Eldo, lo scontro con la Carife Ferrara minuto per minuto

Prova senza sbavature per Diaz e soci contro la Carife al Palamaggiò

CASERTA – Poteva e doveva essere una partita equilibrata, come si conviene ad uno scontro diretto, contro una rivale che arrivava al Palamaggiò sull’onda lunga di un successo convincente ed una serie di ottime prestazioni.

La partita

Pochi avrebbero scommesso che sarebbe stata una partita a senso unico, anche se le ultime uscite casalinghe della Eldo Juve Caserta lasciavano ben sperare i soliti 5000 presenti a Pezza delle Noci.E invece Ferrara non ha potuto opporre una gran resistenza ad una Juve determinata, concentrata e pratica, oltre che bella per molti tratti di gara.

La mission

Si sapeva che la “mission” dei ragazzi di Frates era spezzare l’asse play-pivot che spesso fa le fortune della squadra di Valli; ma era più facile prevedere una gabbia su Jamison, tra l’altro dato in condizioni precarie di forma. Ed invece ad essere tenuti a margine del gioco sono stati proprio Collins e Ray, su cui Diaz e Di Bella hanno fatto un gran lavoro difensivo, concedendo loro penetrazioni ma senza mai lasciare tiri facili dall’arco o in uscita dai blocchi.

Il risultato è stato un primo tempo fatto di forzature dei due spauracchi estensi, pur concedendo ovviamente qualche scarico per Jamison, eccellente fin quando ha retto (10 punti nel primo tempo) e per il suo sorprendente sostituto, il veterano Rizzo capace di 3 canestri che lo hanno riportato indietro negli anni e nei ricordi.

Il prezzo

Ma il prezzo pagato dalla difesa Eldo è stato il male minore, se all’intervallo Ray e Collins viaggiavano con un deprimente 2/14 al tiro (e 7 punti in due!), mentre la Juve trovava uno Slay subito in partita, un Diaz chirurgico e senza sbavature, e soprattutto un monumentale Larranaga, capace di 16 punti con 4 bombe e senza errori. Il risultato di un match in cui i casertani hanno allungato subito, tenendo ogni tentativo di rimonta avversario (23-15 alla prima sirena, 40-31 all’intervallo)

I quarti

Ma dopo il riposo lungo era lecito aspettarsi una Carife più aggressiva, e soprattutto una reazione di Collins e Ray. Reazione che c’è stata subito, e che ha portato Ferrara fino al meno 6, proprio grazie ai canestri delle due guardie, e di un rientrante Jamison. Ma a togliere le castagne dal fuoco ci pensavano prima Foster, che rompeva il ghiaccio con una bomba dopo un primo tempo anonimo, poi Diaz, fino allo show di Slay, che metteva 3 bombe di fila per un 5 su 5 dall’arco devastante per gli avversari.

Il terzo quarto

Il terzo quarto è stato spettacolare, con canestri a raffica sui due fronti, fino alla zona ordinata da Frates, che, come spesso accade, pur aprendo maggiori spazi di tiro, toglie ritmo e fluidità all’attacco avversario. E’ contro la zona che si sono arenate le ultime speranze di Ferrara, mentre la Juve scappava anche grazie ad un ritrovato Foster, presente sui due lati del campo. Il 72-51 dell’ultimo break evidenzia i 32 punti in un quarto di una Eldo straripante, intensa in difesa ed infallibile in attacco, con tutti i suoi attori capaci di segnare, in un gioco che è sempre meno Diaz-dipendente (per il portoricano solo 13 tiri in 31 minuti) e quindi sempre meno prevedibile da arginare.

Valli out

Per Ferrara invece, ancora una volta è mancato un coniglio che uscisse dal cilindro della panchina, e questo dato si fa preoccupante per Valli, il quale oltretutto ha avuto un apporto minimo da Ebi, menomato da un infortunio alla mano nei primi minuti. Se Farabello, Zanelli e Sacchetti non fanno il salto di qualità che ci si aspetta da ragazzi talentuosi come loro, per la Carife c’è da soffrire fino in fondo.

L’ultimo quarto è un lunghissimo garbage time in cui Valli dimostra ben presto di aver mollato la presa, con Jamison che resta in panca a far riposare le sue caviglie malandate, e le seconde linee messe ben presto sul parquet. Il punteggio finale (84-66) rispecchia abbastanza fedelmente ciò che si è visto nei 40 minuti di gioco.

Le note positive

Per la Eldo le note positive arrivano da più fronti; da un ritrovato Michelori al solito commovente Frosini, passando per Di Bella e Foster, positivi nonostante gli errori al tiro. Ma tornano ad essere protagonisti principali Slay e Diaz, i nostri due leader dell’attacco, che hanno giocato senza commettere grosse sbavature, e questo è un bel segnale dopo le bacchettate di Frates della scorsa settimana. Per Larranaga parlano i numeri, mentre il solo Darby è apparso indietro anche rispetto al match d’esordio.

Cosa resta

Resta la sonante vittoria contro una Carife che aveva fatto penare chiunque nel girone di ritorno, e adesso la classifica comincia davvero a sorridere ai ragazzi del presidente Caputo, che possono giocarsi la salvezza nei prossimi incontri casalinghi, tutti alla portata dei bianconeri.

I giorni lontani

Sembrano lontanissimi i giorni delle contestazioni e delle imbarazzanti prove di qualche settimana fa; evidentemente le perentorie decisioni del presidente Caputo hanno dato il segnale sperato: la società ha le idee chiare sul proprio futuro, o si rema tutti dalla stessa parte o è meglio separarsi.

Adesso lo sguardo alla classifica è rivolto sia al basso che in alto, ma sappiamo quanto pericoloso può essere distrarsi, soprattutto per una squadra che ha dimostrato purtroppo di subire dei cali di tensione durante la stagione.

Classifica corta

La classifica è cortissima, e la Eldo oggi è in bilico tra chi sogna e chi trema, ma con calendario, scontri diretti e stato di forma che autorizzano all’ottimismo, se è vero come è vero che la penultima piazza è lontana 6 punti, mentre l’ultimo posto per i playoffs è a soli due punti.Si può affermare che per la salvezza a questo punto ci basta non commettere passi falsi al Palamaggiò, mentre forse da Udine potrebbe passare addirittura un treno playoffs assolutamente insperato fino a ieri.

Godiamocelo

Come ha detto Frates nel dopopartita, “questo è il campionato più bello ed equilibrato degli ultimi anni”. E allora, godiamocelo fino in fondo.