Avellino in festa, Jamison giganteggia; la peggiore Eldo della stagione.
10 – Il pubblico di Air-Eldo – Uno spettacolo di pubblico perfetto al Paladelmauro, una festa di sport di grande calore ed altrettanta correttezza. I rapporti tra Ercolino e Caputo sono da sempre ottimi, ed il loro giro di campo nel prepartita ha fatto il pieno di applausi; peccato che scene del genere siano ancora eccezioni e non regole. Poi in campo il 10 lo ha meritato solo Avellino, ma questa è un’altra storia. Ercolino sempre in piedi.
9 – Harold Jamison – Il suo contributo a Ferrara non è stato sempre eccellente, ma nella preziosissima vittoria contro la Premiata, il gigante di Valli ha spadroneggiato con numeri da urlo. 26 punti, 15 rimbalzi, 38 di valutazione, ed ora arriva anche Allan Ray ad alzare il potenziale della Carife. Anno nuovo vita nuova.
8 – Bobby Dixon – Doveva essere un gettonaro in grado di far dimenticare l’infortunio di Wood, e poi farsi da parte. E’ diventato leader silenzioso ma concreto della squadra veneta, che festeggia così l’ingresso nelle final eight come testa di serie proprio a danno della Virtus Bologna (per Dixon 18 punti 5 assist e 6 recuperi). Adesso come adesso Mahmuti sembra dare piena fiducia al play di Chicago, e Wood si accomoda in tribuna. Solo Bobby.
7 – Lottomatica Roma – La striscia vincente di Gentile continua, e siamo a sei vittorie di fila; ma l’ultima arrivata a Cantù metteva due squadre in striscia vincente ed in gran forma. La vittoria esterna in Brianza consegna ufficialmente l’unica rivale credibile di una Montepaschi tuttora di un altro pianeta. Guanto di sfida.
6– Solsonica Rieti – Limiti ne hanno eccome, i ragazzi di Lardo. Ma le partite alla loro portata, in casa, le vincono quasi sempre. Anche Udine cade al PalaSojourner, ed è un altro piccolo ma importante tassello per costruirsi una salvezza difficile ma non impossibile. E finalmente Omar Thomas si è messo a giocare. Guarda Omar quant’è bello.
5 – Premiata Montegranaro – Sesta sconfitta di fila per i ragazzi di Finelli, che dal secondo posto di due mesi fa si ritrovano nel gruppone di chi deve soffrire. La sconfitta casalinga contro una Ferrara incompleta fa davvero male, e la parola “crisi†non ci pare eccessiva. La buona notizia? L’accesso per un soffio alle final eight, ma per il resto sull’Adriatico hanno poco da festeggiare. Premiata spremuta.
4 – La Fortezza Bologna – Per Boniciolli i miracoli avellinesi sembrano lontani anni luce, ed a Bologna sembra ormai esserci il virus della discordia ormai ovunque. Nulla, rispetto ai cugini dell’Aquila, ma giocare con Boykins separato in casa, e con un Ford involuto se non ha un play alla Vitali che mangia pane e pick’n’roll. Sono tanti gli equivoci da risolvere per l’ambiziosa squadra di Sabatini, ma intanto il girone d’andata è finito, tra poche luci e tante ombre. Bad Boy(kin)s.
3 – Joseph Forte – Con Sacchetti in panchina, l’arrivo del ripudiato asso fortitudino (che proprio ad Udine all’esordio aveva vinto praticamente da solo) sembrava dare una dimensione ben diversa alla squadra di Edi Snaidero. Ma l’entusiasmo della striscia vincente è già scemato, e Udine sembra tornata una squadra normale, soprattutto se Forte tira con 3 su 11 e segna solo 7 punti. Forte mica tanto.
2 – Jeleel Akindele – Il gigante della Scavolini poteva essere una delle sorprese di questo campionato, con un potenziale fisico straripante, e margini di crescita ancora notevoli, in grado di renderlo dominante a questi livelli. Ma dopo un inizio col botto, gli avversari sembrano aver facilmente capito pregi e difetti del 2’14 nigeriano, che non sembra adattarsi così facilmente al basket europeo. E la Scavolini affonda nella mediocrità . Mal d’Africa.
1 – Qintel Woods – Leggere della Fortitudo, o dei suoi uomini, nelle ultime righe del pagellone, sta diventando una noiosa consuetudine. Ma non possiamo far finta di nulla di fronte ad una squadra che lotta contro sé stessa, tra le sabbie mobili di una situazione societaria traballante, mille equivoci tattici, un allenatore che predica nel deserto, e giocatori che ci provano, ma mai con un progetto di squadra. Insomma, ci stanno provando, per quel che possono dare; ma colui che ha più classe di tutti (forse più di chiunque in questo campionato) sembra aver finito da tempo voglia e motivazioni, e gioca svogliato come un ragazzino in casa a far compiti mentre fuori c’è il sole. Ripetente.
0 – Eldo Caserta – Brutto infliggersi il voto peggiore della settimana, ma vogliamo usare lo zero in pagella ai bianconeri come buon auspicio, perché francamente peggio di come si è giocato ad Avellino sembra difficile
anche da immaginare. Ma occorre dare una svolta tattica e mentale ad una squadra che sembra aver perso quella cattiveria agonistica in grado di farti vincere partite difficilissime (Bologna, Milano) e farti sfiorare imprese quasi storiche (Roma, Siena). Caserta è piazza che facilmente tende ad imborghesirsi, visti i fasti del passato; ma che lo faccia la squadra è un lusso che una neo promossa non può concedersi. Miseria e nobiltà .
