CASERTA – E’ rimasto solo Avellino a contendere il primato alla corazzata Siena. La formazione irpina ha centrato il poker superando nello socntro al vertice di domenica scorsa la Benetton Treviso. Roma, dopo la sconfitta del turno scorso ha ripreso a correre battendo Ferrara, delude ancora Montegranaro con Frates.
Ritorna grande Milano. La Pepsi? Ha maramaldeggiato su quella che dovrebbe essere una squadra di Lega A: la Martos Napoli. Nell’anticipo Sky di sabato attende la Scavolini: i bianconeri possono prendere il volo.
Il nostro pagellone
10 – Chevon Troutman – L’elegante lungo di Avellino sfoggia una prestazione a tutto tondo, sfiorando la tripla doppia (24 punti, 16 rimbalzi, 9 falli subiti) e porta i suoi ad un primato in classifica che nessuno avrebbe mai pronosticato. La Benetton è battuta nello scontro diretto ed oggi i lupi sono gli unici a tenere il passo della Montepaschi, lassù in alto. Destinazione MonteVergine.
9 – Romain Sato – L’ovvia tendenza a dar per scontato l’eccezionale, non deve farci dimenticare che Siena è un orologio svizzero, ma ha grandi individualità in grado di cantare da solisti quando serve. L’inizio di campionato dell’africano è stato strepitoso, e contro Milano Sato ha prodotto 25 punti quasi in silenzio, senza sbavature né forzature, con due soli errori al tiro, e canestri che puntualmente ricacciavano indietro gli infiniti tentativi di rimonta di Milano. C’è chi giura di avergli visto spuntare ali ed aureola mentre tornava negli spogliatoi del Forum. Sato Subito.
8 – Pietro Aradori – Due partite di rodaggio, e poi il talento bresciano è ripartito da dove ci aveva lasciato nella splendida cavalcata playoffs della scorsa stagione. Contro Cremona ne mette 27 (career High) ed è il faro dell’attacco biellese, che si ritrova nelle zone alte della classifica nonostante qualche infortunio di troppo, ed un Jones ancora discontinuo. Arad’oro.
7 – Pillastrini/Trinchieri – Se Milano si lecca le ferite nei bassifondi della classifica, c’è una Lombardia felice. Le due sorprese della giornata si chiamano Cantù e Varese, capaci di vincere netto nonostante assenze importanti (Cantù senza Jeffers e Lydeka, Varese senza Slay). Questo significa che c’è un progetto di gioco che va aldilà dei singoli, per cui chapeau ai due coach delle provinciali nobili del basket lombardo. Poveri ma Belli.
6 – Lottomatica Roma – Jaaber è di un’altra categoria, e con il reinserimento di De La Fuente (17 punti a Ferrara), Roma ricomincia a correre, dopo l’esaltante vittoria in Eurolega. Restano da sciogliere alcuni nodi, come il ruolo di Hutson (partito dalla panchina) ed il rendimento mediocre di Minard, ma la squadra di Gentile sembra aver superato i pericolosi sbandamenti delle prime settimane, e con una prova di concretezza e sostanza vince facile contro la Carife. LottoPratica.
5 – Yohann Sangarè – Il talento c’è ed il 3/3 dall’arco lo testimonia. Il francese ex Milano ha le carte in regola per diventare un faro dell’attacco estense, ma i dubbi di inizio stagione tornano d’attualità : è lui l’uomo giusto per il dopo-Collins? La confusione che regna nell’attacco del Club legittimano più di un dubbio, e la Carife, dopo una prima vittoria convincente, sembra in fase di pericolosa involuzione tattica. Con Sangarè in campo il plus/minus è stato di -26, ovvero, Ferrara gioca meglio quando Sangarè resta seduto in panca. Sopra la Panca la Carife Campa.
4 – Mike Hall – Si lamenta su Facebook, viene punito, poi reintegrato; fa intravedere lampi di classe contro Siena, ma con lui in campo, la quadratura del cerchio per Bucchi è lontana (plus/minus -17). Hall assomiglia a quegli oggetti di lusso, che però non sai mai dove mettere in una casa, e Bucchi non è un interior designer. Fiera del Mobile.
3 – Peppe Poeta – Se Teramo fatica, i motivi sono molteplici, a cominciare da scelte non azzeccatissime degli americani. Eppure, lo sforzo economico maggiore, Antonetti l’ha fatto per tenere i suoi gioielli italiani, per cui è giusto aspettarsi molto di più dei 7 punti (con 2/10) dal play di Battipaglia, che incidono parecchio nel condannare Teramo al primo stop casalingo. Poeta Senza Rime.
2 – Cartier Martin – Il progetto giovani della Benetton affascina ed entusiasma, ma per portare risultati anche a breve termine è necessario che gli americani facciano la loro parte. Martin sembrava il gioiello in grado di far fare il salto di qualità alla banda di ragazzini di Vitucci, ma ancora non abbiamo capito che tipo di giocatore sia, e soprattutto se è una pepita da sgrezzare o una patacca. Cartier d’Imitazione.
1 – Michael Hicks – Pesaro è ancora a secco di vittorie, e questo comincia ad essere un dato allarmante, anche perché l’ultimo schiaffo casalingo contro Cantù, è davvero senza scusanti. Nel processo di rifondazione di Vellucci, Hicks era l’unico punto fermo, ma finora è quello che più ha deluso, lontano parente del cannoniere della scorsa stagione. Per il panamense 7 punti, 3/10 ed un feeling con Green che non decolla; per coach Dalmonte c’è davvero tanto da lavorare. Punti Zero, Certezze Hicks.
0 – Sigma Montegranaro – il talento non manca di certo alla squadra di Frates, ma l’inizio balbettante desta preoccupazioni, anche perché il coach brianzolo nel dopo partita non riesce a darsi (e dare) spiegazioni, un po’ come succedeva spesso lo scorso anno a Caserta. Eppure la squadra sembra ben costruita, senza troppi equivoci di ruolo e leadership; risposte più convincenti dovranno arrivare, nelle parole e nei fatti. Sig(h)…Ma(h)…Boh!
