Maddaloni, è nato al Cielo Giovanni Di Cerbo “Chi opera il bene non muore mai” (Nogaro)

MADDALONI (Caserta) – Il 28 febbraio 2019, alle ore 2 circa di notte, nella sua casa maddalonese (sede anche del suo del centro radiologico C.D.R. in viale Europa), luogo noto per la cura della salute del corpo e della mente data la infinita umanità e cultura del padrone di Casa, è naro al Cielo il dott. Giovanni Di Cerbo.

Si ringrazia per alcuni scatti di vita pubblica e privata di questo articolo il prof. Antonio Pagliaro e la famiglia Di Cerbo.

Con la sua dipartita la Città di Maddaloni, così come la provincia di Caserta (in particolare il mondo della Sanità e del Sociale) piange un professionista non solo della Sanità che fu il suo campo professionale, che è stato un grande politico (di cui restano proverbiali i mandati da sindaco per la Democrazia Cristiana) e uomo di antichi valori, di elevata cultura e spesso mecenate. Uno storico e caro amico del “Villaggio dei Ragazzi” e di tutte quelle “istituzioni” pubbliche e private che hanno consentito la svolta dal dopo guerra e sono sempre state prodighe al prossimo.

Quella di Giovanni Di Cerbo[1] è una delle figure più apprezzate trasversalmente dalla Politica e dalla Società Maddalonese.

“Riservato, impegnato per il sociale e per gli ultimi nella sua operatività; è stato ed è un Grande Signore, Grande Medico e Grande Intellettuale” così lo definisce l’ex Sindaco Francesco d’Angelo[2]. Ho avuto modo anche io di apprezzarlo come medico e come persona di Cultura, ospite di alcuni convegni ove ero come relatore o in occasione di presentazione di mie pubblicazioni, ed ancora ho sempre apprezzato il sostegno mecenatico alla Cultura e la promozione di Cartelle con opere d’Arti di artisti locali ma di chiara fama. Lo troviamo anche nel primo comitato di gestione della Biblioteca Comunale di Maddaloni ed ancora il 2 aprile 1977 vicepresidente della costituenda “Ciclistica Fondazione Villaggio dei Ragazzi Maddaloni”.

Si ringrazia l’amico Luca della Ventura per aver fornito questo contributo forografico

Di Cerbo è stato il sindaco che ha dato via a Maddaloni al primo caso concreto di compromesso storico con l’ingresso in giunta (1981-1983) del PCI, unitamente alla DC, Psi e PSDI[3].

Per delineare il profilo del dott. Di Cerbo nel marzo 2016 ebbi, e ringrazio ancora per la disponibilità, dalla gentile consorte prof.ssa Luisa Iadevaia, spunti per delineare i principiali momenti di vita del protagonista della nostra storia.

Giungendo al dettaglio va detto che Giovanni Di Cerbo nasce a Varano di Ancona il 28 settembre 1926 da Antonio e Gaetanina Iadevaia[4]. Oltre a Giovanni i coniugi hanno altri due figli Pasquale e Clara. Pochi medi dopo la nascita lo troviamo a Pesaro seguendo il papà che è capostazione delle FF.SS.

Sempre in tema familiare, dalla famiglia di origine a quella generata, va detto che Giovanni si sposa il 22 giugno 1957 con la cugina Luisa Iadevaia, farmacista e docente di scienze matematiche nella Scuola media E. De Nicola di Maddaloni, dalla loro unione nascono tre figli: Gaetanina, Antonio e Concetta.

Per ciò che riguarda gli anni della formazione si ricorda che Giovanni frequenta il Liceo Classico “Terenzio Mamiani”, a Pesaro, dove nel 1945 consegue la maturità classica. In quegli anni vive il periodo della guerra e nel 1943-44 e si trasferisce a Mombaroccio (PU) presso la cognata Tilde. Un impegno concreto e responsabile così da essere riconosciuto partigiano.

A seguire, frequenta i primi tre anni di Università a Bologna nella Facoltà di Medicina e Chirurgia e, nel 1948, essendo andato in pensione il papà e per motivi di famiglia (la figlia Clara è sposata a Maddaloni) si trasferisce a Maddaloni e di conseguenza, per lo studio, all’Università di Napoli Federico II dove si laurea in Medicina e Chirurgia il 4 aprile 1952.

Si iscrive al partito della Democrazia Cristiana. Il 16 aprile 1952 muore il papà. Si specializza in Tisiologia e malattie dell’apparato respiratorio all’Università Federico II.

Si specializza nel 1960 in “Igiene generale e speciale” e si laurea, nel 1963, anche in Sociologia sempre a Napoli.

