Napoli, il mea culpa di Marino:dopo 5 anni giusto andar via. Ho sbagliato e fatto anche ottime cose

NAPOLI – C’era molta attesa circa al conferenza stampa di commiato, oramai ex direttore generale degli azzurri. Il dirigente ha parlato a ruota libera, toccando vari punti e facendo anche quel mea culpa di cui tanto parlava De Laurentiis.
«Ho commesso degli errori com’è normale che faccia chi lavora tanto come me in questi 5 anni, ho però la coscienza a posto, sono sereno e orgoglioso di quanto fatto. De Laurentiis è e resterà per sempre un amico e lo ringrazio per la fiducia che mi ha dato in questi anni. Abbiamo rescisso consesualmente il nostro legame, ho rinunciato a 5 anni di contratto. L’affetto che mi lega ad Aurelio traspare dal comunicato che lui stesso ha dettato alla segretaria della società, pubblicato sul sito ufficio, ci sono stati attimi di commozione. Sono consapevole di essermi comportato in maniera dittatoriale ed antipatica, ma l’ho fatto perchè credo che il Napoli in questi anni avesse bisogno di un dirigente che si comportasse così, dato che rappresentavo l’unica figura societaria a causa dei continui spostamenti del presidente. Era giusto che mi facessi da parte in questo momento. De Laurentiis ha delle idee molto innovative per il Napoli, mentre io avrei potuto continuare a lavorare solamente come so e come ho fatto sempre nella mia carriera».

Parole chiare, astio zero, orgoglio per quanto fatto, difesa del proprio operato. Secondo Marino il rapporto tra lui e gli azzurri era oramai logoro.
«Avevo offerte importanti dall’estero, pensavo che il mio ciclo a Napoli dopo 5 anni si fosse concluso per questo volevo andar via già a maggio. Mi ero reso contro – continua l’ex dg – che ormai nessuno mi seguiva più, neanche i calciatori. Non esercitavo più il mio carisma su di loro, forse anche perchè i miei argomenti si erano esauriti. Forse è anche normale nel calcio che i cicli si chiudano e che gli stimoli col passare del tempo siano differenti. Ho commesso sempre da solo i miei errori, ma mai come quest’anno, per la prima volta, il mercato è stato fatto collegialmente insieme a De Laurentiis e Donadoni”.

Tetto ingaggi e diritti d’immagine

Tra le varie accuse mosse a Marino c’è quella riferita al tetto degli ingaggi ed ai diritti d’immagine. Materie delicate che vanno gestite bene altrimenti rischiano, come accaduto, di essere più dannose che altro per il gruppo.
“Potrei cercare un alibi in questo argomento ma sono stato io ad averlo preteso perché so cosa fare per tenere una società in salute. Si può spendere un po’ di più sui cartellini ma sugli stipendi c’è bisogno di avere dei tetti prestabiliti. Avevamo una squadra che mediamente guadagnava poco e non si poteva poi rapportare tutti allo stipendio di un nuovo arrivato. Io credo nei diritti d’immagine ma ci vuole una struttura che sappia sfruttarli perché noi col Napoli li avevamo ma non ne abbiamo mai fatto uso».

IL mercato

In estate si diceva che la campagna rafforzamento degli azzurri fosse stata super. Al primo cade di foglie autunnali arrivano i primi malumori.
La difesa di Marino
«Cigarini è stato voluto da Donadoni. Essendo bergamasco seguiva con attenzione l’Atalanta e così i primi calciatori che ci ha chiesto sono stati Cigarini e Floccari. Ma ritengo che il futuro del Napoli sia luminoso. In organico ci sono giocatori giovani come Hamsik, Lavezzi, Gargano e Santacroce che lasciano ben sperare oltre che Quagliarella e Campagnaro che sono giocatori importanti».