La Pepsi nel gruppone delle “mine vagantiâ€. Ancora in ritardo Napoli.
CASERTA – Entro la fine del mese tutte le squadre di serie a saranno tornate al lavoro (l’ultima è Napoli, che si raduna il 31), ma ormai i roster delle 16 protagoniste del prossimo campionato sono quasi completi.
Manca ancora, qua e là , qualche “x†da riempire, soprattutto tra gli extracomunitari, ma i tasselli ancora da riempire non dovrebbero mutare sostanzialmente i valori che sulla carta danno una prima idea della forza delle singole squadre.
Anche quest’anno “giochiamo†ad analizzare i roster provando ad immaginare gli obiettivi e le potenzialità delle magnifiche sedici, correndo il rischio concreto di essere smentiti dal campo appena si comincerà a fare sul serio. Quest’anno infatti, sono tantissimi i volti nuovi, le scommesse, il grado di rinnovamento di tante squadre; e, si sa, il mix per arrivare in alto non è la somma algebrica dei valori dei singoli giocatori.
Siena e le outsider
Se fare pronostici su 16 squadre è un esercizio decisamente complicato, è invece ancora una volta semplicissimo prevedere che Siena sia ancora nettamente la favorita per vincere, dominando, il quarto campionato di fila. La sensazione generale è che Siena può diventare battibile solo se nel suo ingranaggio qualcosa si rompe, ma questo ci sembra ancora improbabile oltre che non auspicabile per il bene del nostro basket in Europa.
Non a caso, ancora una volta, La Montepaschi è le squadra che ha cambiato di meno, sostituendo Kaukenas con Hawkins, Finley con Zisis e mantenendo sostanzialmente inalterato l’equilibrio tecnico-tattico. Strafavorita.
Nonostante gli sforzi, Milano sembra ancora lontana dal poter competere alla pari con Siena, ma indubbiamente si è mossa bene sul mercato, sacrificando Hawkins ma prendendo due lituani di spessore come Petravicius e Maciulis, e piazzando il colpo Mancinelli.
Finley dovrebbe risolvere l’enorme equivoco playmaker della Armani della scorsa stagione, ma la gestione dei casi Vitali e Bulleri sembrano dare l’impressione che Milano si muova ancora senza una idea precisa del proprio futuro, tentando ,stagione dopo stagione, di trovare sul campo una quadratura ideale. Nonostante ciò, ci sentiamo di mettere la squadra di Bucchi in pole position tra le outsider.
L’altra grande metropolitana, la Virtus Roma del delusissimo Toti, si è mossa con ampio anticipo sul mercato, scegliendo un profilo decisamente più basso rispetto alla scorsa stagione, e dopo l’addio controverso a Bodiroga, a Gentile viene consegnata una squadra pensata più per il campionato che per l’Europa, con giocatori di ottimo livello presi dal nostro campionato (Minard, Tourè, Crosariol) e la conferma di buona parte del roster dello scorso anno, ad eccezione (guarda caso) dei tre colpi internazionali della gestione Bodiroga (Brezec, Becirovic, Jennings).
Insomma, una squadra piuttosto concreta, a cui manca però ancora qualcosa per spiccare il volo, nonostante ci si aspetti molto dall’ex Real Madrid Winston. Un filo dietro Milano e un gradino sopra le altre.
Quelle che sognano
Dietro queste tre squadre, l’equilibrio e l’incertezza sono totali, e anche quest’anno si potrebbero ripetere la storia dell’anno scorso (Biella e Teramo) o di due stagioni fa (Avellino e Montegranaro). Fare pronostici sulla scala di valori diventa sempre più complicato, ma è interessante vedere come le società abbiano scelto di muoversi sul mercato.
La Benetton Treviso prosegue sul suo progetto di rinnovamento e valorizzazione che la fa, da sempre, la squadra ideale per talenti che vogliono avere il trampolino ideale per la propria carriera. Si attende la consacrazione di giocatori come Renzi, la crescita dei vari Sandri, Rullo e Gentile, e si è puntato tanto sul talento purissimo di Motejunas. Lo zoccolo duro è costituito da Nicevic, Wallace e Neal, la scommessa si chiama Hackett, ma la squadra è decisamente accattivante per quanto acerba. Da primi quattro posti.
La Virtus Bologna orfana di derby ha vissuto un’estate fatta di incertezze e “tanto rumore per nullaâ€, che ne hanno di fatto rallentato il mercato, ancora in pieno divenire, con la querelle Sharrod Ford che si trascina ormai da mesi.
