CASERTA – Applausi per la Sutor Montegraanro capace in due settimane di espugnare il campo della Virtus Bologna e poi infliggere il primo ko italico alla capolista Milano. Grande stagione questa per i marchigiani, così come quella dei vecchietti terribili di Varese. Ritorno al successo per Brindisi guidata da uno strepitoso White, risale la Pepsi. Crisi nera per Teramo che saluta Capobianco. Senza parole per la Lottomatica. Come al solito incostante nel suo rendimento.
10 – Fabi Montegranaro – La squadra di Pillastrini comincia a far capire di che pasta è fatta. Dopo aver espugnato Bologna, si prende lo sfizio di sgambettare la capolista Milano ancora imbattuta, stando sempre avanti con una prestazione di squadra di assoluto livello, e candidandosi a mina vagante del campionato. Guastafeste.
9 – James White – La Dinamo Sassari torna alla vittoria grazie al suo gioiello americano, che nella vittoria batticuore contro Brindisi sforna una prestazione record: 33 punti, 39 di valutazione e percentuali quasi perfette. Dinamite.
8 – EJ Rowland – Roma paga i soliti equivoci di mercato, soprattutto in cabina di regia; e piange due volte se a guidare Cremona nella brillante vittoria esteran c’è uno che nella nazionale bulgara è stato preferito a Jaaber, ovvero uno che sa coniugare regia, dinamismo e canestri. 18 punti e 2/3 da tre, ma anche la Virtus ha segnato due volte dall’arco… su 19! Bomba Non Bomba.
7 – Alex Righetti – I vecchietti terribili di Recalcati, in casa si trasformano, e ne fa le spese anche la Virtus Bologna. Stavolta MVP tra i padroni di casa e l’ex di turno col dente avvelenato, che scrive 21 con 5/8 da tre, alla faccia di chi lo scorso anno l’ha messo in naftalina tutto l’anno. Permaloso.
6 – Tim Bowers – La perenne sensazione è che Timmy possa fare molto di più, ma lo diremmo anche se segnasse 20 punti a partita. Le sue potenzialità sono spaventose, ma contro Cantù i segni di risveglio sono stati evidenti. Resta impressa la fotografia di una stoppata con rubata che sembra un insulto alle leggi di gravità. Power Bowers.
5 – Chevon Troutman – Passaggio a vuoto per uno degli americani più continui del nostro campionato (4 punti e 5 falli in 12’). Peccato, perché a Biella sarebbe bastato un Troutman appena sufficiente per passare. Invece Avellino si lecca le ferite per una classifica che non rispecchia il valore dei biancoverdi. Fermo un Giro.
4 – Armani Jeans Milano – Le attenuanti sono tante, così come le assenze; ma per la prima volta in campionato, contro la Sutor, Milano ha mostrato di essere a corto di fiato e di idee, nonostante un Jaaber in gran forma. Probabilmente solo un passaggio a vuoto, ma gli infortuni e l’Eurolega non aiutano a recuperare in fretta. Milano da Bere.
3 – Tabu/Green – I passaggi a vuoto della brillante Bennet di Trinchieri, passano spesso attraverso le prestazioni altalenanti della coppia di guardie canturine. A Caserta, in due, segnano 7 punti, con 2/11 ed un imbarazzante -7 in valutazione. Ed il resto della squadra affonda con loro. Mica Tanto Bennet.
2 – Morris Almond – Nella disfatta trevigiana di Pesaro non ha senso trovare un colpevole unico. Ma tra i peggiori in assoluto c’è l’ala di Dalton, e quando lui stecca di solito la Scavolini perde. Solo 3 punti, e -3 in valutazione per il giocatore che in America aveva il nickname “Scoring Machine”, macchina da punti. Ma stavolta la macchina si è inceppata. Carro Attrezzi.
1 – Tercas Teramo – L’esonero di Capobianco è l’ultimo di una serie di tentativi di smuovere le acque melmose in cui rischia di annegare la squadra del patron Antonetti. Squadra costruita male e gestita peggio, ma dubitiamo che Ramagli possa tirar fuori qualcosa di buono in una situazione di totale sbando. La sconfitta contro Siena ha i contorni di una disfatta senza condizioni, e la classifica si allunga inesorabilmente. Vittima Predestinata?
0 – Lottomatica Roma – Al contrario di Teramo, Roma i mezzi e gli uomini li ha, eccome. Ma anche contro Cremona in casa arriva una sconfitta tanto netta quanto imprevista. Siamo sicuri che Boniciolli abbia ancora in pungo la squadra, sia mentalmente che tecnicamente? Insomma, il solito equivoco più e più volte sottolineato in passato, che rischia di essere il tormentone di questa stagione, e adesso si è fermato pure Giachetti, uno dei pochi che la sua pagnotta di solito se la guadagna. Piove sul Bagnato.
