Pepsi, la rabbia di Caputo: lasciati soli da Provincia e imprenditori

CASERTA – Non è stata certamente una conferenza stampa monotona e piatta quella tenuta ieri da Caputo. Il presidente bianconero è un fiume in piena. Arrabiato con tutti. Tifosi, istituzioni, imprenditori. Salva solo la squadra ed i soci.

“I giornali scirvono che siamo responsabili del mal funzionamento del tabellone. Ma come si fa dire queste inesattezze? E’ la Provincia la responsabile di ciò. Noi subiamo la sua inefficienza. Non ho avuto alcuna telefonata dal presidente Zinzi, ho provato a parlare con il presidente del Coni De Simone per chiedere un aiuto, ma per adesso è tutto fermo, tutto tristeemnte fermo. Vogliamo restare al Palamaggiò se il ci si da la possibilità di avere una struttura all’altezza del cmapionato a cui partecipiamo”.

Come dar torto a Caputo. Il Palazzetto è in condizioni fatiscenti. Il parquet è oramai in coma irreverisbile. Questa settimana, durante un allenamento, Michelori ah rischiato grosso perchè gli si è rotto sotto i piedi. La società si è anche attivata per la sua totale sostituzione. Queste, sono però, spese molto onerose che sarebbe gisuto poter condividere con le istituzioni o imprenditori. Addirittura la Juve ha rischiato di non giocare una gara di campionato perchè mancava la luce. La Provincia non avrebbe pagato la bolletta.

“Mi sono scocciato di metetre pezze a lacune causate da altri- le laconiche parole di Caputo che poi riserva stilettate anche alla classe imprenditoriale cittadina – Questa provincia non può
permettersi un team in A vista la forza imprenditoriale, quindi vediamo di tenere vivo questo miracolo. Sono pronto anche a regalare la Juve se qualcuno si fa avanti”.

Lanciati i suoi dardi su imprenditori e classe politica, è stata, poi, la volta dei tifosi. “Per agevolare il pubblico, abbiamo pensato a mini abbonamenti, ma l’idea non è piaciuta agli abbonati. Qui abbiamo avuto un calo nei settori dove, notoriamente, va gente con un reddito basso, segnale chiaro di crisi. A queste persone abbiamo voluto dare delle facilitazioni nei mini abbonamenti. Se i vuol bene alla Juve, allora lo deve dimostrare, altrimenti può anche andare al cinema. Sono stanco di sentire sempre le stesse storie. Ora passiamo ai fatti. So chi ama la Juve, so chi è sempre stato presente al Palamaggiò».

Insomma parole dure, parole che sottindendono, però, la grinta di un presidente alla vigilia di un appuntamento importante per la sua squadra. Ci sono i play off da giocare, un esaltante cammino verso un sogno tricolore da assaporare quanto più a lungo possibile, le porte dell’Europa si sono aperte, affascinanti serate di basket ci attendono. La Juve è cresciuta. Con essa devono crescere tutti quelli che gli gravitano intorno.