IL LIBRO/ Scuorno di Durante ti riconcilia con la letteratura e lo scrivere

Più che Scuorno (Vergogna, come avverte nel sottotitolo), l’avrebbe dovuto chiamare napolitudine. Eh sì, perché l’ultimo libro di Francesco Durante, che Mondadori ha giustamente inserito nella collezione scrittori italiani e stranieri, non è un j’accuse contro Napoli, ma anzi un incredibile sonetto d’amore in prosa che ti riconcilia a prima vista con la scrittura e con la letteratura e poi ti parla di una città mitica che non ha eguali nel mondo come nessuno finora – nel mio scorcio di anni – aveva mai fatto.

Napolitudine perché Durante dedica un pezzo di letteratura a Napoli. Un romanzo che è anche un diario di viaggio di un napoletano che va via, ma sempre ritorna (nonostante che a chi ritorna non sia mai riconosciuto, in questa città, tutto il bene che ha potuto fare fuori); un pamphlet contro chi mal amministra questa terra stupenda e unica: la patria del bello; un saggio che sa discernere tra chi ha lavorato bene, anche tra i potenti, pur tra mille difficoltà (leggi Bassolino), senza riuscire ad ottenere almeno l’onore delle armi, schiacciato dall’onda di risulta di una rivoluzione; una riflessione, a metà tra un testo di filosofia e un’agiografia religiosa (perché comunque sia “l’aria è fina”).

Nonostante sia tutto questo Scuorno è un pezzo di letteratura perché è scritto in maniera deliziosa, perché le sue immagini sono immediate e fulminanti: nel quartiere spagnolo la signorina che si alza la gonna davanti al conducente del camion della spazzatura e fa vincere la sua vitalità; il ciclista a spasso per Napoli apostrofato “ricchiò”; il trattato glottologico su “bucchì”; l’amore appassionato per il dialetto; le citazioni sul Madre e il Mars oppure lo spazio accordato a Franco Arminio, novello pensatore e filosofo della Magna Grecia.

L’elenco è lungo e non basterebbe un libro per renderlo completo. Ma, siccome è meglio leggere l’originale che la copia, non resta che invitarvi ad andare in libreria. E subito dopo, per chi non ci fosse mai stato a Napoli – consci che l’Emergenza (tutte le emergenze) così come era nata è andata via con un colpo di bacchetta – prenotate un viaggio in Campania.

Fate come una volta, veniteci lentamente: in treno o trotterellando in auto. Fermatevi a Sessa Aurunca a Capua a Caserta o ad Amalfi, Positano, Vico Equense e poi prendete alloggio in un agriturismo della provincia. Da lì scendete in città, e passeggiate, passeggiate nel centro storico di Napoli. Un pizzico per volta.

Non è detto che non vi capiti – anche a voi – di incontrare un pizzico del sogno che Durante ha saputo descrivere. Così Scuorno diventa napolitudine e fa letteratura.

Scuorno

(Vergogna)

Francesco Durante

Mondadori: Scrittori italiani e stranieri

I edizione agosto 2008

Euro 17,50