CASERTA (Caserta) – Da Venerdì 18 a Martedì 22 al Cineclub Vittoria di Casagiove in programmazione Gianni e le donne del regista Gianni Di Gregorio con Gianni Di Gregorio, Valeria de Franciscis, Alfonso Santagata, Elisabetta Piccolomini e Valeria Cavalli. Un film d’attualità per i tempi d’oggi. Nella trama, Gianni ha sessant’anni ben portati, ha una natura mite e un’immensa capacità di sopportazione.
È al servizio di sua moglie, della figlia che adora, del fidanzato della ragazza, del cane e del gatto. Poi c’è sua madre, novantenne nobildonna decaduta, che si ostina a vivere nella vecchia villa alle porte di Roma facendo allegra finanza, con badanti che vanno e vengono. La sua vita scorre monotona fra commissioni, passeggiate con il cane e faccende domestiche. Un giorno, l’amico Alfonso gli fa aprire gli occhi: Tutti i suoi coetanei, ma anche quelli ben più vecchi di lui, dietro la rispettabile facciata, hanno delle storie.
Tutti, anche i vecchiardi che vegetano nel baretto sotto casa, hanno l’amante. Sconvolto dalla scoperta, Gianni tenta di fare qualcosa. Sul film, il giornalista Alberto Crespi dell’Unità scrive: Poiché la mamma è la stessa di “Pranzo di ferragosto”, “Gianni e le donne” non è un ideale seguito del film precedente, ma è molto di più. Di Gregorio vince alla grande la scommessa del secondo film, perché è enormemente cresciuto come sceneggiatore e come regista. Il primo film durava 75 minuti e sinceramente, si vedeva benissimo che era un mediometraggio “gonfiato”. L’idea, bellissima, reggeva sì e no per un’ora, poi girava un po’ su se stessa. “Gianni e le donne” ne dura 90 e si desidera vederne ancora.
La struttura rapsodica, senz’altro l’unità di tempo e di luogo, anche lievemente claustrofoba, imposta dal pranzo, permette a Di Gregorio di giocare sul frammento, sulla digressione, sulla coazione a ripetere. Lo fa con maestria, senza annoiare. Anzi, il film è qui e là molto divertente. Nel suo mettersi in scena, Di Gregorio sembra un Woody Allen trasteverino romanaccio passato attraverso la comicità sospesa, a volte amara, di Nanni Moretti. Sono paragoni ingombranti, certo.
Di Gregorio ha 61 anni e non deve avere paura di nessuno. Poi, è ovvio che Woody Allen è più bravo, ma l’ossessione comica per l’universo femminile è qualcosa che i due condividono. “Gianni e le donne” è molto più che un film su Gianni e le sue donne. È il ritratto di una borghesia romana incapace quanto il suo cantore, e quindi di un’Italia infantile e bloccata, dove la borghesia non è e non è mai stata una classe di governo e di cultura. “Gianni e le donne” non è un film su Berlusconi, perché ci racconta un uomo assai più umano di Berlusconi.
E’ il tipo di film che aiuta a capire perché molti italiani trovino Berlusconi simpatico. Non Gianni, che è di sinistra, quanto coloro che lo circondano. Gli orari delle proiezioni sono – 16,00 – 18,30 e 21,15, per gli aggiornamenti dei programmi consultare il sito: www.cineclubvittoriacasagiove.it
