
CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Nel giorno in cui ricorre il 25esimo anniversario dell’uccisione di don Peppe Diana, martedì 19 marzo, da parte della camorra (19 marzo 1994), nella Biblioteca Comunale “Il Grillo Parlante” di Casal di Principe, dalle ore 15 in poi, si terrà la presentazione del libro “Don Peppe Diana e la caduta di Gomorra. Un sacerdote e la sua gente rinnovano il loro mondo” di Luigi Ferraiuolo, giornalista e redattore di Tv2000; libro in cui l’autore racconta la figura di don Giuseppe Diana e la caduta di Gomorra innescata dal suo martirio avvenuto il 19 marzo 1994, dal contesto sociale in cui maturò il suo omicidio, alla rivolta culturale e umana di una piccola fetta di resistenti che hanno creato un mondo diverso proiettato verso il futuro. Interverranno oltre all’autore, il Vescovo di Aversa, Monsignore Angelo Spinillo, il sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, Marisa Diana, assessore di Casal di Principe e il Comitato Don Peppe Diana. Modererà l’incontro don Francesco Riccio, giornalista, direttore Ucsi Diocesi di Aversa.
Luigi Ferraiuolo, giornalista con lo sguardo attento sul sociale, ha voluto raccontare con questo libro, la vita e l’opera di don Peppe Diana, soprattutto per tenere sempre viva la memoria del parroco eroe, morto per amore del suo popolo, il cui omicidio ha segnato il destino di intere comunità e di intere generazioni, non solo dell’ intero territorio casalese ma anche di quelli circostanti.Territori dove il bene e il male sono in lotta tra loro, ma dove il bene è più forte e può sconfiggere il male. Dove l’esempio di don Peppe Diana è stato un punto di riferimento, una luce nel buio, che ha permesso il loro riscatto e ha concretizzato la buona novella di Cristo cioè che “tutti abbiamo la possibilità di rinascere alla luce di Nostro Signore”.
Il testo infatti ripercorre, attraverso la storia di questo sacerdote eroe, “Martire del riscatto”, anche le tappe della rinascita di un territorio rimasto troppi anni sotto il giogo della camorra, abbandonato dalle istituzioni. Un territorio dove oggi, sulle proprietà sottratte alle famiglie malavitose, sono fiorite cooperative sociali di ragazzi disabili o disagiati o ex detenuti che sono diventate ristoranti o vere e proprie imprese, opportunità di lavoro e impegno per i giovani: come la Nco ora acronimo di “Nuova cucina organizzata”; La forza del silenzio; Agrorinasce; Dulcis in fundo e tantissimi progetti che funzionano come antidoto allo strapotere dei boss, all’omertà, alla paura e alla rassegnazione e alla mancanza di una vita sociale.
Un impegno collettivo e una nuova realtà sociale che si oppone al ritorno concreto della camorra, dopo venticinque anni comincia a dare frutti, non solo nel Casertano ma nel resto d’Italia. Perché se i Casalesi, il più violento e potente clan di camorra mai esistito, sono stati sconfitti militarmente, il loro tesoro economico e il mondo dei colletti bianchi collegato non è mai stato scoperto, ma chi fa fruttare per il bene i loro patrimoni toglie le radici al ritorno del male. Per questo l’esempio di don Diana raccontato, in modo magistrale, da Luigi Ferraiuolo, deve essere sempre celebrato e ricordato, perché il suo martirio non deve essere vano, perché faccia memoria e scudo al ritorno di qualsiasi organizzazione malavitosa.

LUIGI FERRAIUOLO, giornalista, è redattore di Tv2000. Nato a Lodi, è diventato professionista al Corriere della Sera/Corriere del Mezzogiorno e ha pubblicato, tra l’altro: San Rocco, pellegrino e guaritore per le Paoline; Viva Salgari e Le parole che uccidono per Guida; Il museo di strada per Cuen Edizioni; Da Pietrelcina, l’altro Padre Pio per la Fontana di Siloe, con cui ha vinto il Premio «Giordano» per il miglior saggio ecclesiale italiano nel 2014; La pancia della mamma, la nuvola e la macchina da scrivere per Buone Notizie Edizioni. Ha realizzato tre docufilm: Sui passi di Abramo, che racconta degli ultimi cristiani in Iraq a dieci anni dalla fine della guerra; Padre Pio: tornerò tra cent’anni, sulla profezia del ritorno a Pietrelcina dopo cento anni di San Pio, campione di ascolti su Tv2000, e Libera nos a malo: la musica di Sant’Antonio contro il diavolo, unico documentario proiettato all’assemblea mondiale delle Ngo Unesco.
