CASERTA – “Obiettivamente Caserta è un’Università giovane, perché nata solo da sedici anni e, non soltanto per quanto riguarda il mio Rettorato, ma anche in precedenza, è stato fatto moltissimo”. Così Francesco Rossi, rettore della Sun, l’università di Caserta, risponde alle domande de l’Eco sulla storia dell’ateneo policentrico casertano.
Il punto della situazione?
La Sun è una grande università e non una media come sento dire oggi; è un’università con oltre 1000 docenti, 28mila studenti, 4mila laureati all’anno e questi sono alcuni dei numeri dell’Università , ma al di là dei numeri c’è un grande coraggio che ha portato dei risultati oltre le aspettative in una terra non facile come Terra di Lavoro. E’ stata buona l’opera di chi mi ha preceduto e ora ne stiamo raccogliendo i frutti. Abbiamo acquisito un ruolo importante che ora ci viene riconosciuto. Ogni tanto riceviamo delle critiche, ma quelle ci sono sempre, fanno parte della vita.
Le sedi occupate dall’Università sono adeguate?
Lo sono in parte. Negli ultimi anni abbiamo fatto enormi sforzi. A Capua la facoltà di Economia ha un’ottima sede, lo stesso vale per la facoltà di Architettura di Aversa, per la facoltà di Ingegneria è stato fatto un nuovo aulario di 2000 posti e sta cambiando completamente aspetto, a Santa Maria è previsto un aulario di 3000 posti per la facoltà di Giurisprudenza e anche la facoltà di Lettere, la cui sede non era adeguata (quella di San Francesco) adesso è in ristrutturazione. A Caserta, la struttura in Via Vivaldi non ha ancora sedi per le facoltà di Psicologia e Scienze Politiche che dovrebbero essere alloggiate nella sede delle Poste. I lavori sono cominciati, ma poi sono stati interrotti e verranno ripresi il prossimo anno. E infine c’è Medicina con due sedi tra Caserta e Napoli. Dall’anno prossimo per la parte pratica verrà usato anche l’Ospedale di Marcianise in attesa che termino i lavori al Policlinico, mentre a Napoli permangono i problemi perché la sede si trova in pieno centro storico.
Quanto è stato fatto e quanto si potrebbe fare ancora per migliorare l’Università ?
Si deve fare ancora molto. Io sono sempre molto critico. Bisogna offrire più servizi agli studenti. Abbiamo avviato l’informatizzazione che deve essere completata con il nuovo anno e adesso gli studenti hanno la possibilità di guardare la carriera on line e di prenotare gli esami on line. Bisogna migliorare anche sul piano delle borse di studio e dell’internazionalizzazione. Non c’è recettività per accogliere studenti o docenti stranieri. Si sta pensando di creare strutture adeguate ad Aversa o a Santa Maria, comunque non dipende solo da noi, ma anche dall’Edisu, dalla Regione. Inoltre manca un servizio adeguato di trasporti urbani che permetta una maggiore mobilità agli studenti, diciamo che attualmente i collegamenti non sono ottimali.
E’ d’accordo sul fatto che bisognerebbe cambiare il nome dell’Università di Caserta? E se sì, quale nome proporrebbe?
Questa polemica sul nome dell’università dura da anni. Capisco l’esigenza di Caserta e dei casertani, ma non si può chiamarla solo “Università di Casertaâ€, perché il nostro ateneo non è solo a Caserta. E’ vero che a Caserta c’è la sede legale, ma le facoltà sono distribuite su un territorio più ampio. Bisognerebbe trovare il nome di un personaggio a cui dedicare l’Università , in questo modo sarebbe più giusto. E’ sicuramente un argomento che dobbiamo affrontare, anche se al momento ci sono problemi più gravi da risolvere.
Come giudica la faccenda “Policlinico”? Perché i lavori non vengono mai terminati?
I lavori hanno avuto una grossa impennata nel 2007 e nel primo trimestre del 2008, ora sono di nuovo bloccati. Di certo non dipende dall’Università , ad ogni modo credo che la realizzazione del Policlinico sia un bene non solo dell’Università ma un’opera da cui tutta la città di Caserta trarrà giovamento e anche tutto il Mezzogiorno d’Italia. Adesso è stato istituito anche un tavolo di monitoraggio per i lavori e sono sicuro che si realizzerà .
E la nuova sede per il Rettorato?
A Caserta non ci è mai stato dato nulla, anche le sedi per l’Ateneo le abbiamo comprate. Avevamo Villa Vitrone, ma è ritornata ad essere proprietà della Provincia. Adesso si parla della Reggia o della Caserma Pollio, da un lato attendiamo l’ok sia di Caserta che di Napoli per trasferire il Rettorato alla Reggia e dall’altro si aspettano i fondi per ristrutturare la Caserma Pollio. E’ uno dei prossimi obiettivi da realizzare, anche perché, lo ripeto, l’Università non è solo nostra, di noi che ci lavoriamo dentro, ma è di tutti.
Si è mai pensato di creare a Caserta un campus universitario sullo stile di Salerno e se sì, perché non è stato mai realizzato?
L’Università è nata alla fine degli anni ’80 e quando sono diventato Rettore due anni fa l’ho trovata già così. Il Rettore Mancino ha penato per trovare le strutture che ospitassero l’Ateneo. Sarebbe stata una buona idea quella del campus, ma la realtà è un’altra: abbiamo cinque poli ed è stata fatta una scelta diversa.
Come giudica il ruolo del Vescovo Nogaro nella creazione dell’Università a Caserta?
Il Vescovo ha una funzione importante non solo per l’Università , ma per l’intera città di Caserta. A volte ci sono state divergenze tra noi, come riguardo la faccenda del nome, ma io apprezzo la sua collaborazione e credo che il primo ad essere contento dei risultati raggiunti oggi dall’Università di Caserta sia proprio lui. Presto avremo cinque facoltà a Caserta e questi sono i fatti.
Alcuni membri del movimento per l’Università hanno affermato più di una volta di non essere stati invitati alle celebrazioni d’inizio anno accademico, celebrazioni dalle quali è stato spesso escluso anche il Vescovo. Lei come risponde?
Il Vescovo è stato sempre invitato. Per quanto riguarda i membri del Movimento non so chi siano: ci inviino una presentazione di chi sono e quello che fanno e saremmo lieti di invitarli. Facciamo moltissime manifestazioni all’anno, non soltanto per l’inaugurazione dell’anno accademico. L’ultima è stata fatta il 18 dicembre scorso e sono state invitate moltissime persone. Gli inviti li mandiamo a tutte le autorità , poi non possiamo pretendere che vengano tutte. È la città che non risponde moltissimo. Sono stati invitati personaggi come Margherita Huck, noi le cose le organizziamo, poi sta alla città partecipare.
Secondo lei l’Università è integrata con la città ?
Il territorio non si è ancora integrato con l’università . Di certo Caserta non è una città universitaria come Perugia o Siena. Una risposta dal territorio non l’abbiamo ancora avuta. Attualmente stiamo lavorando con la Camera di Commercio, perché, come ha detto il presidente De Franciscis bisogna far crescere la cultura. Proprio il 18 dicembre scorso, quando l’ateneo ha fatto gli auguri di Natale, il presidente ci ha riconosciuto il lavoro svolto in questi anni e ha ammesso che bisognerebbe fare di più per l’integrazione con la città . Noi siamo a disposizione.
