Caserta, il genio civile non blocca le cave. Cementir vuole ampliare

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

CASERTA – La ditta Cementir srl allo stato attuale non potrebbe fare alcuna attività di cava e quindi alimentare il cementificio con il materiale estratto dalle montagne di Maddaloni e Caserta.

La società di Caltagirone non ha il progetto approvato che ha presentato al genio civile di Caserta ai sensi dell’articolo 27 del piano cave. Il motivo della mancata approvazione è dovuto a un vincolo comunale che interessa l’area del comune di Maddaloni in cui la società ha chiesto di ampliare i margini estrattivi. Quindi sembrerebbe che il maggiore attore dell’esito delle richieste Cementir sia il sindaco, quasi dimissionario, di Maddaloni che potrebbe concedere o no gli ampliamenti se non dovessero esserci vincoli inderogabili.

Tutto questo secondo un piano cave che non può essere considerato e che il consiglio regionale ha sostituito con la legge del 6 novembre finchè il Consiglio di Stato non si pronuncerà e comunque fino a quando non ci sarà un nuovo piano cave. Come era prevedibile il genio civile di Caserta continua a utilizzare e interpretare le leggi solo ed esclusivamente a favore delle ditte Cementir, Moccia e Fran.ca che come gli imprenditori piccoli Luserta, Antonucci, D’Agostino e Iuliano devono operare esclusivamente per riparare ai danni che hanno prodotto all’ambiente senza possibilità di ulteriori escavazioni e di commercializzazione.

La Cementir già graziata nel piano cave dal rientrare nella zona altamente critica per la parte di cava ricadente nel comune di Maddaloni è stata riclassificata successivamente ricadente interamente nell’area di crisi. Cosi facendo ha avuto la possibilità di chiedere margini di ampliamenti che non avrebbe potuto avanzare se fosse stata anch’essa inserita nella zona altamente critica. E dopo l’approvazione della legge regionale entrata in vigore il 6 novembre scorso la Cementir si parifica a tutte le ditte che operano nel territorio casertano e che non possono più cavare. Un’equiparazione che di fatto non risulta, visto che il genio civile di Caserta e la Regione Campania si apprestano ad indire la conferenza di servizi ai sensi del piano cave per approvare il progetto di coltivazione della Cementir.

Questo sta a significare l’ennesima escamotage alla legge, in questo caso alla legge regionale del 6 novembre nata proprio sul presupposto che il piano cave essendo sotto accusa non può essere considerato. Una nuova norma dell’esecutivo regionale che concede ai cavaioli casertani solo la riqualificazione ambientale ma che purtroppo è stata non recepita dal dirigente provinciale del genio civile di Caserta, il quale continua a concedere volumi di materiale a prescindere dalle leggi regionali.

Il 28 luglio in una fase in cui non vi erano proroghe e in maniera tardiva il genio civile di Caserta approva i progetti di dismissione alle ditte Fran-ca spa e Cementi Moccia Spa concedendo grossi quantitativi di materiale da estrarre. La ditta Moccia aveva un autorizzazione scaduta il 31 marzo 2007 e già prorogata più volte secondo la quale entro il perentorio termine di scadenza (31 marzo 2007) avrebbe dovuto cavare 7 milioni di mc di montagna.

Moccia ad oggi dichiara di averne cavati poco più della metà e che per raggiungere 5 milioni e mezzo di materiale deve rimanere a San Clemente per altri cinque anni. E’ questa la logica perversa applicata dagli imprenditori e soprattutto da alcuni amministratori e dirigenti regionali. Le vecchie concessioni secondo questi amministratori sempre ben disposti verso gli imprenditori del cemento non scadono secondo le date imposte da leggi e regolamenti ma piuttosto ad esaurimento del materiale concesso. Con questo criterio cava e cementificio Moccia e cosi Fran.ca e Cementir potranno rimanere a Caserta per altri 15 anni.

Ora bisogna chiarire se queste ditte pure esse coinvolte nell’operazione olimpo e sottoposte al sequestro del 2003 possono continuare ad estrarre pur non avendo proroghe all’estrazione o devono al pari dei piccoli imprenditori di cava attenersi all’esclusiva ricomposizione ambientale cosi come prevede l’ultima legge regionale sulle cave.

Comitato di Quartiere Parco Cerasola-Centurano

Presidente Giovanna Maietta