CASERTA – Marida Lombardo Pijola, ha presentato al circolo del tennis di Caserta il suo libro “L’età indecente”, la giornalista e scrittrice è stata presentata al pubblico composto soprattutto da giovanissimi, figli dei soci del sodalizio, dal presidente Massimo rossi e dal consigliere dott. Giuseppe Giunta.
Marida Lombardo Pijola giornalista del quotidiano capitolino “Il Messaggero” è una scrittrice di successo. Il suo primo libro pubblicato due anni fa, “Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa” è diventato un best seller, con “L’età indecente”, la scrittrice ripropone di nuovo la realtà complicata dell’adolescenza. Attraverso il racconto di una madre (Caterina) e del suo figliolo (Niccolò), mostra due percorsi separati: quello del figlio strafottente, che si aliena nella realtà virtuale, ostile e la madre, che convive con un marito ombra, una realtà familiare che grava solo sulle sue spalle e con la sua giovinezza che sta andando via. “L’età indecente” tratta anche di tematiche come bullismo, la droga che circola nelle scuole e tra gli adolescenti, il fenomeno “emo”, la scuola di oggi.
Marida Lombardo Pijola nel raccontare questo, dà ai genitori una chiave di lettura per capire i comportamenti dei figli. A fine incontro la scrittrice ha esaminato e risposto con piacere alle domande dei presenti.
Questo nuovo libro è una sorta di continuazione del primo?
“È una ricerca perché io non ho lezioni da dare a nessuno – ha spiegato Marida Lombardo Pijola -. Ho cercato di mettermi nei panni di una madre cinquantenne e in quelli di un ragazzino di 13 anni. Ho raccontato come gli sguardi e il linguaggio sono diversi, quello che ognuno dei due personaggi sanno dell’altro. Due vite parallele che scorrono contigue ma che non si incrociano mai. Il corto circuito comincia in famiglia”.
L’età indecente è il titolo ma non è indicativo di un periodo preciso.
“Indecente non è un giudizio, ma una metafora. Quella dei vizi di Niccolò di cui si serve per omologarsi al resto del gruppo come il bullismo, lo sballo e l’ossessione informatica. È un vuoto che vuole colmare. E soprattutto la difficoltà dei genitori che non gli danno un sicuro futuro, ma soprattutto la visione della società che non riesce a trasmettere ai ragazzi degli ideali o una scia da seguire. Sono abbandonati ai messaggi dei media e del mercato che tendono a creare modelli scadenti e trasgressivi.
Amore e valori le soluzioni di tutto?
“Nel “lieto inizio” del finale, che si manifesta nel discorso che fino ad allora non c’era stato, si vede il rispetto della madre nei confronti del figlio per comprenderlo al meglio e poterlo poi aiutare”.
