Vittoria importante in una atmosfera particolare. Palamaggiò spaccato
CASERTA – Una vittoria che è ossigeno puro per la classifica ed il morale della Eldo dopo una settimana lunghissima, amara e piena di veleni, su cui da domani sarebbe auspicabile mettere definitivamente una pietra sopra.
Atmosfera strana
Si respira un’atmosfera strana già dall’ingresso delle squadre in campo, con l’applauso a Frates di buona parte delle tribune, a cui si contrappone lo striscione della curva “Frates vatteneâ€, mentre in tribuna lo striscione è contro Betti. Curva e tribune si beccano e si fischiano a vicenda, mentre la partita comincia contratta e nervosa come previsto.
Si lascia coinvolgere anche la Benetton, che parte sparacchiando con pessime percentuali, mentre la Eldo, dopo i primi minuti di tensione, comincia a trovare scarichi sotto canestro. I primi punti casertani sono tutti di Slay e Michelori, che caricano di falli sia Wallace che Nicevic, e mettono il match sui binari desiderati fin dalle prime battute.
Non è esaltante
Non è una partita esaltante, ma le buone notizie per la Eldo vengono dall’approccio mentale della squadra, che gioca un basket disciplinato e pulito, anche se non spumeggiante. Pur sbagliando molto dall’arco (2 su 13 nel primo tempo) la Juve trova canestri da sotto, e va in lunetta il doppio degli avversari, che nel frattempo continuano a litigare col canestro. Inoltre la squadra dimostra di poter essere competitiva anche senza l’apporto di Diaz (solo due punti all’intervallo).
Neal
Lo spauracchio Neal è tenuto a bada molto bene da Foster, tanto che Mahmuti gli preferisce per lunghi tratti Lorbek. Lo stesso Foster, dopo un inizio titubante, si sblocca in attacco con una schiacciata d’autore ed un canestro più fallo in transizione.
E’ in difesa che, come al solito, arrivano le soddisfazioni migliori per tecnico e tifosi, con Wallace e Nicevic ben controllati, e la marcatura su Neal che toglie riferimenti all’attacco di Mahmuti. Sale così in cattedra Soragna, a cui un Diaz non al 100% concede centimetri e fisico. Il nazionale è il miglior marcatore dei suoi nel primo tempo, sfruttando spesso i tagli sotto canestro ed il miss match col portoricano.
La gara
Ma la gara resta in controllo Eldo, che chiude sul 38-30 il primo tempo, e nella ripresa arriva al massimo vantaggio (46-32) quando finalmente anche il tiro da tre comincia ad entrare (Slay e Jenkins). Ci pensa Wallace a riportare sotto i suoi, con sette punti di seguito, ed una presenza sempre più ingombrante sotto le plance.
Ma la Benetton non riuscirà più a riportarsi sotto, anche perché la Eldo gioca di squadra, con Frosini e Michelori positivissimi, uno Slay ispirato ed immarcabile sotto canestro, ma anche con il buon contributo di Jenkins in attacco e Foster in difesa. Quando poi nel finale si sveglia anche Diaz, la vittoria sembra cosa fatta, salvo qualche brivido finale, in cui un paio di errori portano di nuovo sotto la Benetton.
E’ importante sottolineare il 6 su 6 finale dalla lunetta mentre i biancoverdi cercavano il fallo sistematico, a dimostrazione di una tenuta mentale confortante nel momento sicuramente più difficile del campionato bianconero.
Come finisce
Finisce 77 – 73, con Slay a chiedere sotto la curva dell’Inferno quell’incitamento che è mancato per tutta la partita, e che arriva sotto forma di applausi da parte di tutto il Palamaggiò.
Non si può dire che questa partita abbia scacciato dubbi sui limiti tecnici della Eldo, che quando vince, lo fa soprattutto col cuore, Questa squadra continua a giocare un basket poco efficace contro le difese schierate, con poche uscite dai blocchi che penalizzano soprattutto i tiratori puri come Larranaga e Foster, mentre il gioco in transizione (che sarebbe nelle corde di una squadra veloce e piccola come la nostra) viene sfruttato molto di rado.
I giocatori e Frates
Ma che i giocatori di Frates hanno carattere lo dimostra il modo in cui hanno portato a casa una vittoria in un ambiente che poteva diventare un boomerang in caso di cali di tensione o di rendimento, e questo è un aspetto che non va sottovalutato soprattutto in vista di sfide sempre più drammatiche in cui ci si giocherà una fetta di salvezza.
Fa piacere anche per Foster, che sembrava il più fragile psicologicamente, ed il più scosso da ciò che è succeso; ed invece il rookie di Vanderbilt, al di là del primo tiraccio della partita, ha giocato con buona personalità , mettendo tiri importanti pur restando spesso ai margini dei giochi d’attacco, e difendendo molto bene su Neal.
La Benetton ci ha messo del suo, giocando il suo basket timido da trasferta, aiutando la Eldo a portare a casa una vittoria che quantomeno rasserena l’ambiente in vista di un riposo che può essere sfruttato per ritrovare le giuste sensazioni col pallone, e per provare a sfruttare un calendario che potrebbe aiutarci nella sua fase centrale.
Adesso, consapevoli che Frates e Betti, ovvero i principali bersagli delle critiche, stanno lavorando con professionalità , e soprattutto senza avere la squadra contro, occorre ritrovare unità anche tra i tifosi, perché questa vittoria conferma che la squadra, se gioca come sa, può centrare tranquillamente l’obiettivo salvezza.
