CASERTA – Diciamo la verità , c’eravamo abituati troppo bene. Il non eccelso livello tecnico del torneo, l’ottimo avvio di stagione dei falchetti che aveva proiettato la formazione rossoblu ai vertici della classifica, esaltato l’ambiente, ci aveva indotto a credere di essere testimoni di un vero e proprio miracolo sportivo. La Casertana costruita con poche risorse, ma con grande passione protagonista di un esaltante torneo, magari anche con la possibilità di esser promossi in C2.
La realtà , invece, era ed è ben diversa. Oggettivamente ci sono squadre meglio attrezzate della Casertana, formazioni che giornata dopo giornata, trovato l’amalgama hanno cominciato a correre. Club che hanno investito cifre importanti per allestire i loro rooster e che era logico vedere a questo punto del torneo davanti ai falchetti.
Per la squadra di Feola ci eravamo illusi che l’entusiasmo, la passione dei tifosi, qualche indubbia ottima individualità , potessero essere sufficienti a colmare evidenti gap tecnici. Ci sbagliavamo. Oggi i falchetti sono in crisi evidente. Crisi tecnica, fisica e con un ambiente intorno a loro a dir poco fumantino.
Adesso bisogna riprendere in mano la realtà . Dimenticare la parola play off e cominciare a guardarsi le spalle. Nessun allarmismo, per carità . La Casertana se ritrova lo spirito ed il fiato di inizio stagione potrà salvarsi comodamente. In caso contrario si correrebbe il rischio di una pericolosa deriva che ha un unico risultato:la retrocessione.
Le polemiche innescate negli ultimi giorni, il tentativo di spodestare Feola, il silenzio stampa, ci hanno lasciato spesso interdetti. Che motivo c’è di fare così tanto rumore? Che motivo c’è di andare a rompere un giocattolo che si sapeva perfettamente stava andando oltre le aspettative? La rosa attuale della Casertana non è, a meno di piacevoli sorprese sportive, competitiva per ambire alla post season e men che meno alla promozione in C2. Per sperare di risalire la china servirebebro concreti rinforzi, altrimenti bisogna accontentarsi dell’obbiettivo iniziale:la tranquilla salvezza.
Serie D da difendere
Il patrimonio della D, va difeso con i denti.Per ora la zona rossa e sufficientemente lontana, ma occhi aperti. Certo, non si ancora tra i professionisti, ma esso garantisce il porto sicuro da dove costruire il futuro, il cantiere dove costruire il transatlantico rossoblu pronto a solcare l’oceano di ghiaccio per approdare nei caldi mari caraibici del calcio professionistico. Bisogna, però, remare tutti nella stessa direzione, evitare inutili equivoci e fare tutti, tecnico, giocatori, dirigenti un esame di coscienza per capire errori e ripartire con rinnovato entusiasmo
Giusta, per ora, la conferma di Feola
Bene ha fatto la dirigenza a confermare ancora Feola. Non conosciamo il rapporto che ha l’allenatore con i suoi giocatori, non sappiamo se qualcosa si è rotto tra lui e la squadra, ma francamente poco ci importa. Simpatie ed antipatie varie devono essere lasciate nello spogliatoio. In campo vale solo la maglia e al professionalità con la quale si onora.Feola ha fatto e sta facendo un buon lavoro, merita la conferma. Certo, s ele cose dovessero precipitare e la nave continuare ad affondare, allora sarà meglio ricorrere ai ripari individuando i colpevoli e mettendo i giusti ripari. Intanto è bene pensare a dei rinforzi. Si parla di Gargiulo, già di rossoblu vestito in passato e da diverse settimane presente agli allenamenti della squadra al Pinto.
La classifica
Neapolis 43, Pianura 40,Sant’ANtonio Abate 38, Forza e Coraggio 37, Francavila Pz e Casarano 35, Casertana 30, Angri 28, Matera 27, Pomigliano 25, Grottaglie 23, Bitonto 22, Turris 21,Ostuni 20, Ischia 18,Francavilla Br 15, Pisticci e Sibilla Bacoli 13, Ostuni 8.
