Eldo, un super Slay doma la Snaidero Udine al Palamaggiò

Vittoria sofferta ma meritata per i bianconeri nel posticipo

CASERTA – Partita strana e meno facile del previsto: c’era da scommetterci, perché la nuova Snaidero di Sacchetti ha giocatori imprevedibili capaci di strisce vincenti in attacco, e perché Caserta è ancora a corto di rotazioni tra gli esterni, ed il solo Di Bella (positivo anche ieri) non può garantire continuità per tutto l’incontro.

LA PARTENZA DI UDINE

L’inizio fulmineo dei friulani (7-17 al 6’) fa capire immediatamente che Udine ci crede, ma la Eldo ha un Ron Slay “limited edition”, ed il lungo approfitta del miss-match con Torres per costruirsi ricezioni e canestri che riportano pian piano la Eldo in linea di galleggiamento, fino al pareggio di fine primo quarto (23-23).

LE DIFESE A ZONA

Partita strana, perché nonostante i tanti tiratori dall’arco, Frates e Sacchetti fanno abbondante ricorso alla zona; eppure, proprio le due zone tolgono ritmo ed idee agli attacchi, e la partita va avanti a sprazzi. Dopo un primo quarto mediocre, si sveglia Diaz, ma gli attacchi fanno fatica a trovare gli antidoti alla zona. Nel secondo quarto la Eldo tira poco da tre, mentre la Snaidero si affida al tiro dall’arco, ma con risultati modesti, per un 5 su 17 totale nel quarto che permette alla Juve di scappare fino al +9 (36-27) prima di subire la parziale rimonta firmata Anderson. Si chiude sul 43-37 grazie ad una transizione di Slay che chiude con 14 punti il suo primo tempo.

Le rotazioni sono limitate, e per Udine le notizie negative vengono dai problemi di falli di Ortner prima e Di Giuliomaria poi, in un settore lunghi in cui l’assenza di Romero si fa sentire. Frates invece si affida ai soliti sette uomini, lasciando a guardare sia Brkic che Martin, ormai ai margini delle rotazioni. Eppure, la zona ordinata dal coach milanese tiene eccome, e la Snaidero, pur trovando qualche penetra e scarica, non riesce a mordere il canestro casertano con cattiveria, andando in lunetta solo una volta nei primi tre quarti. Di contro, la Eldo attacca il canestro con maggior convinzione, e la situazione falli lo dimostra (22 degli ospiti contro 15 casertani, di cui 5 in attacco).

IL TIRO DA TRE

Il gioco dei bianconeri non è brillante come nelle ultime uscite, ma quando si tira col 60% da tre (15 su 25 totale) i problemi vengono ampiamente coperti dalla classe dei singoli. Sacchetti e Frates giocano ad abbassare i quintetti, con il neo coach dei friulani alla disperata ricerca di aumentare i ritmi di gioco, ed il bianconero che ha provato ad adeguarsi ricorrendo per lunghi tratti ad un quintetto con Foster da 4 e Slay da 5. I risultati sono stati alterni, con la Eldo che ha prima allungato, ma poi si è lasciata riprendere fino al 58-58. Qui però la Snaidero non ha avuto la forza di firmare il sorpasso, mentre la Eldo ha trovato le bombe del solito Diaz, e di un micidiale, sontuoso, Slay, che con 32 punti ed un 5 su 5 da tre ha firmato la sua miglior prestazione dell’anno.

LE SENTENZE DI SLAY

All’ultimo riposo si arriva sul 61-58, ma intanto Udine ha rimesso in campo Ortner, che riesce ad attaccare l’area con efficacia, mentre Anderson e Torres vanno un po’ a sprazzi. La regia di Jackson è pulita ma poco aggressiva, mentre Di Bella, nonostante qualche forzatura, garantisce maggior movimento al suo attacco, e gli scarichi dietro l’arco diventano il leit motiv di un incontro comunque equilibrato fino alla fine.

Ma gli allunghi decisivi sono firmati ancora Ron Slay, con bombe puntuali come sentenze che ricacciano indietro Udine ogni volta che gli arancioni provano la rimonta. Se a questo si aggiunge il dominio a rimbalzo, con Michelori e Frosini più che positivi, allora è spiegato il margine finale (90-78) con cui la Eldo archivia la pratica.

PREGI E DIFETTI

Una partita non bellissima, vissuta più sulle fiammate dei singoli che sulle prestazioni di squadra, e che mette a nudo pregi e difetti di entrambe le squadre. Caserta deve ancora migliorare il gioco di squadra ma ha un tasso di classe notevole, a cui andrà aggiunto il talento di Jenkins, che a questo punto avrà possibilità di inserirsi nei meccanismi di squadra senza fretta e pressioni esterne. Per Udine, la conferma di una squadra talentuosa, veloce ed imprevedibile, che somiglia al suo nuovo allenatore, ma ha evidenti limiti di roster, e dovrà soffrire per togliersi dalle torbide acque del fondo classifica.

PERIODO CRUCIALE

Con la partita di ieri per la Eldo è cominciato un periodo cruciale del campionato; due vittorie consecutive che ci traghettano alla non impossibile trasferta di Biella ed al recupero contro la Scavolini, per provare a migliorare ancora una classifica che già oggi è più tranquilla. Ma è giusto guardare ai prossimi obiettivi uno alla volta, e da martedì Frates potrà godere di una rotazione in più, pur sottolineando (come ha fatto lo stesso Frates nel dopopartita) che Jenkins non viene a fare il salvatore della patria, ed ha bisogno di tempo fisiologico per trovare condizione e ritmo.