
ROMA- Ieri sera al Largo Venue è andato in scena più di un semplice concerto.
L’11 aprile il live di Piotta ha registrato il sold out e fin dalle prime battute si è capito che l’atmosfera sarebbe stata speciale. Tommaso Zanello sale sul palco visibilmente emozionato. Lo dice subito, senza filtri: “Ragazzi, ero partito molto emozionato, ma grazie a voi mi sto sciogliendo”.
Quello che mi ha colpito più di tutto è stato il clima che ha attraversato l’intero concerto. Oltre all’entusiasmo tangibile, si respirava nell’aria l’affetto del pubblico verso un artista rimasto coerente con il suo proposito iniziale. Negli anni Piotta, attraverso il suo modo personale di fare arte, è riuscito a conquistarsi il bene delle persone e ieri sera il pubblico sembrava essere lì anche per ringraziarlo. Perché Tommaso Zanello, in arte Piotta, è a tutti gli effetti uno dei figli di Roma che hanno saputo raccontare la città senza stucchevoli retoriche; Piotta, con un linguaggio diretto e non banale, è riuscito a trovare una chiave che permette a chi ascolta di sentirsi parte della storia.

La scaletta lascia molto spazio all’ultimo disco, Si riparano ricordi, uscito il 27 marzo e dedicato al fratello Fabio Zanello, scomparso qualche anno fa. I brani nuovi portano con sé una dimensione più intima, ma si incastrano perfettamente dentro un live capace di cambiare pelle continuamente. Rap, funk, ballad: il concerto si muove con naturalezza tra registri diversi, senza mai perdere energia.

Poi arrivano i pezzi che sono diventati patrimonio collettivo. “Raga, se non era per loro adesso non starei qui”, dice dal palco. Quando partono Supercafone e La grande onda succede quello che tutti possiamo immaginare: il pubblico esplode, canta a squarciagola e parte un pogo spontaneo, inevitabile.
Nessuna nostalgia. È la volontà di partecipare a qualcosa che, per sound e per testi, è ancora molto attuale. Anche se Piotta sembra voler prendere un po’ di distanza da quei brani, il suo pubblico in quelle canzoni continua a riconoscersi.
Se vi capita di incrociarlo in tour, andateci. È una bella festa.

