Eldo, la trasferta a Cantù contro la Ngc deve dare risposte importanti

 

Partita difficile contro la NGC che all’andata stravinse al Palamaggiò

CASERTA – Era la stagione 84/85, il basket in tv era ancora un evento raro, ed a raccontarlo c’era ancora il mitico Aldo Giordani, la “voce” del basket dei decenni passati. La Indesit Caserta faceva già le prove da grande, e Cantù era una delle squadre storiche del quadrilatero del basket (Milano, Varese, Cantù, Bologna).

La diretta del turno infrasettimanale di basket prevedeva solo il secondo tempo, e a Cantù nessuno si sarebbe aspettato di vedere la piccola squadra del Sud mettere in difficoltà la allora Jolly Colombani allenata da Recalcati. E soprattutto, sembrava senza storia il confronto tra Marzorati ed il ragazzino Nando Gentile, che all’epoca aveva 17 anni.

La Indesit Caserta

Ma a guidare la Indesit Caserta c’era quel genio di Tanjevic, che come tutti i grandi geni aveva un seme di follia nel suo Dna, che gli consentì di affidare senza paura e con grande incoscienza, la cabina di regia ad un ragazzino, contro il più grande play italiano di sempre. Vincemmo 97-88, e ricordo ancora le parole di Giordani, prima incredulo, poi letteralmente estasiato dall’autorità con cui Gentile tenne testa a Marzorati, in quella che fu la sua prima grande partita da protagonista in serie A.

Ricordi lontani, di un’altra era, ma che fa piacere rispolverare alla vigilia di una sfida che vede due piazze storiche che dopo anni gloriosissimi tornano a recitare la parte delle nobili provinciali, non senza ambizioni in questo campionato.

Cantù

E’ indubbiamente messa meglio Cantù, che ha esperienza, una società solida, e una squadra costruita per centrare i playoffs. La Eldo è invece una neopromossa che può togliersi grandi soddisfazioni se non perde l’umiltà di chi deve pensare soprattutto a salvarsi.

All’andata non ci fu storia, e fu la prima grande delusione bianconera dopo lo storico ritorno in A; adesso Michelori e compagni devono dimostrare i progressi visti per buona parte del match contro Roma, e provare a dare una svolta al 2009, anno fin qui avaro di soddisfazioni per il team del presidente Caputo.

Aspetti tattici

Gli aspetti tattici di questa partita sono tanti, tra due squadre costruite in maniera abbastanza simile, senza veri e propri pivot di ruolo, ma che amano giocare in maniera diversa, con Cantù che prova ad aprire il campo in velocità e ad alzare il ritmo, e Caserta che basa la sua forza sulla difesa, col controllo del ritmo e l’attacco alla difesa schierata.

Lottomatica e scivoloni

Entrambe le squadre sono reduci da due sconfitte, abbastanza prevedibili, con in comune lo scivolone interno contro la Lottomatica di quel Nando Gentile che sta ripercorrendo da coach le tappe che abbiamo raccontato in introduzione.

Coach Dalmonte vuole risposte dalla squadra, in un trittico di partite che deve disegnare il vero ruolo della NGC in questo campionato. Ma tante risposte le aspetta anche Frates (ex di lusso) dai suoi giocatori, ma ancor di più le attende la piazza, oggi molto meno tranquilla rispetto a qualche settimana fa.

I dubbi Eldo

I dubbi in casa Eldo riguardano il rendimento di giocatori fondamentali, come Foster e Jenkins, ma anche Michelori e Larranaga; e sono dubbi che riguardano sia l’aspetto puramente tecnico che l’utilizzo che coach Frates fa dei suoi giocatori.

Il rendimento di Jenkins e Foster, ad esempio, sembra risentire del coinvolgimento nei giochi d’attacco, e soprattutto il rookie sembra a volte un corpo estraneo alla squadra, relegato spesso nei giochi d’attacco a coprire il lato debole per essere innescato solo quando si riesce a ribaltare il lato. Ma è difficile (per usare un eufemismo) dare palla a Foster con continuità, quando in campo ci sono Diaz, Slay e lo stesso Jenkins.

