CASERTA – Anche la sesta giornata del massimo campionato di basket è andata in archivio e non sono mancati interessanti elementi di discussione. Su tutti la fantastica vittoria di Siena che ha ridotto ai minimi termini Roma. Segnale importante, ma anche inquietante per il torneo. Avellino scivola in casa con Ferrara. Non pervenuta la Fortitudo, miseramente naufragata a Biella.
Questo il nostro pagellone:
10 – Montepaschi Siena – Avremmo voluto dare questo voto all’applauso del Palasport di Teramo che ha idealmente accomunato tutto il basket al dolore della Eldo Juve Caserta per i suoi 4 angeli. Ma è ora di tornare a parlare di basket giocato, e il basket giocato da Siena è quanto di meglio si possa vedere oggi alle nostre latitudini. Dimostrazione di superiorità contro quella Roma che si candida(va) ad essere la sua rivale numero uno, ma ieri si è visto quanta differenza c’è ancora. Siena caput mundi.
9 – Angelico Biella – Dopo un inizio di stagione difficile, e l’infortunio a Plaisted, i piemontesi hanno cambiato marcia, grazie al quintetto (tutti in doppia cifra) che ha asfaltato una Fortitudo da psicanalizzare, giocando tra l’altro un basket molto spettacolare. Biella da morire.
8 – Renzi – Il ragazzo ha stoffa, e la Benetton dimostra che la linea verde può essere il futuro del malandato basket nostrano. Ennesimo prodotto di un vivaio molto prolifico, il giovane pivot parte stabilmente in quintetto e ripaga Mahmuti con un 11 punti in 20 minuti. Montagne verdi.
7 – Jamison – C’erano molti dubbi sulla resa del pivot di Ferrara nella serie superiore, ma ad Avellino, contro il colosso Williams (lasciato a soli 3 punti), Jamison si è caricato sulle spalle tutta la squadra, che da fuori non ci prendeva mai, ed ha firmato un 8 su 9 con 31 in valutazione che vale una vittoria preziosissima. Balla coi lupi.
6 – Boykins – Media aritmetica tra un primo tempo da 3 punti, con 1 su 7 al tiro, ed una ripresa con 21 punti e 8 su 8 dalla lunetta. Il nano di Bologna ha preso in mano squadra e partita, e la Virtus è passata da -11 ad una vittoria di 10 contro Rieti. Pisolo o Gongolo?
5 – Premiata Montegranaro – Treviso doveva essere la prova del nove sul vero valore della squadra di Finelli. Sconfitta netta, e si torna sulla Terra; nulla di preoccupante, e la classifica sorride ancora. Bicchiere mezzo pieno.
4 – Panchina Snaidero – La squadra di Caja ha cominciato a giocare un basket convincente, e la vittoria pazzesca contro Roma ha esaltato l’ambiente. A Pesaro c’era sapore di colpaccio, ma quando dalla panchina arrivano solo 6 punti, con 2 su 11 complessivo, il fiato s’accorcia ed il traguardo diventa un miraggio lontano. Spia della riserva accesa.
3 – Gaines – Il play canturino combatte, crea gioco e fa girare la squadra, ma continua a litigare col canestro. Anche ieri 1 su 9 al tiro ed il 50% dalla lunetta, per un giocatore che ad oggi viaggia col 30% al tiro in campionato. Milano ringrazia e vince il derby in rimonta. Caricato a salve.
2 – Jennings – Due, come i punti segnati dal “enfant prodige” del basket, il ragazzino che ha fatto sognare Roma in precampionato e l’ha bruscamente risvegliata ora che il gioco si fa duro. La scommessa di Toti finora è perdente, ma parafrasando De Gregori “il ragazzo si farà “. Per ora si fa gli occhi guardando giocare i fenomeni veri della Montepaschi. Guarda e impara.
1 – Avellino – L’allucinante inizio di ripresa contro Ferrara è l’ennesimo blackout pazzesco di una squadra che continua ad avere alti e bassi preoccupanti. E se a Treviso o Tel Aviv tutto sommato la sconfitta poteva starci, stavolta il corto circuito interno fa male sul serio, e ridimensiona la squadra di Markowsky. Cercasi elettricista.
0 – Fortitudo – Va bene che manca il nuovo USA, va bene che la squadra sta vivendo un momento particolare, ma delle quattro partite perse dall’Aquila, c’è un -24 (in casa contro Roma), un -27 (a Siena) ed un -22 (ieri a Biella). Insomma, perdere è già grave, ma così si esagera. Creatura degli abissi.