Nel 1968 si specializza in “Radiologia” presso l’Università degli Studi di Torino e fino al 1970 è Medico mutualista.

Nel 1971 è vincitore del concorso di Direttore C.P.A. (Consorzio Provinciale Antitubercolare) di Caserta.

È presidente, nel 1975, della C.R.I. (Croce Rossa Italiana) e docente nel Corso di Infermiere Volontarie e nella Scuola per Assistenti sociali.

Nel 1977 riceve la nomina dal Provveditorato agli Studi di Caserta di Presidente nelle varie commissioni di concorso.

Nel 1981 è insignito della Onorificenza di Cavaliere dal Presidente della Repubblica Italiana. Nel 1982 riceve la Medaglia d’Oro “Carlo Forlanini” al Merito Sanitario Sociale “Federazione Italiana contro la Tubercolosi e malattie polmonari sociali”.

Nel 1988 l’Onorificenza ufficiale dell’Ordine dei Medici al merito della Repubblica Italiana.

Specialista in “Medicina dello Sport” è presidente della Federazione Medico-Sportiva e delegato provinciale per la provincia di Caserta.

Scatti dei fotografi Michele e Antonio Cicchella che riprendono il dott. Di Cerbo in momenti interni alla Fondazione “Villaggio dei Ragazzi – don Salvatore d’Angelo” di Maddaloni.

Specialista in “Medicina del Lavoro” e medico competente, è Direttore Sanitario della Cementir di Maddaloni e del Tronco Autostrade per l’Italia Meridionale nel 1984.

Giornalista, è iscritto all’ASMI (Associazione Stampa Medico Italiano) scrive su riviste medico scientifiche.

Da Uomo politico è stato Consigliere comunale nel Comune di Maddaloni ed è stato eletto due volte Sindaco: nel 1970 (tra le sue attività rientro anche la consegna delle medaglie dell’onorificenza di Vittorio Veneto ai partecipanti alla grande guerra tra cui un suo aprente acquisito) e nel 1979.

Si ringrazia l’ANMIG e Fondazione provinciale di Caserta, nelle persone del cav. uff. Salvatore Borriello . presidente e cav. Francesco Pagliaro Segretario, per aver consultato e consentito la pubblicazione di materiale dell’archvio storico del sodalizio.

In occasione del suo secondo mandato, oltre ad essere fautore del primo compromesso storico, ed ancora promuovere attività come convegni cultuali, grazie anche alla nascente gruppo archeologico e alla pro loco, salvaguardando e facendo conoscere la secolare storia cittadina, affronta tutte le peripezie del terremoto del novembre 1980, ed ancora segue vicende poco note come la restituzione delle salme conservare nel comune di Maddaloni dei militari austro-ungarici consentendo il ritorno nella città natale.

Amante della cultura e del viaggiare. Si laurea in “Scienze Turistiche” all’Università di Napoli e conserva gelosamente tutti gli album di foto scattate nei suoi vari viaggi.

Impegnato nel sociale: è presidente della UILDM (Unione Italiana Distrofia Muscolare) sez. Caserta.

È stato presidente AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani), sezione di Caserta, attualmente era presidente onorario. E’ vice presidente del Panathlon e dei Lions Club Caserta.

Direttore sanitario del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni.

Direttore sanitario dell’Oasi, struttura per disabili in Castel Campagnano e sostenitore di varie Fondazioni.

È stato membro dell’Accademia di S. Teodora.

Dal 1992 è stato Direttore sanitario del CDR (Centro Diagnostico Radiologico) di Maddaloni presso i cui locali anche lo scrivente è stato paziente avendo così la possibilità di conoscerlo meglio già in tenera età.

Di recente, oltre a vivere tra l’affetto dei suoi cari, e della intera comunità, è stato insignito di una Benemerenza presso la sala comunale di Bellona a cura della Dea Sport Onlus per la sua decennale attività sociale, politica e culturale.

Negli ultimi anni ho avuto la possibilità di notare la costante presenza del dott. Di Cerbo alla messa domenicale presso la chiesa di San Francesco a Maddaloni, frequenza che si è interrotta circa un anno fa allorquando per un caduta ebbe problemi al femore e fu operato presso la clinica di San Michele di Maddaloni e dopo un periodo di riabilitazione che andava sempre più migliorando fino a qualche settimana fa. Poche le uscire fuori casa per lo più per festeggiare con la famiglia momenti importanti come il 60 anniversario di matrimonio o il compleanno proprio o dell’amata moglie, le cui immagini condivise su facebook sono state l’occasione per far giungere agli interessati auguri d’ogni parte.

