Eldo, la Juve aggiunge centimetri con Phil Martin

Anche il nuovo calendario regala un avvio di fuoco

Ormai ci siamo: i motori sono accesi e sulla griglia di partenza del campionato più tribolato degli ultimi anni, tutte le squadre sono pronte a premere a fondo sull’acceleratore, per una stagione che, a dispetto dei problemi strutturali ed organizzativi, si preannuncia equilibrata come e più delle passate edizioni.

Il nuovo calendario non ha risparmiato alla Juve brividi e salite importanti da scalare. L’inizio è coi fiocchi, ed è un’analogia con il primo campionato di A1 dell’epoca di Maggiò, Tanjevic e Oscar. Anche allora l’esordio fu contro Roma, ed il precedente è evidentemente di buon auspicio, visto che quell’anno centrammo i playoffs da neo promossa.

Ma occorre volare bassi, si sa. Il campionato a 16 squadre non permetterà passaggi a vuoto, e con le big che sembrano tutte attrezzatissime, ci sarà da mangiare parecchia polvere, e lottare al massimo per strappare i punti vitali per l’obiettivo salvezza. Un campionato che sembra diviso in due, con nove squadre che sembrano di livello ed ambizioni superiori (Siena, Roma, Milano, Virtus, Fortitudo, Treviso, Pesaro, Avellino e Cantù), ed altre che lotteranno per salvarsi, magari con un pensiero ad un posto nei playoffs. Ebbene, nelle prime cinque giornate Caserta affronterà sempre squadre di prima fascia, ed occorre quindi entrare da subito in forma, ed avere spalle forti e cuore immenso per uno sprint iniziale mica da ridere.

L’esclusione di Napoli e Capo d’Orlando ha alzato ancor più l’asticella della quota salvezza, ed il mercato si è improvvisamente ravvivato, grazie proprio all’improvvisa disponibilità di giocatori di punto in bianco disoccupati. Ne ha approfittato Avellino, che sta ridisegnando la squadra dopo la rinuncia a Dickau; la squadra del patron Ercolino, dopo il colpo Travis Best, ha ingaggiato il bomber Diener (5° americano tesserato, occorrerà il turnover) ed il play Nardi. Caputo e Betti non si sono lasciati sfuggire la ghiotta occasione, ed ecco servita la caramella Martin, giocatore canadese di passaporto italiano (la mamma è bergamasca) che è stato una delle poche note positive dello sfortunato campionato di Novara in Legadue lo scorso anno.

Capo d’Orlando si era affrettata ad ingaggiare il lungo già a Maggio, grazie alla stima di coach Sacchetti che lo ha lanciato in Italia nel 2006. Martin è un giocatore molto duttile, di buona tecnica e grandi mezzi fisici, che offre alla squadra più di quanto le statistiche non dicano. 28 anni, 202 centimetri, gran saltatore, può difendere molto bene sia contro lunghi agili che su giocatori di stazza. Martin va a completare un reparto lunghi della Eldo che, se è vero che si ritrova il solo Frosini come pivot puro, oggi può vantare Michelori, Slay, Brkic e Martin nel reparto dei lunghi atipici, e questo aumenta in maniera esponenziale le opzioni a disposizione di Frates nella rotazione dei lunghi.

Phil Martin non è (chiariamolo) l’eroe che dovrà farci vincere le partite, ma se è vero che il valore di un giocatore oscilla a seconda dell’impianto di squadra in cui viene calato, possiamo pronosticare che sulla carta, il tassello dell’italo canadese è quello giusto al momento giusto. In una squadra che ha deciso di rinunciare alla stazza dei pivottoni stile NBA per puntare all’aggressività ed alla velocità, Martin aggiunge peso nell’area senza rinunciare ad un atletismo che pare la caratteristica più evidente della squadra costruita da Caputo, Betti e Frates.

Laddove occorressero muscoli, oggi potrebbe non essere un’utopia vedere Slay da tre, con Martin e Michelori sotto canestro in un quintetto alto e potente, ma allo stesso tempo sufficientemente agile. Aumentando le opzioni sotto canestro, si ridurrà il minutaggio di Frosini, che resta fondamentale negli equilibri della Eldo, ma per rendere al massimo non può avere un impiego eccessivo. Con Frosini in campo si vedrà una Juve più equilibrata e speculare rispetto alle squadre abituate a giocare col classico “cinque” di ruolo. Negli altri casi, con tanti giocatori in grado di giocare sia fronte che spalle a canestro, aumentano le chance di reggere il confronto nell’area colorata, ed il maggior numero di rotazioni può certamente tutelare i nostri dal problema dei falli.

Certo, adesso la panchina diventa davvero lunga, ed il rovescio della medaglia è nel rischio di scontentare qualcuno per un minutaggio troppo ridotto. Ma è davvero presto per pensare a ciò, ed inoltre Frates si è dimostrato molto abile la scorsa stagione nel ritagliare ad ogni giocatore il suo ruolo preciso all’interno della rosa. E poi, alzi la mano chi si lamenta di avere una panchina lunga in un campionato difficile ed equilibrato come quello che sta per partire.

E, a proposito di avvio, il battesimo della Eldo in Lega A verrà subito celebrato dalle telecamere di Sky, per quello che si preannuncia come uno dei match più interessanti della prima giornata, non fosse altro che per tradizione, rivalità storica e cornice di pubblico. Siamo certi che nonostante la diretta Sky, l’esodo del popolo bianconero a Roma sarà massiccio, degna cornice coreografica per la prima della squadra del presidente Caputo nel paradiso del basket italiano.