Ma intanto sono arrivati pezzi da 90 come Collins, Maggioli, Moss e Hurd, e le conferme di Koponen, Blizzard e Vukcevic valgono tantissimo. Lardo è una sicurezza, e la Virtus del nuovo corso rischia di recuperare in fretta il tempo e la credibilità perdute. Da Eurolega, se Sabatini resta tranquillo.
Teramo si trova di fronte ad una stagione difficilissima. Lo scorso anno l’avevamo pronosticata come potenziale sorpresa, e ci avevamo azzeccato, ma conoscendo Capobianco il pronostico non era così difficile. Capobianco è rimasto, e sono rimasti Poeta ed Amoroso; ma il resto è tutto da ricreare, e non siamo convinti che Diener, Jones e Thomas possano far dimenticare in fretta gente come Moss, Brown e Carroll. E poi c’è il peso di un’annata magnifica, e ripetersi è sempre difficilissimo. Da playoffs, ma guai a perdere l’umiltà .
Stesso discorso si potrebbe fare per Biella, che riparte dallo stesso allenatore, e da conferme importanti come Aradori, Smith e Garri. Ma trovare i nuovi Jerebko e Gist non è semplice, e anche Brunner è partito. I piemontesi si affidano all’usato sicuro (Pasco, Achara, Soragna) e piazzano il colpaccio Fred Jones al posto del deludente Gaines. La squadra indubbiamente c’è, ma il rischio di abituarsi all’alta quota può dare vertigini, e l’Europa è una distrazione che si può pagare. Vedi Teramo.
Le mine vaganti
Tante altre squadre potrebbero ambire a ripetere gli exploit di Teramo e Biella, e tra queste ci sono Pesaro, Cantù e Montegranaro, squadre ambiziose che si sono mosse con intelligenza sul mercato, cambiando parecchio, e perciò difficili da valutare finchè non si andrà sul parquet.
Pesaro ha scelto la politica del basso profilo, rinunciando a contratti onerosi e puntando a rivitalizzare giocatori in cerca di riscatto, come l’intrigante coppia Green-Williams che ha fatto sognare Avellino due anni fa. Sakota è un ottimo prospetto, e Hicks è la certezza, mentre Dalmonte vuole rilanciarsi dopo l’annata così così di Cantù. Da playoffs ma molto dipende da Marques Green.
Cantù ha, come al solito, cambiato pelle, mantenendo un approccio multinazionale, con le sole conferme di Giovacchini e Lydeka. Gli americani sembrano azzeccati; Green non è un fuoriclasse ma ha spessore, Leunen può essere una sorpresa del campionato e Jeffers ha gran talento, se la Summer League non è una grande bufala. In più ci sono Markoishvili, Ortner e l’esperto Mian a completare una Babele intrigante guidata dalla scommessa Trinchieri. Incognita, ma con talento da vendere.
Montegranaro è tra le squadre che meglio si è mossa sul mercato in relazione al proprio budget. Se la scelta di Frates in panchina può far storcere il naso a molti casertani, gli acquisti di Brunner, Antonutti, Maestranzi, Cinciarini, e la conferma di Ivanov, danno idea di una squadra dalle prospettive molto chiare, e se aggiungiamo il talento del giovane Shengelia, l’esperienza di Marquinhos e Lechtaler, possiamo dire che Frates ha in mano una squadra col giusto mix di talento, esperienza e spirito di sacrificio, in cui le incognite sono forse proprio gli americani Hite e Ongenaet. Da playoffs, se l’allenatore ci crede.
Caserta tra prudenza ed ambizione
Tutte le altre squadre hanno in testa un solo obiettivo: la salvezza. C’è chi lo pone come obiettivo, ma non disdegna di guardare altrove (Caserta, Ferrara), chi non pensa ad altro (le neopromosse ed Avellino) e chi ad oggi la vede come un sogno proibito (Napoli o Rieti che dir si voglia).
Abbiamo messo la Pepsi Caserta in questo gruppo non per scaramanzia, quanto per la convinzione che la salvezza deve essere il filo conduttore di un campionato che solo in corso d’opera possa permettere distrazioni o voli pindarici. La squadra costruita da Caputo, Sacripanti e Coldebella è indubbiamente una squadra fatta con estrema intelligenza, piena di giocatori che possono giocare in più ruoli, e quindi piuttosto duttile sotto l’aspetto tattico.