Momenti di vita familiare condivisi negli ultimi due anni sul social facebook.

Tutto ciò fino all’alba del 28 febbraio 2019 con la nascita al Cielo del caro dott. Giovanni.

Tanti i messaggi di cordoglio sui social e di persona espressi alla famiglia e alla città così come le testimonianze di affetto e non solo condivise. Tra queste quella di Carlo Scalera: « Con Giovanni ho un ricordo, che mi insegnò tantissimo. Era il periodo del post terremoto, quindi disagio abitativo, gente sotto il comune. Proteste tutti i giorni. In una di queste proteste, a volte, anzi quasi sempre rumorose ma che non portavano a niente, lui si arrabbiò tantissimo, dicendo che erano proteste pilotate. Non passarano che un paio di giorni che chiedemmo di essere ricevuti al comune e quando ci presentammo non volle incontrarci, perché disse giustamente che lui non sarebbe mai sceso a discutere con chi prima spara e poi vuole ragionare. Bene quella lezione mi ha sempre seguito per la mia vita. Poi lo incontrai negli anni 90 io segretario della scuola Assistenti sociali lui come docente. Ed anche lì dimostrò un grande professionista, amato, seguito e rispettato da tutti, ma principalmente dagli studenti. Infine una trasmissione di pomeriggio sulla sanità locale».

E ancora quella di Giovanni Matteo Centore: « Lascia la vita terrena il Dottor Giovanni Di Cerbo, uno degli ultimi protagonisti di una generazione, quella dei Rosati e dei Cardillo, che ha concorso a ricostituire le basi morali e politiche della nostra comunità.

Nelle Sue molteplici funzioni, Sindaco e guida dei medici cattolici per citarne due, ha sempre connotato il Suo impegno di virtù civiche e tensione ideale.

Per me e la mia Famiglia è stata una presenza costante. Da bambino, era forse l’unico camice bianco a non procurarmi paura, grazie al sorriso intriso di umanità».

L’ultimo saluto terreno al maddalonese illustre è stato dato il primo marzo alle ore 15 nella chiesa di San Martino Vescovo, sua parrocchia, in Maddaloni. Qui è intervenuto il Comune con Gonfalone e il sindaco Andrea De Filippo, che per il passato ha politicamente collaborato con Di Cerbo, ha tenuto l’orazione funebre.

Come sono andati io funerali ce lo dice Luca Ugo Tramontano nel suo ricordo: « “Chi opera il bene non muore mai”. Con queste parole il vescovo emerito mons. Raffaele Nogaro, che ha ufficiato insieme al parroco di San Martino V., don Antonio Iazzetta, e al parroco di Santa Margherita V., don Antimo Vigliotta, ha iniziato la sua omelia in una chiesa di San Martino piena fino all’inverosimile. Hanno tenuto l’orazione funebre il Sindaco di Maddaloni, presente con la fascia e il Gonfalone del Comune, un nipote e l’On. Giovanni Piccirillo. Tutti hanno sottolineato l’immensa umanità, disponibilità e spirito di abnegazione. Hanno, tutti, sottolineato l’impegno nella C.R.I. e come presidente dei medici cattolici.

Il Sindaco De Filippo ha sottolineato l’umano sacrificio durante il terremoto, quando per diversi giorni non si allontanò dal Comune. Sono stati sottolineati il suo impegno in Convegni Medici e Scientifici e la partecipazione, insieme alla moglie Luisa Iadevaia, a tutte le attività culturali della città».

Continua Tramontano: «Il personaggio pubblico lo conosciamo tutti. Io mi voglio soffermare nell’impegno che ha dedicato al Comitato di Gestione della Biblioteca Comunale. Uomo di profonda umanità, di grande cultura e di enorme impegno. Non era solito mettersi in mostra, aveva un sorriso contagioso.

Aiutava le persone bisognose ed era molto attivo nel volontariato. Mai banale nei giudizi e nelle espressioni. La signora Luisa, ieri mattina[28 febbraio n.d.r.], mi ha confermato che mi voleva molto bene. Mancherà molto alla nostra comunità».

In occasione della nascita al Cielo del dott. Di Cerbo tante sono state le dimostrazioni di stima ed affetto con i manifesti di cordoglio.

Contributi fotografici del prof. Antonio Pagliaro.

Giungano nuovamente da parte di chi scrive e della redazione de L’Eco di Caserta le più sentite condoglianze per la perdita che la famiglia Di Cerbo-Iadevaia e la Città di Maddaloni, la Diocesi e la Provincia di Caserta hanno subito.


