Grazzanise, ultimo addio al piccolo Raffaele morto in vacanza

GRAZZANISE (Caserta) – Sabato 24 luglio la morte improvvisa del 14enne Raffaele D’Abrosca in un villaggio turistico di San Nicola Arcella (Calabria); soltanto oggi, 28 luglio, i suoi funerali, col mesto corteo che è partito, alle 10,30, dalla casa paterna (in Via Sant’Andrea, 46, nella frazione Brezza), per raggiungere la chiesa di San Martino vescovo dove il parroco, don Pasquale Buompane, ha celebrato il sacro rito.

 

Sopiti i commenti sulle cause che hanno spezzato la vita dello sfortunato ragazzo e terminando finalmente l’estenuante attesa della sua salma che è arrivata dalla Calabria soltanto ieri sera, è iniziato il momento atroce del definitivo distacco. Il dolore indescrivibile della mamma Milena, del padre Nunzio, del fratellino minore Matteo e dei tanti familiari ed amici, è il dolore corale dell’intera comunità sociale e civica grazzanisana, una sofferenza particolarmente avvertita dai compagni di classe che con lui avevano sostenuto un mese fa l’esame di terza media.

 

Numerosi i manifesti di partecipazione fatti affiggere da associazioni e gruppi di coetanei accanto a quello del tristissimo annuncio della famiglia. Profondo il cordoglio della gioventù brezzana sconvolta da una tragedia così grave, imprevedibile. Si è appreso da Nicoletta Cerchiello (la quale ha parlato a nome di oltre cinquanta ragazzi e ragazze) che davanti all’abitazione dell’adolescente scomparso sono stati esposti vari striscioni con le “dediche di addio” liberamente scritte da ciascuno dei suoi tanti amici, che hanno preso parte alle esequie indossando tutti una stessa maglietta recante la fotografia di Raffaele e la scritta “Sarai per sempre nei nostri cuori!”.

 

All’omelia, “forte” del celebrante e improntata alla cristiana accettazione del mistero della morte, ha fatto seguito, a conclusione della santa messa, il discorso di estremo saluto del coordinatore sportivo Agostino Cantiello che da tempo premurosamente seguiva la passione calcistica del quattordicenne.

 

Poi, dal sagrato sono stati lanciati verso l’alto densi grappoli di palloncini bianchi, a testimoniare così la sublimazione delle cocenti lacrime che continueranno a rigare i volti di tutti e quasi a voler idealmente raggiungere in cielo un ragazzo passato troppo presto all’eternità. Lungo la via per il cimitero, i passi lenti dei partecipanti si sono mossi su una scìa di fiori odorosi e di confetti bianchi, un tappeto terreno che vorrà simulare quella guida celeste che, un sabato di quest’afoso e tremendo luglio del 2010, ha accompagnato, in un istante, l’anima di Raffaele nelle braccia del Signore.