Siamo convinti che il rendimento dei singoli si influenzi a catena, e quando le cose non vanno, nessuno dei giocatori riesce a dare un contributo individuale importante; ci riferiamo al tiro da tre, che è diventato il vero problema Eldo delle ultime settimane. Se non entrano i tiri dall’arco, non si aprono le difese, non si trovano scarichi adeguati, non si aprono spazi in post per Slay e Michelori, e così via.

Brkic

Contro Cantù, la Eldo dovrà dimostrare di aver ritrovato innanzitutto confidenza e convinzione nei propri mezzi, e l’aspetto mentale è imprescindibile a questi livelli. E Frates dovrà ritrovare la squadra, dando di nuovo fiducia a Brkic, per evitare il rischio che una panchina già non troppo lunga, diventi cortissima, penalizzando così rotazioni e togliendo energie preziose per i minuti finali degli incontri.

Non è certo Cantù l’avversario migliore per provare a riemergere dal torpore, ma il calendario è quello che è, per cui occorre provarci sempre e contro chiunque, perché questo campionato insegna che, fatta salva Siena, nessuno è imbattibile.

La sfida dell’andata

All’andata Elder e Rich fecero polpettine delle nostre guardie, in attacco e in difesa, con un gioco aggressivo soprattutto su Diaz. Il confronto tra Pinkney e Slay fu vinto dal lungo ex Biella, mentre Tourè fece da asso pigliatutto, giocando la sua miglior partita dell’anno.

Le chiavi del match saranno probabilmente le stesse, ma è fuori discussione che la Eldo non può prescindere dal miglior Diaz, quello visto purtroppo solo per un tempo contro Roma. Per una serie di combinazioni negative, dal suo rientro non abbiamo quasi mai visto un Diaz al 100%.

Dalla sua esclusione per falli contro Siena, all’infortunio alla caviglia di Avellino, al mal di pancia contro Roma, Diaz ha giocato per intero (e maluccio) solo la partita di Rieti. Domani al Pianella Guillermo avrà il compito di prendere in mano la squadra, provando però ad innescare anche i compagni, perché l’ “uno contro tutti” in cui spesso incappiamo in attacco non porta quasi mai i risultati sperati.

Dalla sua, la Eldo ha la leggerezza psicologica di chi non è costretta a vincere, e le telecamere Sky, che di solito pescano la Juve migliore, quella che lotta alla morte, e spesso vince.

Ma per provare l’impresa in Brianza, occorre cattiveria e convinzione, quella convinzione che telecomanda i tiri verso il canestro, e trasmette fiducia a tutta la squadra. Segnando con buone percentuali dal campo si limita la propensione di Cantù a giocare in campo aperto, con rapide transizioni che nascono dai rimbalzi; molto più complicato farlo quando devi raccogliere palla dalla retina e rimettere dal fondo.

A Caserta

A Caserta qualcuno comincia ad avere il muso, a chiedere alla società di intervenire sul mercato, cosa che altre concorrenti stanno facendo. Noi restiamo convintissimi che questa squadra ha ampie possibilità di salvarsi, e prima di ricorrere ad un mercato non certo abbondante, e pieno di rischi ed insidie, sarebbe salutare provare a recuperare giocatori che, per un motivo od un altro, non hanno reso al meglio in questa prima metà del campionato.

Superbasket ha pubblicato questa settimana un bell’articolo su Shan Foster, che in parte spiega la mancata esplosione di uno dei giovani più attesi del campionato, ma che contribuisce a confermare che la scelta fatta in Estate da Betti era più che raccomandabile. In Foster ci crediamo ancora, e se anche lo staff tecnico dimostrerà di avere fiducia in lui, magari il vero rinforzo del roster può essere proprio Sugar.