Pepsi, Montepaschi – Juve: il big match che non ti aspetti. Bianconeri alla caccia di un sogno

A Siena la Juvecaserta sfida la corazzata di Pianegiani; partita impossibile, ma sognare non costa nulla

CASERTA – Dopo aver cancellato in fretta la deludente sconfitta di Avellino, ed aver iniziato il 2010 con una vittoria netta contro Varese, il morale della truppa di coach Sacripanti è decisamente alto, e la trasferta di Siena, pur rimanendo una “mission impossible”, viene vissuta con la tranquillità di chi, oltre ad avere ben salda la convinzione nei propri mezzi, non ha nulla da perdere.

L’anticipo oggi a mezzogiorno

Tra il serio ed il faceto, si è detto che nessuna partita è impossibile, ed invocando la legge dei grandi numeri, sotto sotto qualcuno ha cominciato a sognare ad occhi aperti, aspettando l’anticipo televisivo del mezzogiorno su SkySport 2.

Certo, chi ha visto mercoledì la squadra di Pianigiani sbranare il Fenerbahce di Tanjevic con 45 punti di scarto, si sarà fatto un’idea di quanto cinica e insaziabile sia la corazzata senese. Basterebbero due flash ad inquadrare il match: il solito, incredibile, secondo quarto di Siena, con gli avversari (non certo una squadra di pivelli) che non riuscivano nemmeno a passarsi la palla per avvicinarsi a canestro, ed il timeout di Pianigiani ad un minuto dal termine, in cui chiedeva ai suoi di non buttare via la palla e di rimanere concentrati sui giochi.

Siena

Questa è Siena, una squadra che riesce a trovare motivazioni anche quando apparentemente non ce ne sono più, che non si concede pause mentali, che gioca ormai contro i propri limiti, per segnare nuove pagine di record, di imbattibilità, di guinness. Impossibile sperare che possa affrontare in campionato una partita col pensiero che tanto “una sconfitta che male fa”. Se la Montepaschi ragionasse così, diventerebbe improvvisamente una squadra normale, fatta di un cumulo di ottimi giocatori che non fanno necessariamente una grande squadra.

La partita di mercoledì era proprio lo specchio di un contrasto evidente; da un lato giocatori di provenienza spesso provinciale (Eze, Stonerook, Sato, Hawkins, McIntyre, gente che ha fatto gavetta in Italia) contro giocatori dagli stipendi gonfi, come Greer, Erden, Predzic, che però rendono molto meno della somma dei loro singoli talenti.

La lezione di Siena, dopo anni, non è stata ancora nemmeno lontanamente replicata, con le altre cosiddette grandi che fanno e disfano ogni anno, rincorrendo alchimie e quadrature tattiche che solo tempo, lavoro e pazienza possono dare.

Milano, Bologna, Roma

E quindi Milano, Roma, Bologna, osservano da molto lontano l’irraggiungibile schiacciasassi senese. Solo a livelli molto più bassi di ambizioni e budget si è cercato di costruire qualcosa attorno ad un nucleo di persone ed ad una filosofia di società e di squadra. E così si spiegano gli exploit di Teramo o Biella, solo apparentemente casuali, ma figli di programmazioni attente e senza fretta, anche se a livelli decisamente inferiori. Non a caso Teramo lo scorso anno fu l’unica a far soffrire la Montepaschi, perdendo solo al supplementare.

Forzatura

Non c’è necessità di presentare la sfida di domani sotto l’aspetto tecnico-tattico; sarebbe una forzatura, perché c’è solo un modo perché ci sia partita tra Montepaschi e Pepsi; che Siena non sia in vena realizzativa, e che ai bianconeri nel frattempo riesca davvero tutto.

Ma intanto sognare non costa nulla, e la soddisfazione di arrivare a Siena come seconda forza del campionato, e conquistare i titoli dei giornali come “big match” della giornata, sono già una vittoria conquistata prima ancora della palla a due. Mettere in campo la classe, e soprattutto la determinazione di Bowers e compagni, può rendere orgogliosi tutti noi, comunque andranno le cose, di meritare il rispetto che si concede a chi sta dimostrando di saper fare il proprio lavoro.