Una squadra fatta per divertire, che può giocare a viso aperto, e le storie di Biella e Teramo (o la fantastica Avellino di Boniciolli) dimostrano che spesso divertendosi e col bel gioco vengono anche le vittorie. Gli ingredienti quindi ci sono, ma le incognite sono tante. Oltre alle preziosissime conferme di Di Bella e Michelori, infatti, ci sono tantissimi volti nuovi per questo campionato, e, fatta eccezione per Jumaine Jones, gli altri nuovi acquisti sono esordienti in Italia, anche se tutti (e questo conta parecchio) con esperienze in Europa.
Il più atteso dai tifosi è Jones, ed anche se l’ultima tribolata annata in Ucraina ne ha abbassato notevolmente le quotazioni, l’ex Napoli resta una potenziale stella assoluta di questo campionato. Bowers ed Ere hanno punti nelle mani, e Kavaliauskas ha le carte in regola per diventare uno che fa la differenza. La scelta di Sacripanti in panchina è una garanzia, e i tifosi aspettano soltanto di divertirsi di più e soffrire di meno. Prima la salvezza, poi si vedrà .
Chi lotta per la salvezza
Ferrara si riaffida a Valli, conferma buona parte dell’organico e piazza due bei colpi extracomunitari come Grundy e Jackson, entrambi con ottimo potenziale offensivo. Sangarè è la grande scommessa per provare a dimenticare Collins, anche se il francese ex Milano ha caratteristiche totalmente diverse.
Come al solito Valli si è cucito attorno una squadra molto solida, che può centrare la salvezza senza grossi patemi, ma a cui manca forse qualcosa per poter ambire a qualcosa di più. Salvezza come obiettivo minimo.
Avellino si trova ad affrontare la prossima stagione con budget ed ambizioni ridotte dopo l’ubriacatura di due anni fa e le scottanti delusioni (e le spese onerose) della scorsa stagione.
Si riparte da Pancotto ,e da una squadra totalmente rinnovata, in cui spiccano Dee Brown e i talentuosi Szewczik e Akyol. In attesa di firmare il terzo americano (una guardia) il giudizio sugli irpini resta sospeso, ma l’impressione è che la squadra non possa puntare molto in alto. Salvarsi con un occhio al bilancio.
Varese torna in A dopo una sola stagione di purgatorio, e si affida ancora ai suoi uomini di esperienza, ovvero Childress e Galanda. Alla corte di Pillastrini arrivano anche Ron Slay e Jobey Thomas, due garanzie a questo livello, mentre le conferme di Cotani, Passera e Martinoni dovrebbero garantire alla Cimberio quel dinamismo che francamente il quintetto non sembra avere.
E’ questo forse l’handicap maggiore di una squadra a cui non mancano classe ed esperienza, ma questo campionato è lungo e logorante, si sa. Salvarsi e poi rinnovarsi.
Cremona, dopo una promozione abbastanza a sorpresa, ha fatto le cose in grande, a cominciare dalla conferma di Cioppi al timone. La fusione con l’altra squadra del capoluogo (la Juvi) ha dato solidità al gruppo Triboldi, che si è mossa sul mercato con spavalderia ed ambizione, ed il colpaccio Earl Rowland (passaporto comunitario) ne è la dimostrazione.
Ma il vero colpo è Brandon Brown, che con Forbes ed il confermatissimo Bell, forma il terzetto di extracomunitari, a cui si aggiungono le conferme preziose di Cusin, Aguiar e Formenti, e gli acquisti interessanti di Piazza, Sklavos e Valenti. Insomma, una squadra da potenziale superiore alle dirette avversarie per la salvezza, ma c’è da fare i conti con l’inesperienza di molti a questo livello. Ambiziosa senza nasconderlo.
L’incognita Napoli
L’ultima riflessione la lasciamo all’ibrido Napoli-Rieti, la cui storia infinita la conosciamo ormai tutti. Alla fine, qualcosa si è mosso, a cominciare dalla panchina affidata a Franco Marcelletti, ma la sensazione è che, nonostante gli obiettivi di Papalia, il turbolento passaggio da Rieti a Napoli non abbia garantito quelle entrate economiche che servono ad allestire una squadra di livello.
In attesa di uno sponsor, arrivano alcuni giocatori interessanti (Allred, JR Reynolds, Oglesby) ma per raggiungere la salvezza serve ben altro, e si parte con 4 punti di penalizzazione. Siamo convinti che il prof Marcelletti saprà allestire il classico quintetto da battaglia, ma per la salvezza servirebbe davvero un’impresa, e Papalia non può sperare nella ripetizione dei miracoli. Sopravvivere, intanto.
