grande. Solo 8 punti per lui, ma ben 23 in valutazione, ed un grandissimo attaccamento alla casacca bianconera. Juveine.
7 – Benjamin Ortner – Il protagonista che non ti aspetti nell’improvvisa rinascita di Cantù, giunta alla terza impresa di fila e totalmente rilanciata nella combattuta volata playoff. L’austriaco esce dalla panchina e ne mette 24, ammazzando Biella da solo e firmando un +23 nel plus-minus che si commenta da solo. Non Plus Ultra.
6 – Ron Slay – Bentornato Ron! Varese ritrova il sapore di una dimensione più verticale con l’uomo che per troppo tempo le è mancato. Contro Treviso, in soli otto minuti segna 9 punti e scrive 15 di valutazione. Aveva proprio una gran fretta di tornare l’ex juventino, e per Pillastrini ritorna l’asse che fece grande Montegranaro. Rimpatriata.
5 – Peppe Poeta – Teramo dopo l’impresa del Palamaggiò sperava di essere uscita dal torpore di tutta una stagione. Torpore in cui è ripiombata a Milano, ed è bastata una guardia feroce di Mordente sul play di Battipaglia per spegnere la luce all’attacco teramano, che non brilla di suo, ma che addirittura stavolta si ferma a 56 punti. Senza Mordente.
4 – Dee Brown – Perde il confronto con Collins in una sfida che per Avellino è ormai un tabù; a distanza di un mese la Virtus torna ad espugnare il PalaDelMauro, e questa è ormai una consuetudine che sta diventando tradizione. Per il regista deejay di Pancotto cifre inusuali (3/10) ma soprattutto poca lucidità nei momenti topici. Disco Rotto.
3 – Montepaschi Siena – Abbiamo aspettato oltre un anno, ma siamo riusciti a vedere Siena tra i cattivi. La sconfitta di Roma arriva nel momento più prevedibile, in quanto il calo di adrenalina dopo l’uscita in Eurolega, e la stanchezza mentale dei biancoverdi facevano presagire che prima o poi un passo falso sarebbe arrivato. Piuttosto preoccupa il blackout prolungato di uomini che non hanno l’abitudine a stare fuori dal match, ma che ora rischiano all’improvviso di sentire il peso della vecchiaia, o di un ciclo che si annuncia arrivato al capolinea, e questo può giocare brutti scherzi sotto il profilo degli stimoli. Elettroshock.
2 – Angelico Biella – La scelta di non sostituire Diaz, ma di lasciar spazio ad altri in panchina, sa più di resa che di convinzione. Biella non crede più nei playoff, e forse troppo presto si sente al riparo dal rischio retrocessione; ormai gli uomini di Bechi sembrano aver fatto l’abitudine alla sconfitta, ma è davvero un delitto buttare via la stagione della definitiva sbocciatura di Aradori, miglior marcatore italiano, e giocatore ormai polidimensionale. Fiore senza Occhiello.
1 – Marques Green – Il suo atteggiamento contro Montegranaro, in una partita drammatica quanto tirata, è a metà tra l’indisponente e il rassegnato. Il play tascabile è ormai in totale rottura con coach Dalmonte, ma a farne le spese è una piazza che oggi si ritrova al penultimo posto e con un’inerzia negativa che ricorda in maniera sinistra il precedente Fortitudo della scorsa stagione. Gli equivoci tattici di Agosto si sono trascinati avanti nonostante gli aggiustamenti in corsa, ma dubitiamo che Dalmonte e Green possano arrivare insieme in fondo alla stagione. L’Uomo che a Dalmonte ha Detto No!
0 – Maurice Taylor – Arrivato in fretta e furia dalla Cina per sostituire l’infortunato Wallace, dal “Mo” ex Olimpia non ci si poteva aspettare la luna alla prima uscita. Ma francamente nessuno avrebbe immaginato che l’esordio potesse essere tanto imbarazzante: zero a referto, con 0/3 al tiro ed un agghiacciante -11 in valutazione. Dalla Cina Senza Pudore.
