Eldo, è un Natale tutto da gustare per i bianconeri. Diaz prossimo al rientro

La vittoria a Porto San Giorgio regala nuove certezze a Frates

CASERTA – Dopo la sconfitta del recupero contro la Scavolini, erano in tanti a pronosticare un Natale molto magro a Pezza delle Noci. Il calendario non lasciava presagire nulla di buono, ma soprattutto, dopo due sconfitte nette, la squadra sembrava senza idee in assenza di Diaz.

Fiducia e pazienza

Non abbiamo mai smesso di aver fiducia in questa squadra, ed avevamo sottolineato come il rientro di Diaz, e la fisiologica crescita di Jenkins, avrebbero dato quella spinta di cui la squadra di Frates sembrava aver bisogno in un momento di affanno, invitando tutti a non avere fretta e tensione, ma fiducia e pazienza.

Le due vittorie contro le inseguitrici di Siena, oltre ad avere un valore enorme in termini di prestigio e classifica, hanno regalato a società e tifosi, ulteriori certezze sul valore di una squadra di cui troppo, e troppo presto, si cominciava a dubitare.

Ma è innegabile che solo gli inguaribili ottimisti avrebbero creduto alla doppietta prenatalizia, che permette alla squadra del presidente Caputo di festeggiare nel migliore dei modi un Natale che per tutti noi riveste un significato intenso, che va ben aldilà dell’aspetto sportivo.

Foster e Jenkins

Le vittorie sono figlie di una serie di elementi che vanno a sommarsi, ma ci sono degli aspetti che più di altri riescono a spiegare il basket nel bene o nel male. Contro Pesaro la squadra aveva retto, ma era evidentemente mancata la benzina nel secondo tempo, ed inoltre il contributo di Jenkins e Foster era stato davvero nullo, in attacco come in difesa.

Questa è certamente una prima chiave di lettura della trasformazione Eldo (se di trasformazione si può parlare); contro Bologna la difesa bianconera è stata a dir poco superlativa, e sia Foster che Jenkins sono stati determinanti sui due lati del campo. Frates nel dopopartita aveva sottolineato l’importanza di fare affidamento alla continuità di Foster, giocatore che più di ogni altro decide le sorti della Eldo, per il semplice motivo che è l’unico elemento del quintetto a non avere un cambio pari ruolo in panchina. Traducendo, se gioca male Foster, Frates è costretto a tenerlo in campo comunque, oppure a metterlo in panchina, ma costringendo altri giocatori a giocare fuori ruolo (vedi Brkic o Larranaga).

Anche nelle Marche, l’impatto di Foster è stato più che buono, sia in attacco, dove comunque deve ancora (a nostro avviso) trovare incisività e consapevolezza, sia in difesa, dove ha contenuto Minard nel primo tempo. Anche Jenkins, pur ancora deficitario al tiro, è stato fondamentale nell’allungo decisivo, e comunque è un giocatore che tiene sempre impegnata la difesa, quello che Butler non riusciva a fare, permettendo così gli adeguamenti su Diaz e gli altri.

La difesa

Ma anche a Porto S.Giorgio è stata forse la difesa a permetterci di vincere, e con merito. Il 6 su 20 da tre non è una percentuale strepitosa, e aver vinto due partite di fila (e che partite!) con percentuali da tre “normali”, ha un valore doppio, perché significa che queste vittorie non sono figlie di exploit difficilmente ripetibili, ma di un sistema di gioco che comincia ad essere rodato.

Impossibile non sottolineare la strepitosa difesa di Michelori su Hunter, costretto per tutta la partita a forzature ed errori, ma anche Slay, che non è famoso per le sue doti difensive, sta offrendo un contributo più che importante. Sono ormai diverse partite che non soccombiamo sotto le plance, a dimostrazione di quanto contino reattività e posizione più di centimetri e muscoli, per prendere i rimbalzi.

Il fattore “Dibo”

E poi, ciliegina sulla torta, il momento strepitoso di Fabio Di Bella, che si è messo a fare il Diaz, ed è oggi il vero punto d’orgoglio del mercato estivo di Betti, che ha portato a Caserta due giocatori che rientrano a pieno titolo tra i protagonisti assoluti del basket azzurro, ovvero Michelori e Di Bella.

La testa

Ma c’è un ultimo aspetto, di solito poco appariscente, che dà indicazioni sullo stato di forma mentale di una squadra, ovvero le percentuali dalla lunetta. Da tempo i bianconeri stanno tirando con ottime percentuali, e contro la Sutor il 92% (34 su 37) è un chiaro sintomo di forza psicologica, di tranquillità e consapevolezza, in un fondamentale dove l’aspetto mentale è tutto. In un momento difficile per la Eldo, con i gialloblu in rimonta e l’attacco che non girava, il fallo sistematico che ha portato in lunetta i vari Slay, Di Bella, Foster, ha sancito la vittoria bianconera, e questo dà il metro della condizione mentale dei ragazzi di Frates ed Oldoini.

Con gli occhi al cielo

Ci godiamo un Natale sereno dopo un inizio di stagione che più travagliato non poteva essere; oggi sappiamo che una partita di pallacanestro non è la cosa più importante del mondo, ma una piccolissima scheggia di passione in mezzo a tante cose troppo più grandi di noi. Le vicende di questi ultimi mesi ce lo ricordano, e ci insegnano a godere del privilegio di esserci, soprattutto.