Caserta, all Officina Teatro di San Leucio c è Laudadio con Infanzia di un socialista sabato 29

CASERTA – Dopo il successo di critica e di pubblico riscontrato con Il Metodo Gronholm ritorna sulle scene Tony Laudadio con una produzione dell’ Onorevole Teatro Casertano. L’attore infatti sabato 29 ottobre alle 21 sarà all’Officina Teatro di San Leucio con “Infanzia di un Socialista”.

Lo spettacolo è una riflessione messa in scena sotto forma di monologo. Ambientato nel periodo a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, attraverso gli occhi e il cambiamento intimo e personale di un bambino si cerca di affrontare i cambiamenti e gli sconvolgimenti profondi avvenuti in quel periodo.

DA MORO A MANI PULITE

Uno spettacolo quello di Laudadio che arriva a quindici anni dall’inizio dell’inchiesta di Mani Pulite che rivoluzionò e scardinò il panorama politico italiano, e a quasi trent’anni dall’omicidio di Aldo Moro.

In “infanzia di un socialista” il bambino protagonista vive quel passaggio cruciale nella vita di ogni individuo, ovvero quello dall’infanzia alla fanciullezza, in coincidenza con un passaggio più vasto, collettivo, nazionale: gli anni a cavallo tra i settanta e gli ottanta appunto.

Anni di trasformazione per un Paese e di formazione per un bambino che, cresciuto fino a quel momento tra l’estremizzazione dello scontro politico democristiano-comunista, sente già la sua vita come qualcosa di nuovo, di originale.

E vive il suo microcosmo incarnando questa terza via e portando il suo piccolo mondo di scuola, amici, famiglia, gioco, a divenire simbolo e a prendere dimensioni universali o, quanto meno, profondamente italiane. Le illusioni, spezzate poi non molti anni dopo dalla nostra storia, dalla storia d’Italia, vivono la loro fase più bella, quella idealistica, ingenua, fiduciosamente ottimista.

LO SGUARDO DI LAUDADIO

“Guardando attraverso gli occhi di questo bambino di nove anni e mezzo, ho percepito – sostiene l’attore – qualcosa che ci riguarda profondamente, che parla delle radici comuni, delle origini di tanti nostri comportamenti. L’aspetto generazionale di questa riflessione è, a mio parere, anche la sua peculiarità e non esclude coloro che hanno vissuto la loro infanzia in anni diversi e in condizioni diverse, anzi invita in qualche modo a compiere, personalizzato, lo stesso percorso”.

“Sono sempre stato incuriosito e affascinato da quel periodo della vita che segna il passaggio dall’infanzia alla fanciullezza – continua Laudadio – il momento in cui si comincia a intravedere in forma potenziale, quello che sarà l’”uomo finito. Quel punto, quel passaggio è ai miei occhi cruciale, fondamentale.

Il modo in cui si supera quella delicata fase segna spesso il percorso che la vita poi dovrà seguire, è quella curvatura del tronco di un albero che ne segnerà poi la direzione per sempre. Gli ideali, che fino a quel momento erano solo un pensiero indotto, un sentito dire, cominciano a prendere corpo, a farsi sostanza, a guidare le scelte di fondo”.