C’è un aspetto che, più ancora dei tre punti, rende particolarmente significativa la vittoria della Casertana sul campo del Savoia: la capacità di reagire.
Dopo il rocambolesco 3-3 contro il Barletta, i falchetti erano chiamati a dare una risposta soprattutto sul piano della maturità. E la risposta è arrivata. Non nel modo più semplice, perché il derby del ‘De Cristofaro’ era iniziato nel peggiore dei modi, ma proprio per questo il successo assume un peso ancora maggiore.
Due minuti per colpire il palo, altri due per andare sotto. Il Savoia ha provato a travolgere una Casertana inizialmente sorpresa dall’intensità degli avversari. L’1-0 di Iob avrebbe potuto complicare ulteriormente una serata già condizionata da una panchina cortissima e da risorse limitate. Invece i rossoblù hanno avuto la forza di non perdere la testa. E qui si è vista la prima vera differenza rispetto alla gara d’esordio.
La reazione che serviva
Dopo il vantaggio oplontino, la Casertana ha cambiato completamente atteggiamento. Ha alzato il baricentro, ha iniziato a trovare con maggiore continuità gli esterni di centrocampo e soprattutto ha sfruttato la qualità dei suoi uomini offensivi.
Il pareggio di Davide Castelli è l’immagine perfetta della reazione rossoblù: un lancio millimetrico di Pezzella, la profondità attaccata con i tempi giusti e un pallonetto di grande qualità. Un gol che rimette immediatamente la partita sui binari della Casertana.
Da lì in avanti i falchetti hanno preso fiducia e il Savoia ha progressivamente perso campo. Il sorpasso di Dino Mehic certifica una superiorità che, dopo il difficile avvio, era diventata evidente.
La Casertana avrebbe potuto chiudere il primo tempo con un vantaggio ancora più largo. L’occasione sprecata da Manconi e quella capitata a Vezzoni raccontano però anche una squadra che, per lunghi tratti, ha avuto il controllo della partita.
Espinal e la gestione della ripresa
Nella seconda metà di gara il copione è cambiato.
La Casertana ha scelto consapevolmente di non trasformare la partita in un continuo botta e risposta. Espinal ha abbassato i rischi, chiedendo ai suoi maggiore attenzione e gestione del possesso, soprattutto considerando una situazione numerica tutt’altro che ideale. Con appena 18 giocatori a disposizione e tre portieri, non era certamente il contesto migliore per giocare una gara ad alta intensità per novanta minuti. E proprio per questo la ripresa va letta come un’altra indicazione positiva: magari meno spettacolare, ma molto più matura.
Il Savoia ha provato a rientrare in partita, senza però riuscire a costruire occasioni realmente pericolose. La Casertana ha difeso il vantaggio con ordine, senza andare alla ricerca ossessiva del terzo gol e senza concedere agli avversari quelle ripartenze che avrebbero potuto riaprire il derby.
Non sempre bisogna giocare bene per vincere. A volte bisogna semplicemente capire cosa chiede la partita e questa volta la Casertana lo ha fatto.
Castelli e Mehic, i primi segnali della nuova Casertana
Tra le note più positive c’è sicuramente Davide Castelli, già protagonista nella prima giornata per propensione e decisivo nella seconda.
Ma altrettanto importante è stata la prestazione di Dino Mehic, bravo a inserirsi e a trovare il gol del sorpasso. Il centrocampista ha dato sostanza e presenza nella zona centrale del campo, confermando di poter essere una pedina preziosa per il sistema di Espinal.
E poi c’è Salvatore Pezzella, che continua a rappresentare una delle fonti principali di qualità della squadra. Dopo la splendida punizione contro il Barletta, questa volta non finisce direttamente sul tabellino dei marcatori, ma mette la firma sulla partita con un assist perfetto per Castelli.
Sono segnali importanti di una squadra ancora in costruzione, ma che comincia a mostrare una propria identità.
La prima vittoria vale più dei tre punti
La stagione è appena iniziata e sarebbe prematuro trarre conclusioni definitive. Però quattro punti dopo due giornate, considerando il 3-3 della prima giornata e soprattutto il modo in cui è arrivata questa vittoria, rappresentano un buon punto di partenza.
La Casertana ha mostrato di saper segnare, rimontare e soffrire. Ora dovrà lavorare sulla continuità e, soprattutto, sulla capacità di evitare quei blackout che contro il Barletta erano costati due volte il vantaggio.
A Giugliano, però, è arrivata una risposta concreta.
Il primo derby stagionale di campionato è rossoblù, la prima vittoria dell’era Vinicio Espinal è realtà e la Casertana torna a Caserta con la consapevolezza di aver superato un test tutt’altro che semplice.
Prima va sotto, poi reagisce. Prima costruisce, poi soffre e alla fine vince.
È ancora presto per capire dove potrà arrivare questa Casertana, ma una cosa è già chiara: i falchetti hanno iniziato a imparare come si vincono anche le partite sporche.
