Napoli, per sedere stabilmente al tavolo delle grandi serve maggiore personalità e più qualità

NAPOLI – Doveva essere la partita della definitiva consacrazione, è stata la partita del rilancio interista. Al Meazza il Napoli ha mostrato tanta buona volontà, carattere, organizzazione di gioco, ma anche palesi limiti tecnici. In certe partite la differenza la fanno giocatori di talento e personalità. La squadra di Mazzarri, eccezion fatta per Lavezzi e Cavani non è che ne abbia tantissimi. Il centrocampo operaio e forte fisicamente a volte avrebbe biosgno di un pò di fosforo e qualche colpo di genio. Certamente non può essere il volenteroso Sosa a dargielo.  Intendiamoci, il terzo posto degli azzurri è cosa meravigliosa. Qui si ragiona nell’ottica di ulteriore crescita, di provare a lottare un giorno pe ril triangolo tricolore o, più realistico, sperare nella Champions. Per carità, lungi da noi l’idea di buttare i panni al amre per una sconfitta maturata, tra l’altro, contro una squadra obbligata a vincere.

Vista la partita, Mazzarri conosce perfettamente la diagnosi, meno la cura: “In certi momenti abbiamo giocato da Napoli, ma quando arriviamo alle partite clou, contro le top squadre, sentiamo troppo l’importanza del match”. “Siamo entrati in campo contrattissimi e abbiamo subito subito il gol – spiega il tecnico dei partenopei – da quel momento abbiamo iniziato a giocare bene, mettendo l’Inter in difficoltà e meritando il pari. Maggio ha avuto la grande occasione dell’1-2, invece nel nostro miglior momento l’ha trovato l’Inter. Con tutto il rispetto, i nerazzurri non sono più quelli di qualche mese fa, ora c’è Maicon e non Natalino…”.

Come mentalità e grinta nulla da dire. Agli azzurri servirbbe, però, un pò più di qualità dietro ed in mezzo al campo. Il mercato è aperto, si spera arrivino reali novità in tal senso. Perchè non saranno i vari Britos a cambiare il dna dei partenopei.