CASERTA – “Si è diffuso un clima pesante, di paura. Gira voce che i clan non si fermeranno davanti a niente e a nessuno, anche se le forze dell’ordine sostengono che i killer sono alcuni cocainomani disposti a tutto… Non possiamo più proteggerviâ€.
Queste righe sono un piccolo passo della postfazione che Raffaele Sardo, giornalista e scrittore casertano, ha inserito al termine de “la Bestiaâ€. Il suo ultimo libro, dedicato ai martiri della camorra della provincia di Caserta dimenticati da tutti, impreziosito da una prefazione di Roberto Saviano.
E’ un libro esemplare, che tutti dovrebbero leggere, soprattutto gli uomini delle istituzioni e della politica per capire cosa si sente quando ti viene ammazzata una persona cara e nessuno ti è vicino, ti da la forza di andare avanti.
Scene ripetute spesso in terra di camorra, in terra di Caserta.
Perché Caserta da sempre è la patria della camorra più violenta e più potente: quella che nessuno riesce a sconfiggere. Ancora oggi bisogna ringraziare un uomo del Nord, Roberto Maroni, il ministro dell’Interno, per la forza con cui cerca di perseguire i camorristi casertani, ma anche lui non deve dimenticare che finora lo Stato si sta scontrando solo con un piccolo pezzo dei clan della provincia di Caserta: gli ex bidognettiani, è ora di trovare e catturare anche i capi Michele Zagaria e Antonio Iovine.
Perché solo così sarà resa una piccola parte di Giustizia ai martiri della camorra. Sardo che da sempre è in prima linea in provincia di Caserta spesso li ha conosciuti di persona e ne racconta, parla ne “La Bestia†di don Peppe Diana, Salvatore Nuvoletta, Federico Del Prete, Franco Imposimato, Attilio Romanò, Alberto Varone.
Nomi che pochi conoscono nella loro interezza, eccetto alcuni. Nomi che raccontano con il loro sangue l’ignavia e l’arretratezza di una terra che spesso dei suoi martiri ha tradito la memoria. Facendoli diventare sicari essi stessi, o traditori, o anche loro uomini di camorra.
Una provincia in cui la ricchezza che appare, e ne appare molta, non esiste, non è ufficiale, perché è frutto dei proventi della camorra, o di illegalità diffuse o clandestine: dalle scarpe di lusso false agli incidenti d’auto truccati come in una catena di montaggio di una multinazionale alle false pensioni d’invalidità .
Perciò serve leggere La Bestia, serve soprattutto ai politici e ai rappresentanti delle Istituzioni più usi ai club e agli incontri al chiuso che a piangere in chiesa un morto innocente di camorra. Perché quello che sta accadendo oggi dia frutto e fra qualche anno maturi e renda libera una terra da sempre bella e stupenda, ma che la nostra terra rende povera e arida. Buona solo per asciugare il sangue dei morti.
La Bestia
Melampo Editore Milano
Ottobre 2008 Euro 15
