Pepsi, Fileni Jesi ai raggi x: conosciamo i nostri nemici

CASERTA – Comincia il countdown per le finali playoffs che assegneranno la seconda promozione in A. Sarà un’attesa lunga, ancora sei giorni prima di vedere di nuovo i riflettori puntati sul parquet del Palamaggiò.

Come da pronostico, è stata alla fine l’Aurora Jesi a strappare il pass per la finale, non senza soffrire contro la Trenkwalder di Marcelletti, che anche in gara 4 ha messo in campo tutta la grinta tipica dell’allenatore casertano, al quale va il plauso per aver portato una formazione giovanissima ad un passo dalla finale. Ma questo è già il passato, ed occorre concentrarci sulla Fileni di Capobianco, squadra che ormai abbiamo conosciuto bene (a nostre spese) in regular season. Andiamo ad analizzare il roster jesino.

I GIOCATORI

MAESTRANZI – il play tascabile di scuola USA è forse la rivelazione dei playoffs, la vera arma in più su cui punta Capobianco quando la difesa si concentra sui vari Maggioli e Moss. Eroe di gara 4 contro Reggio, è in gran forma; una garanzia nonostante i 24 anni.

HOOVER – giocatore controverso, capace di mirabilie (ne sappiamo qualcosa) ma anche di incidere poco o nulla se non è in giornata. Contro Reggio non ha tirato bene, ma al Palamaggiò di solito si esalta; meglio marcarlo d’anticipo per non correre rischi.

MOSS – gran talento fisico, ma anch’egli incostante nel rendimento. Anche nei playoffs non sempre è un fattore, pur restando il miglior marcatore dei suoi, e forse paga l’inesperienza di questo clima. Ovviamente non va sottovalutato, nella speranza che possa andare fuori giri e cominciare a forzare.

FARRINGTON – forse il meno pericoloso del quintetto di Capobianco, ma in ogni caso un giocatore versatile ed utile, che sa giocare anche lontano dal canestro, e difendere duro come il resto della squadra. Ha esperienza e costanza di rendimento.

MAGGIOLI – Non ha bisogno di presentazioni; per il secondo anno miglior italiano di legadue (con merito), è dominante sotto canestro. Lo si può limitare, ma non fermare. Bravo a sfruttare i giochi alto-basso con le guardie, è pericoloso anche dai 4 metri. Unica sua pecca, soffre le difese dure e tende a non sfruttare appieno il suo fisico.ROSSINI – Sta vivendo una seconda giovinezza in riva all’Adriatico. Esperienza a quintali, ed anche una discreta efficacia in attacco, ne fanno una pedina fondamentale per dare il cambio a Maestranzi o Hoover.

CANTARELLO – Altro giocatore di grande esperienza, utile per dar respiro a Maggioli senza far pesare troppo la sua assenza in difesa; in attacco ovviamente cambia tutto!

ELIANTONIO – Giovane interessante ed in crescita, ma il suo spazio nel post-season si è sensibilmente ridotto. Capobianco sta limitando le rotazioni ed il giovane centro ternano ne risente.

BONESSIO – Poco più di un rincalzo, può tenere il campo, ma non incide.

STIJEPOVIC – Altro giovane talentuoso, ma relegato ai margini nelle rotazioni.

LA SQUADRA

C’è poco da aggiungere su Jesi. Una squadra che ha ampiamente meritato la finale, anche per averla conquistata sempre col fattore campo sfavorevole. Alla lunga la squadra di Capobianco potrebbe pagare le rotazioni limitate, avendo in pratica sei-sette giocatori in grado di incidere. Ma c’è da dire che la somma dei singoli non rende l’idea del valore di una squadra che è soprattutto collettivo, energia e difesa.

LE ARMI

Vale a dire le armi che hanno messo in difficoltà la Pepsi nella stagione regolare, ma che nei playoffs potrebbero non bastare a sovvertire i valori in campo. Rischiamo di sembrare presuntuosi o poco prudenti, ma ci pare eccessivo il timore che molti tifosi nutrono nei confronti dei blu-arancio. Occorre certo rispettare la squadra di Capobianco, a mettere in conto che ci sarà da soffrire tantissimo e fino in fondo, ed il pronostico non è per nulla scontato.

IL PRONOSTICO

D’altra parte, nonostante il punteggio e la superiorità tecnica, nemmeno nei turni precedenti della Pepsi abbiamo assistito a cavalcate trionfali, quindi ci aspettiamo sudore, adrenalina e batticuore anche in finale. Jesi ci arriva con un curriculum quasi perfetto, con tre vittorie esterne, ma non dimentichiamo che ha vinto tre partite allo scadere, giocando contro squadre spesso rimaneggiate. Pieno rispetto, quindi, e grandi applausi per il cammino di Maggioli e soci, ma da domenica le parole lasceranno spazio ai fatti, ed è con i fatti che i bianconeri stanno costruendo quel sogno troppo spesso rimandato.