[1]Per uno studio più approfondito si veda a firma dello scrivente Michele Schioppa in L’Eco di Caserta “Maddaloni, in ricordo della Direttrice prof.ssa Maria Olivieri nata al Cielo il 15 aprile 2014” del 15 aprile 2016, “Maddaloni, ricordo di Cacchino (Pasquale Nappo) nel settimo anniversario della morte il 27 febbraio” del 26 febbraio 2016, “Maddaloni, l’ 11 si ricorda la persona, la politica e il contesto in cui ha operato Pellegrino” del 10 dicembre 2015, “Maddaloni, Antonio Pagliaro e la storia del Monumento ai Caduti nel Liceo Ginnasio Giordano Bruno” del 4 novembre 2015 e “Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto di Francesco Angioni jr” del 19 agosto 2015, “Maddaloni, l’ex sindaco Francesco d’Angelo: da poco sessantacinquenne, una vita per la Città” del 27 aprile 2016. Da Sindaco (nel 1970 e nel 1979) sarà anche colui il 21 maggio 1983 restituirà agli austriaci le 82 cassette/salme dei compatrioti che erano nel cimitero maddalonese (A. Cembrola – S. Borriello, Cittadini maddalonesi nella Grande Guerra, Maddaloni 2015, pag. 100-101. ). Si veda ancora la tesi di Laurea di Antonio Cembrola in Conservazione dei Beni Culturali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Seconda Università di Napoli, dal titolo “Maddaloni: politica e società dal 1900 al 1970” anno accademico 2014/2015. Ed ancora per completezza si vede ma voce “Giovanni Di Cerbo” a cura di Michele Schioppa “Chi è?”, Volume IV, Vitulazio 2016.

[2]Lo stesso d’Angelo aggiunge: “Sindaco, mio sindaco, dal 1979 ( la legislatura durò fino al 1983) ha gestito una situazione difficile dopo il terremoto a Maddaloni. Ciò anche alla luce del fatto che e’ stato un uomo politico di Grande Cultura. Un politico che ha vissuto il suo agire a contatto ed in mezzo alla gente, alla comunità. Amava camminare a piedi e questo gli consentiva di vivere in modo puro la politica, era un democristiano puro difficilmente allocabile in correnti. Da grande benefattore ha sempre orientato la politica agli ultimi all’umanità del prossimo nei cui confronti è stato sempre disponibile. E’ proverbiale la sua disponibilità e la sua pazienza ad ascoltare tutti, perché da ciascuno si può sempre apprendere. Mai e’ stato visto arrabbiato ma sempre per la risoluzione dei problemi. Fervente cattolico è un uomo di Cultura che per il suo essere super partes nelle istituzioni e corretto non ha subito qualsivoglia sorta di attacco verso la sua persona. Anzi è stato talmente ben voluto che ha concretizzato il primo esempio di amministrazione del compromesso storico con Dc e Pci in giunta”.

[3]A parte l’episodio dei giovani di estrema sinistra che misero a soqquadro la sede della Biblioteca perché si intervenisse in esito al terremoto del 23 novembre 1980, ha avuto l’adesione di tutte le rappresentanze anche per il forte impegno sociale e sanitario, disinteressato, volontario e competente.

[4]Gaetanina Iadevaia è parte di quella famiglia che fra quattro mesi festeggerà i 190 anni della fondazione della Farmacia omonima, indubbiamente la più longeva che da circa 90 anni ha ramificato in due storiche farmacie simbolo del territorio.

Infatti, Gaetanina è figlia di Giuseppe (farmacista) e Teresa del Monaco dai quali nacquero mons. Giovanni (fondatore della chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori), Luisa, Michele (farmacista, nonno dell’attuale farmacista del “Trivio San Giovanni”), Gaetanina, Alessandro (maresciallo Gdf che partecipò alla grande Guerra e il cui figlio Alfonso fu farmacista in piazza Santo Spirito a Firenze), ed Antonio. Il papà Giuseppe fu figlio di Francesco che nel giugno 1829 apri la prima farmacia a via Ponte Carolino, nei pressi della torre dell’orologio per poi spostarla all’attuale sede di fronte la chiesa del Monte Carmelo. Con Giuseppe la storica farmacia si sdoppia, la sede iniziale o storica resta in capo al primogenito Francesco (nato dal primo matrimonio con Giovanna Nuzzi). Il figlio Michele (nato dal secondo matrimonio), tornato dalla guerra, cavaliere e con medaglia di Vittorio Veneto, aprirà la seconda farmacia nei pressi dell’attuale ingresso del Museo Civico per poi spostarla negli anni cinquanta all’attuale sede.